07/09/2007

Arrivo tardi, sempre.

Scendere dal letto.

Raggiungere in qualche modo la cucina. Avvitare una caffettiera (elettrica: il caffè fa un po più schifo, ma almeno non ne brucio una a settimana, di macchinetta). Accendere con fare meccanico un vecchio tv Sony che campeggia sopra il frigo e la poca roba che contiene.

Sentire Manuela Falcetti che dispensa lezioni di bonton per chi si deve recare a Modena, oggi, a rendere omaggio alla salma di Luciano Pavarotti. Spegnere la tv. Guardare fuori ed accorgersi che l’estate è proprio andata se la luce del sole, dai finestroni sopraluce, arriva, con comodo, dopo le sette passate.

Fare un rapido resoconto della giornata, valutare se e quanto necessario andare a correre sfidando le temperature “decisamente sotto la media del periodo” come ormai ci hanno insegnato a dire i metereologi dalle tv.

Passare con passo stanco davanti allo stereo, e decidere, con la tazzina fumante in mano, di dare un avvio degno alla giornata, giocandosi la colonna sonora dei primi momenti di veglia. Poi parte questa roba qui.

 

 

 

 

Di colpo, mi è tutto più chiaro.

Domanda: ma gli Aerosmith, cosi cari a Veronesi (su Caos calmo ne tesse un florilegio, arrivando a citarne, in corsivo, dei versi) dovevano aspettare il 2004 per sfornare una perla simile ? Grazie ad Alfredo per la dritta.

E io perché non li ho scoperti prima ?

di cletus1 | 07/09/2007
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