29/01/2008
Assenza
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L'altro giorno ho avuta un'allucinazione. Ho avuto paura. Ero fermo in macchina, ad un semaforo, Confuso nel traffico, come spesso accade. Non ricordo in che punto della città, ne esattamente l'ora. Forse stavo fumando, col finestrino abbassato, forse sentivo musica, e se si, non ricordo quale.
So solo che di colpo, ho avuta forte, immediata, potente, La sensazione di non esserci. Di non trovarmi li. O meglio, di avere la strana percezione di esserci come fatto Causuale, e non con la determinazione della coscienza. La consapevolezza di non essere più nessuno. Di non avere Una storia, un'identità, di essere il nulla. Ho avuto paura, dicevo. Ma insieme, questo disorientamento, ho trovato dopo, ripensadoci, non mi è dispiaciuto affatto. Anzi. Trovarsi di colpo ad avere i titoli per ambire al Nobel del turista, da Se stesso, ecco come mi sono sentito. Essere pura esperienza biologica, estraniata da qualsiasi connotato di appartenenza che non sia quello ad una generica specie vivente (non ha alcuna importanza specificare qui quale, ma forse un uccello non mi dispiacerebbe, e forse, ma non ci giurerei, la visione doveva anche comportare un due per cento di capacità sensoriale visiva di tipo zenithale). Gli sguardi delle altre persone, nelle altre auto, spogliate dal giudizio preconcetto, espressione di un gusto e quindi di un'identità, totalmente, VERI. Lo sguardo, non essendo più mediato, sia pure per frazioni di secondo, dalla coscienza vigile, e quindi da un apparato di metri estetici malandato dal tempo e sedimentato come una vecchia carie fra le mie sinapsi, finalmente libero di posarsi su tutto ciò che riempiva le retine, nella sua espressione "fattuale", pulita, secca.
Non so di cosa sia premonizione tutto ciò. So che devo smetterla di leggere libri zen. |
26/01/2008
Lo sputo
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Lo fanno i pugili, quando suona il gong…e lesto il “secondo”, gli toglie il paracolpi dai denti. Lo ha fatto Totti, immortalato in quel degli Europei in Portogallo di qualche anno fa. Lo fanno i coatti, come gesto di spregio nei confronti dell’avversario (fa niente se già a terra, sanguinante, e talvolta implorante pietà).
Lo abbiamo visto, tutti, credo, anche ieri nell’aula del Senato. Non so se esista una graduatoria di atti spregevoli. Di certo, quello dello sputare, potrebbe a buon diritto rivendicarne la testa (battendosela alla pari con l’atto del truffare i poveri pensionati). Che dire ? Imbarazzo ? Vergogna ? Indignazione ? Dietro ad un’azione del genere, riposa il senso civico che rivela la persona che lo compie. Lo spessore ? Quello di una RIZLA ! Se c’è una cosa che ho condiviso di Prodi è stato quando, non ricordo in quale occasione, ha avuto a dire…”questa è la classe politica che gli italiani si meritano. Non credano di esser migliori di chi li rappresenta”. Parole da scolpire nel marmo.
Non so come si chiami il deputato che si è reso protagonista di tale galanteria. Non mi interessa qui. Quello che mi piacerebbe indagare è da quale substrato esce. Che libri, se li ha letti, legge. Saperne di più, anche se a stento trattengo la nausea. Chiedersi ancora come, in un sussulto di ossequio alle regole democratiche, ha ottenuto i voti per essere eletto, chi lo ha mandato a Palazzo Madama, e andarci a parlare, con qualcuno di questi. Per conoscerli. Per chiedergli se e quanto si siano sentiti rappresentati da un’azione che almeno su un campo di calcio si merita un cartellino giallo, al Senato si e no un rimbrotto. Ma forse quel misto di venerazione e il culto dell’intoccabilità, sapientemente coltivato nel proprio collegio, avrà prevalso su qualche legittimo dubbio che la sua affrettata smentita avra’ sollevato anche nel più fervido dei suoi sostenitori. Qualcuno si sarà anche scomodato a scusarlo. Avrà preso a pretesto il clima infuocato (che nemmeno al mercato del pesce di Chioggia, verso le sei del mattino), per tentare l’italica azione della giustificazione.
Resto allibito ! Uomini reprobi, gli Eletti si diceva un tempo, questi signori ai quali nessuno si premura di ricordare che sono a nostro libro paga, che stile, che prestigio, quale fervido esempio da additare ai nostri, altrettanto allibiti, figli.
