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- Quattro scontrini? Tutto qua? - Eh. - Documenti niente? - Gnente. - Un’agendina, un cellulare, una scatola di fiammiferi con su scritto un numero di telefono… - Gnente. - Ma cazzo. - Eh. - Impronte digitali? - Cancellate. - La testa l’hanno trovata? - Ancora no. Ancora la cercano. - Come l’hanno decapitato? Quando è pronto il rapporto della scientifica? - Eh. Domani? Dopodomani? - Vabè. - Non vuole vedere i scontrini? - Gli scontrini, no "i" scontrini. - Quelli. Se mi permette, secondo me il più significativo è questo. - "Buffetti Business". - Stiamo già torchiando al proprietario. - Torchiando "il" proprietario, no "al" proprietario. - Eh. - Non credo che serva a molto. Concentriamoci sullo scontrino. "Buffetti Business. L’ufficio moderno". Non una normale cartoleria. Questo era un professionista. Uno che con i prodotti di cancelleria ci lavora. Tre euro. Cosa costa tre euro? - Cosa? - Cosa costa tre euro? - Cosa costa? - Tre euro? - Tre euro? - Mavaffanculo. Portami un caffè va’. - Vabè. Tre euro. Vediamo. Una confezione di post-it? No.Una boccetta per inchiostro di stilografiche? Forse. Perché no. Un uomo di classe. Deve ricaricare la stilo. Non ha l’inchiostro. Passa a comprare l’inchiostro. Verificare i prezzi. Andiamo avanti. Viale Beethoven. Magari abita in zona. Non è detto. Questo è un professionista. Si muove per lavoro. Magari si trovava a passare di qua per caso. No. E’ un professionista. Non compra le cose dove capita. Ha i suoi riti, le sue abitudini. I suoi negozi di fiducia. Un professionista che vuole il suo inchiostro di fiducia acquistato dal suo negoziante di fiducia. È un abitudinario. Conserva gli scontrini. Un meticoloso. Confrontare con gli altri scontrini. Andiamo avanti. Parcheggio gratuito. Il professionista qua è un pigro. Non vuole muovere un passo di troppo. Vuole essere sicuro di poter parcheggiare la sua Jaguar nero fiammante proprio davanti al negozio, fa scattare la chiusura centralizzata con un gesto sicuro di sé e poi dopo quattro passi è nel negozio, i capelli perfettamente pettinati, il sorriso bianchissimo sfoderato alla commessa di Buffetti. Verificare se da Buffetti in viale Beethoven c’è una commessa. Verificare se la commessa è bona. Il nostro professionista del cazzo ama la commessa di Buffetti. Se la vuole fare. Si mette in mostra, fa il pavone. Ho la Jaguar parcheggiata fuori in strada, piccola. Ti piacerebbe farti un giro con me, vero piccola. Se la vuole fare. La commessa ha una camicetta bianca, i capezzoli duri quasi bucano la camicetta. Mmm. Quant’è che non scopo? Un mese? Un mese e mezzo? Mia moglie mi tradisce, ne sono sicuro. Troia. Controllare gli scontrini nella borsetta di mia moglie. Controllare il suo traffico telefonico. Ti inchioderò, mignotta. - Ecco il caffè. - Ascolta. Il nostro uomo voleva farsi la commessa di Buffetti. Ha comprato una boccetta d’inchiostro per la sua penna stilografica. Gli serviva per scrivere la lettera d’addio alla moglie. Voleva lasciare la moglie e scappare con la commessa di Buffetti. La moglie ha scoperto la tresca e ha fatto ghigliottinare il marito da un killer russo, o qualcosa del genere. La testa del nostro uomo è sicuramente nel freezer della moglie. Tipico di un omicidio passionale. Procurati un mandato di perquisizione. - Capo, la commessa di Buffetti è un commesso. - Un travestito? - No un travestito. È un uomo vestito da uomo. - Allora il nostro uomo era frocio. Procurati un mandato di perquisizione a carico del commesso di Buffetti. Ah, e dopo fatti inviare una stampata del traffico telefonico di mia moglie relativo all’ultimo mese. - Di nuovo? - Sì, cazzo, di nuovo. La inchioderò, quella mignotta. written by Mr. Bandini |