21/07/2008

Adottare un varano

Mentre Domitilla è di la a rifarsi le unghie,

la AS Roma corteggia Mutu, forse per fare pendant con De Rossi ed avere non uno, ma una coppia di giocatori cui non va mai dato di battere i rigori.

 

Mi manca la legna per quest’inverno.

 

 O poto, ma ora non è il momento mi dicono gli esperti, o mi risolvo a comprarla, confidando che si asciughi negli ultimi 2 mesi di caldo prima delle pioggie.

Ieri sera, ero stravaccato sul divano, ho acceso la tele. Su La 7 c’era un documentario girato da un pazzo che faceva un safari fotografico sui Varani.

Un varano è come quando vai giù un po’ troppo allegro con l’alcool e magari sono le tre di pomeriggio e quella lucertola che sta indisturbata nei vasi del rosmarino, comincia ad ingigantirsi, cosi, senza un motivo apparente.

I varani sono aggressivi. Un esemplare ha spazzolato con la voracità con la quale si addenta un bigmac dopo tre giorni di digiuno, la carcassa di un canguro morto per i fatti suoi da qualche giorno.

In altri termini, bisogna stare attenti a ciò che si mangiano le lucertole.

Devo preoccuparmi di non lasciare in giro in giardino carcasse di canguri di sorta.

Si sa mai, mi trovassi una di queste lucertole incazzose a spasso nel salone, rivendicante del Pedigree, più o meno come Ares, il mio fedele boxer.

 

Se si lancia un search su google con la parola VARANO appaiono circa 2400000 risultati.

Se si affina la ricrca aggiungendo la parola “rettile” scendono a 2400.

Avere un buon rapporto con un Varano addomesticato in giardino, può ingenerare la speranza che il numero delle zanzare si riduca drasticamente. In tal modo mi sarebbe possibile, nei ritagli di tempo e rigorosamente non in prossimità degli orari dei pasti (per evitare i magici effluvi di soffritto di cipolla provenienti dall’accampamento di est europei confinanti) sdraiarmi sereno sul lettino e tentare di finire MUSICOFILIA di Oliver Sacks in modo da poter attaccare in maniera compiuta RACCONTI SCRITTI PER FORZA di Giorgio Caproni che ho preso, con viva sopresa da poco e ne ho già sbirciati un paio, che definire belli è poco.

Vagheggio di recarmi a La Spezia, sganciare una cifra importante e prendere posto su una nave cargo diretta in Messico, facendo tappa a Fort Lauderdale (Florida) dove sono stato tanti anni fa e dove abita una dragqueen alcolizzata che ha tentato di rimorchiarmi quando ancora avevo un fisico decente.

L’idea di viaggiare su uno di questi condomini galleggianti sull’oceano, staccare il telefono e qualsiasi altra cosa mi ricolleghi al mondo reale, portandosi dietro magari una cartata di libri, mi attrae molto, molto di più di trekking  in Abruzzo, o del mare del Salento.

Chissà....

di cletus1 | 21/07/2008
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