La scala della bassezza conosce pioli mai immaginati. Un tombino se li mangerà tutti ! |
19/01/2008
Io sono leggenda

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A caldissimo. Appena finito di vedere in una sala col surround finanziato dalla Maico, (decibel cosi elevati da richiedere apposita visita di controllo all’uscita). Che dire ? Non ho letto il libro da cui e’ stato tratto. Ho pero’ visto il film, e patito molto come detto sopra, per la violenza dell’audio, delle scene, insomma per il pathos che pervade tutta la pellicola. La domanda è: che cosa ci dice un film del genere ? Che è bene non scherzare con le manipolazioni genetiche ? Su cosa si basa questa interpretazione ? Sul fatto che un po’ furbamente (adesso qualcuno non si alzi a dire…”ma insomma è solo fiction, che diavolo vuoi ?”) viene accostata l’epidemia che desertifica il genere umano (o gran parte di esso) sia in qualche modo riconducibile alla sperimentazione di una cura per debellare il cancro. Se cosi fosse, esci dal cinema fortemente orientato a dire….beh, se questi sono gli esiti, meglio continuare a piangere chi, povero lui, incappa in tale sventura e buonanotte. Ci sono anche vaghi accenni a Dio. Secondo il protagonista, non c’è, o al peggio, a fronte di cosa è successo, sta giocando a cricket. Anzi, esclude in qualsiasi caso che possa esser stata una distrazione. Non esiste proprio, sempre secondo lui, l’inferno è stato l’uomo a scatenarlo, e a lui tocca, ossessivamente, anche contro ogni logica, trovarne riparo. Allora è un film positivista ? Perché non ci si rassegna all’idea che, insomma, è solo un film, che c’entra tutta questa dietrologia ? E’ che a me piace capire cosa lascia nella testa un film cosi. E non è un messaggio troppo chiaro. I pericoli della deriva della sperimentazione genetica esistono. Ma attribuirgli, in modo subdolo, come lascia intendere il film, la causa di un’epidemia tanto violenta quanto incontrollata, via…sembra che sia stato finanziato dal Comitato di Bioetica nostrano. Alla fine, ironia della sorte, è comunque da una provetta che arrivera’ la salvezza, il messaggio positivo, l’happy ending scontato che lo spettatore almeno si aspetta dopo esser stato sapientemente sottoposto ad un ora e mezzo di assoluto terrore.
Un’ultima considerazione. Trovo inquietante la coincidenza, fra questo film e il romanzo di Mc.Carthy, La strada. Entrambi prendono in cura l’analisi dell’uomo all’indomani di una qualsiasi catastrofe, prossima ventura. E’ il saltare di tutte le coordinate, il festival dello spaesamento. Qui brandelli di civilta’ escono da un dvd di Shrek o da un cd di Bob Marley, o da una scena (fra le più belle, per surrealismo, quella di Will Smith che gioca a golf piazzando la pallina su di un’ala di uno Stealth parcheggiato su una portaerei ormeggiata a Manhattan) , ne La strada, è un carrello da supermercato che fa da veicolo di trasporto delle quattro misere cose di una coppia di padre e figlio e qualche mega cartellone pubblicitario. L’America che fa le prove generali di cosa diavolo può accadere se va avanti cosi ? Un monito, allora, il cui effetto catartico, per me, e’ stato tornare a casa, e concedere una razione doppia al mio fedele boxer (non senza aver cercato qualcosa di Bob Marley nella collezione di cd). |
17/01/2008
Incontri con la piccola editoria (1)
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Questo articolo è apparso sul supplemento di Agosto 2010 della Scuola Radioelettra di Plutone, side B.
Continuiamo la nostra rassegna delle piccole case editrici che maggiormente si sono distinte nel panorama galattico. Oggi incontriamo Kernel Amistasci, Ceo della Galattick press, una casa editrice che si sta facendo conoscere per la varieta’ del catalogo, la qualita’ degli autori e per un’accurata veste grafica dei suoi volumi.
Il Sig. Kernel ci accoglie nel salotto di rappresentanza dei suoi uffici, siti nella centralissima Avenue des Escobridores, nel pieno centro di Plutonia. Dalle ampie pareti in plexiglass si intravede il pulsare frenetico della metropoli, molti piani più in basso, nonché le nubi purpuree all’orizzonte, magistralmente riprodotte partendo dallo stesso orizzonte che si può osservare dall’alto della piramide di Cheope, in Egitto, Pianeta Terra.
