Una libreria ? disse, smarrito l'appuntato Sammarone. Sembra di si, abbiamo un letterato, rispose il maresciallo Venanzi. S. Si vabbè marescià, ma questo ha comprato pure un cd, quindi è un gaudente, che ci piace la musica. V. Non vuol dire, magari è per un regalo. S. Com'è invece il titolo del libro ? V. Cattivo sangue…l'autore…ha un nome impronunciabile, dev'essere un giallo, almeno sembra. S. Che minchia ci azzecca un cd di blues con un giallo. Quale dei due è il regalo ? V. Che ne so. E nel dirlo si tolse il cappello con la visiera per grattarsi insistemente la nuca, era segno che stava pensando, perplesso, continuando a tenere nella stessa mano il cappello. Il cadavere riverso nel prato, nessuna orma nel terreno intorno. V. Sammarò questo è proprio nu rumpicapo…cu michia è stu qua ? S. Marescià, facciamoci la prova delle impronte digitali, oppure andiamo alla libreria e chiediamo alle commesse se si ricordano qualcosa…facciamoci vedere la foto. V. di chi ? Del cadavere ? S. Dice che non è bello ? Che le guagnone s'impressionano poi ? V. Dico che non serve a molto…Si vede che sei nuovo della città, quella libreria sta in pieno centro, sai quanta gente ci va ogni giorno ? Ettipare che proprio a chistuquà vanno a ricordarsi ? S. In effetti…disse aggiustandosi la bandoliera, e come per non contraddire il più alto in grado, come dovevano avergli insegnato alla scuola. V. Sammarò ? S. Si, marescià ? V. Andiamo alla libreria, e chiuse lo sportello. S. Marescià, avete semrpe l'idea giusta. Visto che figura di merda il Milan ? L'auto si avviò, sollevando nuvole di polvere al suo passaggio, sulla strada sterrata, verso la statale. |