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Non ho forti basi storico sociologiche da studioso della musica rock. Sono un umile fruitore. Appena posso scarico mp3 a manetta. Mi sveno però adeguatamente anche per i cd, mi piace rovistare sui banchi dei negozi sfigati alla ricerca di qualche chicca semi introvabile. Complici le temperature decisamente alte, da qualche tempo prediligo musica allegra, movimentata, che si incarichi, in altre parole, di prendere deliziosamente a calci la malinconia e spruzzare un po’ di bollicine “all-around”.
Mi è capitato di imbattermi in lui, quando ho ascoltato, alla radio, la cover (in “levare”) di Tutta mia la città (sulla quale ho scritto anche qualche nota qui), e non avendolo mai ascoltato prima, sono rimasto incantato dal coraggio di riproporre sonorità “ska”, donandogli nuovo lustro, in quest’epoca infestata da house et demenzialità..
Lo ska è quella cosa che va assunta a piccole dosi. Si gioca su una scansione del tempo sincopata, e una volta capita la griglia, ci si può divertire ad incasellarci dentro anche Per Elisa di Ludwing Van. L’altro giorno ero in uno di quei megastore che vende cd a prezzi ridotti. Ho preso a 8,90 un suo cd chiamato pomposamente “The album”. Ci sono cover di Cher, c’e’ Wonderful life, e chicca delle chicche, il buon vecchio Gino Paoli che canta, in duo, la bellissima Che cosa c’è. E’ un cd di qualche anno fa, di ottima fattura, ma fresco ed ironico quanto basta.
Lui è Giuliano “the King” Palma, è in gamba, ed è supportato da una banda di delinquenti davvero bravi. |