15/03/2006

Una vacanza al Procasma-beautyfarm

Fondamentalmente sono un pigro.

 Mi crogiolo in questa convinzione, ne faccio una sorta di cuscinetto attutisci-sfighe. Come se qualcuno m'avesse suggerito di rallentare, depotenziando l'attualità, l'imminente, per meglio rimirarne l'essenza, il suo lento decantare. Una chiave, come tante, chiaro, nulla di generalizzabile. O almeno.

 L'altro giorno con Ursula Vrangler, no non è parente dell'omonima casa di jeans, quella ha la doppia vu, stavo sorseggiando un martini extradry corretto con la scheweppes, quando mi sono accorto che sto perdendo colpi. Ho tirato quindi fuori un invito, arrivato confuso fra tanti altri, nella casella della posta di tanto tempo fa, da Steve Bishop, il gestore gay del Procasma.

 Il testo diceva: Concediti una vacanza relax nel resort più alla moda che c'è in giro in questo momento, il Procssma apre nelle colline del Chiantishire, una fantastica beauty-farm. Tu sei fra gli invitati che al modico prezzo di 3000 euro (bevande escluse) può essere nostro ospite per tre giorni. (Per la cronaca, la tariffa "normale" per soli 3 giorni è di 5000 euro). Guardo le piume di Ivonne, il pavone, e mi ricordo dell'offerta di uno sciamano in pensione, che a fronte della cessione del quinto della pensione mi ha proposto di comprarle in blocco.

 Depilo Ivonne, impacchetto le piume, le consegno, incasso l'assegno e dando fondo ai miei sparuti risparmi per la differenza, faccio il pieno nella Taunus di Van Larson, metto quattro cose in valigia e parto.

 Il viaggio scorre via veloce come una noce di burro in una padella infuocata…Poco traffico, qualche TIR carico di maiali che grugniscono al mio sonoro passaggio (le marmitte, due, sono entrambe da revisionare, ma Van Larson è esperto in tappezzeria non in meccanica) e dopo qualche ora di autostrada sono alla reception del resort Procasma beautyfarm.

 Lei è cieco ? mi chiede una teutonica segretaria con gli occhiali (ha l'aria di chi non scopa da un semestre, almeno).

 No gli chiedo un po smarrito, perché ?

 Perché la sua auto non può sostare davanti all'albergo se non per il tempo consentito allo scarico dei bagagli.

 Ah si ?

 Si (strano che non m'abbia detto Ya)

 E cosa dovrei fare quindi ?

 Nulla, la può comodamente parcheggiare nel garage sottostante.

 Ah, vado subito allora…

 No, mi dia prima la patente…per la registrazione.

 Ma se mi fermano ? dico cosi, per cercare di farle notare la bizzarria insita nella mia risposta.

 Lei, impassibile (la capirà fra un altro semestre…data l'aria che aveva) aggiunge, accomodante (all'italiana direi se non che puzzerebbe d'esterofilia…sempre a parlarci male addosso noi qui…) "può sempre dire che l'ha lasciata in custodia qui da noi per la registrazione del suo ingresso nel Procasma".

 Ah, vero, dico con finta meraviglia e senso di accondiscendenza.

 Parcheggio l'auto fra due Mercedes da 90000 euro, attento a non urtare con gli sportelli, mancando poco che dai sensori situati sulle loro fiancate non esca un "e vaffanculo, stronzo sta un po attento quando scendi", dopo di che mi dirigo verso l'ascensore per tornare alla reception.

 Lei ha boa con se ? mi chiede porgendomi la patente e una chiave magnetica grande come una carta di credito, la signorina nonscopodatanto.

 Boa ?

 Si

 Intende gli animali o quelle sciarpe di piume di struzzo che indossano le pin up ?

 Gli anfibi, i rettili Sir ! (è la prima volta che mi chiama Sir, ma con un tono come se stesse rivolgendosi ad un mendicante di New Delhi)

 No, li ho lasciati a casa, c'è mio cognato Ermete che li alleva, nella vasca da bagno, aggiungo, sperando in un sorriso, ma il senso dell'umorismo sta a questa donna come la tolleranza a Bagdad, di questi tempi.

 Un facchino prende su la mia valigia vinta ai punti facendo il pieno da qualche parte o alla GS non ricordo più bene e mi fa strada fino alla camera 439.

 Entro, lascio come si conviene qualche euro di mancia al ragazzo, e mi butto sul letto accendendo la tv al plasma sulla CNN che non capisco un cazzo d'inglese ma mi piace il suono della voce dei commentatori, che vestono come da noi quelli che comprano su Postal Market. I materassi sono nuovi, al lattice probabilmente, tant'è che mi addormento.

 Sogno, nell'ordine, che la AS Roma vicne il campionato, che esce il 34 a Cagliari, che rimorchio una superfiga, ospite dell'albergo che ho intravisto alla reception (era per quello che facevo lo scemo con la signorina dell'accettazione). Mentre stiamo per congiungerci all'interno di una vasca idromassaggio, mi sveglia il suono del telefono. E' Bishop, che mi porge il benvenuto. E mi sciorina, con me ancora addormentato ed in evidente stato d'eccitazione, il programma dei trattamenti che mi ha riservato.

 Si comincia col massaggio Shiatsu, poi a seguire un bagno ristoratore nella piscina con acqua termale a 38° gradi.

E' un superalcolico quel liquido lì ? chiedo tanto per dire qualcosa.

