23/11/2007

Notte toscana

Sono tornato da un breve viaggio in terra di Toscana.

E’ una terra folle. Mi fa morire tagliare le valli costellate di cipressi e di alberi color ruggine (in questa stagione). La gente, i posti. Sotto la pioggia, al mattino presto, quando le case hanno ancora le imposte chiuse e parlano della loro architettura, delle storie che contengono.

Altri mondi, un’altra maniera di vivere, si dirà, rispetto a quella frenetica e spersonalizzante della grande città. I luoghi “di provincia” conservano questo di bello. L’impressione di una giornata scandita da cose semplici, il pane tagliato fresco di forno, gli odori della terra dove il fogliame bagnato emana effluvi capaci di scacciare l’ABC dello smog, silenziosamente appreso dalle cellule ricettive dei nostri nasi metropolitani.

I colori della terra, arata di fresco. Alcune immagini, come quelle di trattori arrancati come figurine su pendii, cosi scoscesi da far temere si possano ribaltare da un momento all’altro. Mandrie immacolate indisturbate da una pioggia tanto sottile quanto persistente.

 

Poi trovarsi alle due e trenta di notte, nel terrazzo di casa di un amico che ti ospita, e udire provenire da un locale poco distante i bassi frementi di musica house, e cosi ti affacci, complice il poco sonno dovuto ai troppi caffe’, ad una zanzara superstite (un caso da Science Today ? il fatto che sia sopravvissuta ad un novembre di certo fra quelli meno caldi ?), e ti ritrovi a pensare a Carver.

A come, doveva, aver chiaro tutto ciò, più nelle sue poesie che ne i suoi racconti, e averlo cosi bene fissato come mai prima.
cletus1 at 23:49:00 3 Commenti