Nel salotto, in un lato, campeggiano su una grande libreria una serie di targhe, coppe e trofei a testimonianza dei tanti premi letterari che la casa editrice si è aggiudicata nel corso di questi suoi primi anni di attivita’. Dagli altoparlanti questa scaletta di canzoni: Raintown, dei Deacon Blue, I’m singing in the rain, Tears on my face, Hards gonna fall rain again. Solo dopo un po mi accorgo che il comune denominatore è la pioggia, ed infatti, seppur di colore giallo, fuori piove.
SRE. Sig. Amistasci, grazie per aver accettato di scambiare qualche parola per la nostra rubrica. Sappiamo che il tempo è una risorsa preziosa per lei e la ringraziamo proprio alla luce dei suoi, crediamo innumerevoli, impegni.
KA. Grazie a voi, il piacere è mio.
SRE- Bene, la vs. casa editrice, nata da soli pochi anni si è già imposta nel panorama editoriale galattico, come una fra le più innovative. Vogliamo solo ricordare qualcuno dei vostri successi ?
KA. Volentieri, Da un'impronta vetero manualistica, abbiamo saputo reinventare i nostri testi avvalendoci delle più moderne tecnologie.
SRE. Puo’ farci qualche esempio ?
KA. Certo, su tutti, la riedizione del testo di Pellegrino Artusi, dedicato alla cucina. E’ stato fondamentale per il suo successo dotare tutte le pagine, inserendo a piè di pagina di ogni ricetta un micro chip in grado di generare, sfiorandolo, la stessa esperienza olfattiva che ha avuto lo chef nel prepararla. Un successo, se non fosse stata per l’epidemia galattica di raffreddore uraniano che ne ha compromesso, in parte, le vendite. Ancora: il primo Atlante mondiale, uscito con monografie a puntate, una per ogni pianeta del nostro sistema. Ricordo quello dedicato alla terra, dove abbiamo riprodotto, al semplice sfioro delle foto, stampate in olografia, il suono dei luoghi fotografati. Siamo riusciti ad inserire il rumore del traffico tumultuoso di NewYork, cosi come quello del Grande Raccordo Anulare di Roma, e il vento sulle cupole di Gerusalemme vecchia.
SRE. Una continua sperimentazione delle più moderne tecnologie, che vi caratterizza un po’ come fenomeno editoriale del momento.
KA. Eccerto, dice soddisfatto il manager, che lustra le unghie sul bavero della giacca in Alcantara di Arfani.
SRE- Cosa bolle in pentola ?
KA. Perché vuole trattenersi a pranzo con noi, in mensa ?
SRE. No, mi perdoni, volevo intendere, cosa avete in programma adesso ?
KA. Mica siamo un’emittente televisiva…anche se…qualcuno di noi ci sta pensando…
SRE. No, intendevo, quali sono le prossime uscite previste ?
KA. Beh, non so se sono autorizzato a dirglielo, ma essendo ormai trapelati dei rumors sulla stampa specializzata posso fornirle qualche anticipazione…
SRE..Ci dica…
KA. Saremo la prima casa editoriale nel sistema solare a editare il primo romanzo in tecnologia BluetoothÒ.
SRE Ci spieghi meglio
KA. Semplice, chiunque, con un banale dispositivo adatto a questa tecnologia potrà scaricarsi il testo e leggerselo a piacimento su carta, a video, dove meglio crede.
SRE Fantastico…anche se tanti, tanti anni fa c’e’ stata sulla terra una piccola casa editrice che ha fatto qualcosa del genere…
KA. Impossibile, il nostro ufficio legale ha depositato giusto l’altro ieri il brevetto galattico, come si chiamava questa casa editrice ?
SRE. ..Se non ricordo male Vibrisselibri, o una roba del genere.
KA. Darò mandato ai miei legali di verificare, in ogni modo, le assicuro in bluetooth non ha ancora pubblicato nessuno.
SRE. Può anciparci il primo titolo ?
KA. Sarà una raccolta di brevi racconti, di cui siamo entrati in possesso in modo bizzarro, attribuiti ad un terrestre che si firmava sotto pseudonimo, un certo Cletus.
SRE Mai sentito, un’esordiente ?
KA. Tutt’altro, ma non voglio rovinarle la sorpresa, le basti sapere che sarà un altro best sellers, ci contiamo molto….e cosi dicendo volge lo sguardo verso un enorme pallottoliere in titanio che campeggia alle sue spalle.
