
Avoledo buongiorno. Ho letto il suo testo "L'elenco telefonico di Atlantide", comprato, l'ammetto, non tanto per la gloriosa presentazione del suo amico giuliomozzisituttominuscolo, nemmeno per l'incensatoria recensione di tale d'orrico (si, minuscolo anche lui) su un numero di sette (idem) dello scorso gennaio (no comment). No, e' che volevo rintracciare un mio lontano parente di Atlantide che non sento da un bel po' e che mi deve dei denari indietro. Cio' detto, le riconosco una cosa: lei ha piu' verve di quanta non ne dimostri attraverso le parole scritte sulle sue pagine. Ho divorato il suo testo in preda a dolori lancinanti, camino d'ordinanza acceso, quel senso di menefreghismo che a volte ti prende quando sei consapevole che, con la scusa della febbre, puoi serenamente mandare a strafottere tutti i vari problemi e stravaccarti sul divano, occhiale da lettura, musica gradevole di sottofondo, e spararti un bel volumone di 500 pagine per provare di nascosto l'effetto che fa. Bene, la terapia che mi aveva costretto cosi (febbre, ricovero in casa forzato) e' finita, grazie a Dio, e ora, in procinto e dubbioso di rifarmi con il Mare di Bering (credo di avere degli antenati morosi anche li), agogno una bella influenzona, magari, perche' no', accudito dalla mia nuova fidanzata, che di mestiere fa proprio l'infermiera. E' un vero piacere. Le auguro ogni bene, suo Cletus a.a. (chi e' ? ma lei e' curioso sa ? e sia: e' il titolo di questa track 3
PS. "a grande richiesta" pubblico qui una lettera di commento datata gennaio 2002 (nel senso: cosa ne pensi ? la prima risposta e' quella che vale...)
Caro Giulio Mozzi,
ho finito di leggere oggi L'ELENCO TELEFONICO DI ATLANTIDE.
Mi ha fatto piacere. (Cosa ?)
Nulla, accorgermi che contravvenendo ad uno dei miei "imperativi",
ho potuto portare a conclusione la lettura di una cosa di oltre
500 pagine. Potenza del marketing ? del tuo "potere prescrittivo"
e della tua "accolita" ? Curiosita' ?
Forse un po' tutto di questo. Ma anche dell'altro.
Intanto un impianto che con prosa scorrevole, in alcuni tratti sembra
la trascrizione fedele di una sequenza di pensieri, molto simili a quelli
che capita di fare, che so, guidando, passeggiando per il centro, o in campagna con i cani.
E da qui, un qualcosa di familiare, assonante, che da la forza per sopportare
quella piacevole tortura che rappresenta per me la lettura di tutto cio' che
eccede le quaranta cinquanta pagine.
Avoledo e' bravo, ma piu' che dare patenti, cosa del resto che non sono titolato
a fare, e' un grande affabulatore, nel senso che, salvo due poderose sedute finali
da 150 pagine cadauna...e contrariamente alla smania di coloro che lo hanno celebrato,
"letto d'un fiato in una sola notte", e' riuscito a dare alla sua storia,
indipendentemente dal ritmo con la quale viene letta, un che
di sequenziale, una specie di romanzo a puntante, nel quale raramente avvertire l'idea
di essersi smarriti, grazie ad un sapiente gioco di rimandi, di memo, come di post-it che
affollano qua e la il dipanarsi della trama. Cosi, via via i suoi personaggi, che pure fino
alle ultime 50-60 pagine il lettore crede di aver sufficientemente inquadrato, zeppo
com'e' di riferimenti culturali generazionali nei quali e' fin troppo facile riconoscersi,
ci svelano, grazie al sorprendente finale, altre sfumature del loro carattere,
altre possibili definizioni, caratterizzati da luci che la mano sapiente dell'autore sa
togliere o accendere al momento opportuno, come in ogni thriller che si rispetti.
Gradevole, ripeto, e comunque capace di non annoiare, quasi nulle le cadute di ritmo, e laddove necessarie, create ad arte per far riprendere fiato al lettore.
Resto convinto che la bravura delll'autore e' quella di portare a termine una cosa cosi monumentale,
con la consumata esperienza di uno scrittore maturo, navigato.
Esordire in questo modo, e' senz'altro il sintomo, ben piu' che felice, che in Italia
ancora il coraggio di portare allo scoperto "il mestiere", c'e' e che c'e' ancora gente
disposta, a scrivere cose cosi e a pubblicarle.
Cletus.
PS.
Navigando in rete sono capitato sul sito di Arthur Bradford (DOGWALKER, Einaudi).
Con il mio inglese da "survivor"...ho fatto la scoperta di una sua gustosa intervista
(sito: http://www.identitytheory.com/people/birnbaum28.html)
Nonche' di alcune note biografiche, che me lo hanno reso, se possibile ancora piu' simpatico.
Il nostro ha lavorato per qualcosa come 9 anni in una struttura di sostegno (da noi le chiamiamo cosi)
per disabili. Fin qui, si dira' nulla di strano. La cosa che ho scoperto e' che Bradford ha anche realizzato
un lungometraggio con alcuni di questi "ospiti", prendendo a noleggio un camper e attraversando
una parte, cospicua, degli States fino in California. Un film on the road, che contiene la cronaca di questo
viaggio e delle interviste realizzate proprio da alcuni di questi "ospiti" all'umanita' varia incontrata
lungo il proprio cammino. Ho ricevuto due note cortesi da parte dello stesso autore, a fronte della mia
richiesta di sapere qualcosa di piu' in merito al film, non ha idea di quanto e se potra' arrivare in Italia,
consigliandomi, tempo un mese, eventualmente l'acquisto della video cassetta direttamente dal sito del film da lui girato (sito: http://www.howsyournews.com) .