 No, quelli te ne offro io quanti ne vuoi stasera dopo cena, dice e mette giù.

 Vesto l'accappatoio d'ordinanza (viaggiano tutti in accapatoio bianco in questo albergo) e mi incammino verso il punto di raccolta, situato dopo 300 metri di corridoi ai cui lati pendono molti dei quadri che ho visto nel corso dell'anno agli eventi programmati al Procasma (quello della Tuscolana).

 Mi accoglie una signorina avvenente con i capelli rossi lisci raccolti a coda di cavallo, in un camice dal quale stanno per esplodere i bottoni, tanta la generosità del suo petto, e con degli occhiali cosi erotici che sto per chiederle una fellatio seduta stante, ma mi trattengo.

 Signor Cletus ? mi dice in perfetto accento elvetico

 Si, rispondo sorridendo, o almeno.

 Bene, lei va con Thomas, ha il massaggio Shiatsu.

 Thomas somiglia al capitano di quella serie televisiva di fantascienza…di cui mi sfugge il nome adesso, so solo che le sue orecchie, e l'aspetto tutto, mi rimandano terribilmente a quel capitano d'astronave lì. Ha un aspetto inquietante.

 Mi fa strada in una saletta nella quale, appena entro, sento musica newage a palla, con un materasso bianco per terra. Mi fa qualche domanda di rito poi passa al massaggio vero e proprio.

 Ora, io non ho nulla contro chi fa questo lavoro, ne con la disciplina Shiatsu in senso lato. So solo che costui ha iniziato a premere e comprimere ogni singolo punto della mia corporea presenza. Con un benessere progressivo, cullato dalla musichetta rassicurante e vagamente esotica, e dagli odori di un incenso che ha provveduto ad accendere non appena entrati. Il massaggio va avanti per un po.

 Ad occhi chiusi, mi sono apparsi Shiva che m'ha chiesto come va, ho risposto cosi e cosi, poi ha preso una camel senza che ha preteso gli offrissi e senza neanche farsi accendere è sparito, poi un airone (immagino il cugino di Ivonne) che mi rimproverava di esser li a costo e difetto delle piume di sua cugina, e infine ancora il parcheggiatore del Procasma (quello di Roma) che mi diceva di essere desolato per essersi fatto rubare sotto gli occhi la Taunus di Van Larson.

 Lei ha un Ki molto forte, ed è anche molto sensibile, m'ha detto Mr.Star Trek, appena finito. Si, ho risposto. Mi sono alzato, e salutando calorosamente, sono uscito nel corridoio popolato di strafighe in accapatoio bianco. Mi sono immerso nella piscina per riprendermi e ho nuotato per un po. Sempre questa musichetta newage, nell'aria.

 Rinfrancato, sono tornato in stanza, docciato, tirato fuori dalla valigia una camicia stirata da Ermete e una giacca appena ritirata dalla tintoria vicino casa e bello come un picasso dimenticato ho raggiunto la sala del ristorante collocata all'ultimo piano, come si conviene.

 Ai tavoli ho riconosciuto molte delle facce che popolano il Procasma romano. Tutti in offerta speciale eh ? ho pensato fra me e me. Il cameriere, con perfetto accento toscano m'ha decantato i piatti della serata, tutti devo dire gradevoli e al di sopra di ogni aspettativa (conoscendo il catering dell'omonimo locale della tuscolana). Ho mangiato di gusto e accompagnato il pasto con dell'ottimo vino, E' barricato, ha tenuto a precisare, mentre lo mesceva nel mio bicchiere. Ora questo termine trovo che sia piuttosto inflazionato ultimamente, quasi che faccia meraviglia che il vino venga lasciato maturare in botti che non siano state di legno, e che non abbiano ospitato, bontà loro, molta della roba che è stata bevuta, con alterne fortune, devo dire osservando le lapidi lungo le statali, da moltitudini e per molti anni, in passato.

 Straffato di effluvi barricati, e vagamente fruttati, guadagno la stanza, troppo stanco per il dopocena promessomi da Steve, nel bar del resort, dove, i cartelloni erano li a precisarlo, stasera si esibivano in un repertorio che nemmeno sui piroscafi della Costa Crociere del pliocene…

 Con le note di I love you baby,,,posiziono la tessera magnetica che funziona da chiave davanti all'avveniristica serratura ed entro nel regno 439, teatro dei miei incubi.

 All'ingresso rivedo la stessa scena di un film di Bonuel, una coppia nel mio letto che dorme, mentre davanti al letto transita, come fosse una sentinella dell'altare della Patria di Roma, uno struzzo che fa avanti indietro per buoni cinque minuti.

 Osservo, divertito, la scena, appoggiandomi ad una parete. Mi accorgo che è di cartongesso e che sebbene appariscente, tutto, ma proprio tutto suona finto come un articolo di Mieli.

 La visione svanisce non appena, esausto, mi getto sul letto e ancora vestito prendo sonno. E' stata una giornata faticosa, la tosatura di Ivonne, la compravendita, il viaggio, la musica dell'autoradio di Van Larson (su tutte Eye of the tiger, tratta dalla colonna sonora di Rocky 1 che immagino abbia tenuto compagnia agli ultimi allenamenti di Larson prima che perdesse il titolo ai danni di un carrozziere di Vitinia), e ancora lo shiatsu, la newage, le strafighe accappatoiate e insomma. Mi addormento.

 (segue)

di cletus1 | 15/03/2006
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