SRE. Bene, signor Amistasci, è stato un piacere
KA Lo stesso per me, un saluto ai suoi lettori.
SRE. Certo, presenterò.
Mi avvio, scortato da due robot che sembrano le fotocopie di quelli di guerre stellari, le porte si aprono con un glisch silenzioso. Fuori, adesso, insieme a gocce di pioggia gialla, ne cadono anche di rosse e diverse palline.
Sara’ per la vittoria della Roma, di ieri, penso, mentre mi infilo in un taxi stellare che mi riporta, allegro, in ufficio, su al giornale. |
16/01/2008
Announcement
Il 4 febbraio, in Roma, alla JohnCabbot University
chi puo' vada ad ascoltare i CAPITOLI DELLA
COMMEDIA di Martino Baldi.
Non occuperà male il suo tempo.
Best Regard
Cletus
11/01/2008
il dono
Comincia l’anno.
Un cliente che piange perché non incassa.
Piove come a Londra,
sempre, fitto fitto.
Le targhe alterne,
poche le auto in giro, quand’è cosi.
Poi Napoli e la mondezza,
poi la vita che ti scorre sotto il culo.
Metà dei tuoi amici che sono a letto,
con l’influenza.
Tu continui ad alzarti, al mattino,
pensando che dovresti trovarti meglio
a Miami.
Ma poi, forse, ti romperesti i coglioni
anche lì, con tutto quel caldo.
Allora te ne resti qui,
e dai da mangiare al tuo cane.
Poi osservi il prato,
e pensi che infondo tutta quest’acqua
non può fargli che bene.
E strappi un altro foglio dal calendario,
mentre la recita di Vespa
ti canta come una ninnananna,
e in quell’attimo, si proprio in quello,
quello che precede il sonno,
recuperi chissà quali doti di preveggenza,
e, di colpo, ammetti di aver già capito tutto.06/01/2008
Er monnezza
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Lo ricordate ? Era il soprannome di tal Thomas Milian, attore diventato famoso negli anni 70 con una serie di film, genericamente definiti “trash”. Mi capita di vedere i TG talvolta. Anzi, sono l’unica cosa che cerco di non perdermi, avendo deciso, da tempo di non comprare più quotidiani.
Ho avuto il piacere cosi di vedere Saviano nel tg delle 20 di qualche sera fa. Mi fa piacere che Riotta si stia dando da fare per portare i libri, l’oggetto libro, sugli schermi, nell’ora di massimo ascolto. Benjamin è la sua rubrica (in genere va in onda ad ore impossibili, a tarda notte) nella quale fa dei bei servizi su un pugno di libri di una certa attualita’.
Saviano era lì perché risultato vincitore di un sondaggio fra lettori fra una cinquina di libri proposti dalla trasmissione. (se dico qualche inesattezza perdonatemi perché non ho ben chiaro il meccanismo ma ci si può documentare agevolmente qui). Saviano ha parlato, in coda ad un servizio di “strettissima” attualità concernente appunto il disagio che vivono le popolazioni campane per il problema della raccolta dei rifiuti. So che poi ne è nata una polemica, qualcuno ha avuto a che dire in merito alle parole pronunciate dallo scrittore, che a sua volta ha replicato qui. Vengo al punto. Che razza di paese è questo dove uno scrittore deve alzare lui il coperchio dei guasti prodotti da altri ? E’ la sindrome da Striscia la notizia che porta a far si che le parti si invertano. Non che ci sia da stupirsi. Calciatori che scrivono libri, Magistrati e cantanti pure, vallette ed ex presentatori anche, nessuno che faccia più il suo lavoro qui. Tutti scrivono e intanto la mondezza cresce. La domanda sorge spontanea. Ma ar negozio chi ce sta ? (vecchia battuta antisemita, attribuita ad un anziano mercante ebreo che in punto di morte ancorché compiacersi per vedere al suo capezzale tutta la famiglia radunata si cruccia per l’abbandono degli affari di famiglia). Trovo triste lasciare sulle spalle di Saviano il peso della denuncia di questo stato di cose. I partiti, i sindacati, le organizzazioni territoriali ma che diavolo fanno il giorno ? Ho sentito, nel solito festival di dichiarazioni di cui i tg rendicontano con dovizia (ma quando la pianteranno ?) addirittura un Mastella indignato. Ma indignato de che ? E Pecoraro Scanio ? (grande ministro dei verdi, quindi come minimo “informato sui fatti”, e di chiare origini campane, buongiorno !) Sono allibito ! Domattina convoco l’esercito e a capo di un reparto del genio muoverò le truppe alla volta di Pozzuoli, o di Pianura. Dite che non ne ho i titoli ? Ma mi faccia il favore…mi faccia, chiamateme er Monnezza.. |
01/01/2008
Buon anno nuovo !
