Maresciallo Venanzi: Allora, Sammarò…saputo niente ? App.to Sammarone: No, Marescià, niente di niente, non ci si capisce nulla qui. V. nemmeno sti benedetti 3 Euro sappiamo a cosa sono serviti ? S. Se è per quello, si. Disse con l'aria di chi voleva cedere a poco a poco, e assaporare, per un volta, un tot di complimenti.. V. Cosa ? Faccia meno il misterioso. S. Sono serviti per comprare una penna ed un quaderno. V. Beh ? E che c'è di tanto strano… S. Nulla, marescià, ma è che stavolta la commessa se lo ricorda bene quello la… V. In che senso ? S. Nel senso che pare che abbia scambiato due parole mentre era alla cassa… V. Ah si ? E cosa sei venuto a sapere ? Hai interrogato la commessa ? S. Si, marescià, fra l'altro teneva due tette accussì, e pare che ci piacevano anche a lui… V. Cosa glielo lascia credere ? S. Che la commessa mi ha detto che ci andava spesso in quella cartolibreria, e che comprava anche cose di poco valore, non ha visto lo scontrino di 3 euro ? Solo per il gusto di andare a buttare un'occhiata…si era affezionato, ecco marescià… V. Ci mancava anche questo risvolto da Novella2000…Sammarò S. Ma maresciallo, questo è quello che mi ha detto la tettona… V. E moderi i termini… S. Vabbè…quella li, quella con le tette grosse accussì. Venanzi si girò e rigirò i 4 scontrini fra le dita…Fuori una giornata calda di fine maggio…dai campi lontani i rumori dei trattori intenti allo sfalcio del fieno….I covoni… V. Sammarò, andiamo all'Istituto di medicina legale… S. Un'altra volta ? Ma stavolta non ci rimango eh ? Sia chiaro…non mi va, marescià, con lo spavento che mi sono preso… V. Poche storie, andiamo. E uscirono nel traffico impazzito. |