Due cose al volo prima di uscire di casa per questo venerdi di paura (meterologica, almeno).
La prima, realmente accaduta.
Scena, Eur, giardini. Pomeriggio, sole, forse maggio di un anno fa. Una avvenente fanciulla transita,
portando, fiera, al guinzaglio una miniatura di cane. Mi si avvicina.
Che razza e' ? le chiedo "Yorkshire", risponde, "Yorkshire, toy, la razza ancora piu' piccola" (per capirsi: la radice quadrata di uno Yorkshire normale").
La "cosa" comincia ad annusare insistentemente le mie gambe (all'altezza delle caviglie).
"Deve avvertire l'odore dei miei boxer", le dico con un improbabile sorriso.
La tizia resta perplessa un attimo. Poi rendendomi conto troppo tardi che potrebbe aver equivocato, decido di peggiorare le cose e aggiungo "i cani, intendo, ne ho due".
E' fuggita, guardandosi smarrita intorno alla ricerca di qualche vigile urbano cui denunziare la mia molestia.
La seconda, compresa ieri sera intorno a mezzanotte.
Bandini e' Richard Brautigan. Senza ombra di dubbio. Di lui si e' detto sia morto, che fosse il papa' del minimalismo americano, che abbia condotto una vita dissoluta. A me e' bastato leggere, riprendere per mano un suo libricino SOGNANDO BABILONIA (marcos&marco ed.), dopo aver apprezzato i suoi due precedentemente letti: Pesca alla trota in America e 102 racconti Zen.
Bandini ha lo stesso stile. Quasi lo stesso tempo, metrica e predisposizione per raccontare l'assurdo che si cela dietro alla piu' trita essenzialita'. Bravo, bravi, entrambi.
Buona giornata.