28/12/2007
Gallerie d'Italia
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Una metafora fin troppo facile. Ho cominciato a riprenderle. C’è qualcosa che attrae, soprattutto a rivederle percorse in velocità. In questo non-luogo, ho volutamente lasciato l’audio, come si dice, in “presa diretta”. Tale e quale, con il commento sonoro di sottofondo a renderle ancora più stranianti. Allora il suono, del motore, cosi come dell’audio che in quel momento c’è nello stereo dell’auto, con la voce sintetizzata del navigatore satellitare, si incarica di portare questo non-luogo in un altro altrove, alla ricerca, spasmodica, della luce, dell’uscita. |
25/12/2007
Questa è una notizia che sarebbe piaciuta a Fringberger

(sottotitolo: quelle belle notizie di una volta, ottime sotto Natale)
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24/12/2007
Buon Natale

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O almeno…
Sono stati giorni di fuoco come si dice a Troia.
Ora tiro un sospiro di sollievo. Mi riprendo un attimo e mi approssimo a questa tornata di feste con l’animo di chi intende rimettersi in pari con il cumulo di cose personali lasciate in sospeso.
Ho una cariolata di libri da leggere. Molti di questi li ho trovati sotto l’albero, quasi che gli amici che me ne hanno fatto dono si dolessero per la lentezza delle mie recensioni, generosamente pubblicate sometimes su la bottega di lettura.
Anyway credo che attaccherò "FENOMENOLOGIA DEL MESSAGGINO", non ricordo l’editore (è di la sotto l’albero, non l’editore, il volume proprio intendo e adesso sono pigro). Il testo esplora, cosi recita la quarta di copertina, l’avvento di questa nuova forma di comunicazione per la quale gli italiani vanno matti e le compagnie telefoniche anche. Con un'introduzione di Ferrarotti, il testo esplora l’exploit di questa forma di comunicazione, deprecandola, lascia intendere, quando usata per circostanze come decessi, nascite, abbandoni, nonché per farsi gli auguri durante le festività. comandate e non. La dove non può il bonton, prevalga il buonsenso, sembra dire l’autore, come quando esalta pur sottolineando, in un’ottica tutta borghese di formalita’ di rapporti, la capacità del messaggino di far giungere a qualcuno che non ci è immediatamente facile o cosi prossimo dal contattare personalmente, e pur tuttavia condannando apertamente il ricorso a questa forma, in presenza di rapporti a dir poco familiari. Stando alla cronaca degli ammazzamenti fatti in casa, c’è da auspicare un ricorso sempre più massiccio a tale forma. Il testo si chiude con una raccolta di sms fra i più curiosi, come quello ha mandato un coniuge separato alla sua ex, per Natale: “Vorrei solo ricordare tutti i bei Natali trascorsi insieme. Augurandoti di poterli rivivere anche meglio con chi credi. Tuttavia, visto come mi stai dissanguando con gli alimenti, l’unico regalo che ti posso fare è quello di non pretendere indietro la televisione al plasma. Tanti auguri. XXXX” oppure “Non ho mai apprezzato a sufficienza le rotondità del tuo fondoschiena. Mi auguro tu possa trovare altrettanto fervidi, devoti, ammiratori”. O come quello maligno dell’ex respinta “E’ che sono stressata questo periodo, al punto di non essermi ricordata di aver chiuso il gas o no”. L’ex marito era a Cortina con la nuova amante, la casa è effettivamente saltata per aria (ndr).
Altro testo che ho preso su una bancarella è “L’altra storia dei Beatles”. Il testo, recita sempre la quarta di copertina, è la vera storia di colui che batte le mani, dando il tempo, nei primi trenta secondi del brano chiamato Obladi obladà , un simpatico ragazzotto che ha dato la svolta, col suo clap clap alla storia dei Fab Four, e in ultima istanza, alla musica contemporanea. Garzone nella bottega di ortaggi del padre, in quel di Liverpool, racconta gustosi retroscena della vita in sala d’incisione del gruppo, fra aneddoti e battute, lanci di ortaggi (che immaginiamo, vista l’attività paterna, non dovesse costituire difficoltà alcuna reperire), sberleffi e profonde riflessioni. Un testo immancabile per tutti coloro che amano le storie di “backstage” del gruppo più famoso del mondo.
Ho ricevuto, in ultimo, un saggio. Impegnativo. Si intitola, "E ora che facciamo ?" E’ scritto a cura del comitato di bioetica. Il testo si interroga sul come proseguire le attività, a fronte dei recenti successi scientifici che hanno scoperto come poter duplicare cellule senza toccare alcun embrione, consentendo cosi di poter procedere oltre gli anatemi che periodicamente si scagliano contro chi (subito dopo l’ansia di voler guadagnare un botto di soldi, brevettando farmaci, terapie e quant’altro) allevia il dolore di molte malattie giudicate fino a ieri incurabili. Un testo di un’attualità pregnante, viste le recenti polemiche scatenate sull’argomento. Fra le soluzioni possibili : il golf, come attivita’ che rilassa, mette in contatto con la propria spiritualita’ e soprattutto non lede alcun principio etico morale, se non quello di costringere l’autista del caddy a pazientare, di volta in volta, o sotto un sole giaguaro o con le stalattiti che colano dall’immancabile cappello a pelo, come quello dei guidatori di slitta.
Una porzione del testo prende invece in esame, come attività alternativa, quella di istituire un comitato di riabilitazione per Luciano Moggi.
Insomma, è ancora una volta Natale questo rito soccombente, che ricopre di melassa i registratori di cassa, e copre con la semplice osservanza del suo rito, le malefatte di cui sono pieni questi tempi duri.
State bene, tutti.
Cletus |
08/12/2007
Too much pressure
Era il titolo di una bella canzone ska dei Seleckter o degli Special.
Sia come sia, il sottotitolo potrebbe anche essere "tengo famiglia".
La UE sta per multare le tv nostrane per eccesso di affollamento
pubblicitario.
Invero, va fatto un plauso a Benigni, l'unico ad aver ottenuto che
durante la sua recente esibizione gli interventi pubblicitari fossero
contenuti al minimo.
qui, il lancio ANSA della notizia