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Il gelo ha fottuto il sistema di riscaldamento della mia auto. Cosi è cominciato il mio duemila e otto.Adesso sono le dieci, e c'è anche il sole, sebbene nel pieghevole "Magic things for your new year" recapitatomi da un signore grasso, vestito di rosso e che si è allontanato di corsa, a bordo di una slitta trainata da una dozzina di cervi, non fossse previsto. Quello che invece era abbondantemente previsto era il discorso alla Nazione. Ora mi chiedo, estrapolando in modo jazz brani da quest'ultimo, un paio di cosucce. La prima, dando per buono il ritratto che di noi fanno all'estero (recente articolo sul Washinton Post o NewYork Times, vattelap.) La nostra generazione, al contrario di quella dei nostri padri, ha vissuto una roba tipo Sessantotto (con annessi e connessi), si dovrebbe in altre parole essere affrancata dal quell'istinto antropologico che, se giustificato nella generazione precendente come viatico e reazione alla barbarie e agli stenti della fame derivati dalla guerra), in quella che è stata chiamata dei "baby-boomers" non troverebbe, apparentemente, ragione di essere. La corsa alla sicurezza, direi meglio: la paura di non farcela ha fatto da propellente attraverso una lunga serie di comportamenti, al continuo impoverimento di quasiasi concetto di senso civico. Ora, mi chiedo, che fine ha fatto ? che fine hanno fatto quelle istanze di liberazione, di sovvertimento che hanno animato coloro che oggi viaggiano sui cinquanta e dovrebbero in qualche modo accingersi a sostituire la generazione precedente nei posti chiave del paese, diventare classe dirigente. E' un interrogativo pressante, che porta con se anche l'inevitabile risposta, forse c'è bisogno che passino altre generazioni ancora. Forse questa, nostra, a dispetto dell'irruenza dei suoi anni giovanili, ha ripiegato su se stessa, mancando di trasmettere quella spinta innovativa in porzioni significative della vita sociale.
L'altro interrogativo, è in che modo la cultura potrebbe funzionare per limitare i danni di questa deriva ?
Procedendo a spanne in questo ragionamento da salsamenterista fatale puntare il dito su due istituzioni che, per la supposta capacità di instillarla nei cervelli, in erba e non, della nazione potrebbero farsi carico di questo lavoro. La scuola e la televisione. La prima, è sentire comune di molti insegnanti che conosco, scarica sulle famiglie il compito primario dell'educazione, se possibile acuendo il senso di disparita' sociale (in altri termini, cari alunni, cari concittadini in erba, sono "cazzi vostri", se avete alle spalle famiglie che possono ancora in quale modo trasmettervi un'educazione, bene, altrimenti arrangiatevi !) derogando a piè pari dalla propria funzione . L'altra, vera e propria "monade" del tempo moderno, alleva i nostri cuccioli a dosi di cartoons giapponesi, facezie e primati mondiali d'inconsistenza culturale. I programmi per ragazzi sono diventati opportunità per spazi commerciali via via più consistenti, trasformando l'innata genuinità di pensiero di fanciulli ed adolescenti in un segmento importante di futuri consumatori, fottendosene allegramente di trasmettere, in qualche modo, cultura e senso civico.
Fa acqua da tutte le parti sto discorso, me ne rendo conto, tanta l'impossibilità di tentare di farne una polaroid che sappia fotografare questo inizio d'anno.
In ogni caso, sono tempi duri. Un popolo che ha saputo esprimere facezie come L'impero Romano, il Rinascimento, a fronte dell'inconsistenza di analoghe cosucce altrove, è oggi incapace di scrollarsi, di guardarsi dentro, di correggere la spinta affannosa all'arrivismo, che riduce il passare del tempo ad una sterile sequela di esercizi economici. Quasi come se quell'affanno, quello della generazione dei nostri padri, che hanno vissuto gli stenti della guerra, non si fosse ancora sopito, e dominasse, trasformandosi in una sorta di inno all'individualismo, nella nazione "invecchiata e depressa" che appare agli altri.
Anyway, BUON ANNO NUOVO !!! |









