29/09/2007
A cosa serve ? (io neanche tiro la coca...)
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Ho il problema di avere un amico medico “borderline”.
Ho il problema di dover effettuare (almeno a cadenza annuale) delle analisi di controllo (funzionalita’ epatica, PSA, e compagnia bella…)
Ho il problema di dover chiedere ad amici di farmi “fare” l’impegnativa dal loro medico curante
Ho il problema di risiedere nel comune di Roma, Regione Lazio
Ho il problema che la Sanita’ della Regione Lazio ha fatto “crack”: ergo le strutture convenzionate non erogano più, da alcuni mesi, se non pagando “per intero”, detti accertamenti.
Ho il problema di dovermi alzare all’alba, percorrere (con l’auto, perché non ci sono mezzi pubblici) diversi chilometri e giungere alle ore 7,40 davanti al poliambulatorio della ASL per effettuare gli esami e prendere, dopo solo 10 minuti che è aperto, un numero prossimo al 50..
Ho il problema di fare 2 ore di sala d’attesa per sentirmi dire da un’affabile segretaria che l’impegnativa risulta invalidata in quanto ho commesso due gravissimi errori: aver compilato con penna blu (diversa da quella nera usata dal medico compiacente et caritatevole) i dati mancanti, e il fatto di aver inserito (per errore) i dati del “vecchio” codice regionale assistito nelle caselle dell’impegnativa riservate al codice fiscale (cosa alla quale ho provveduto riscrivendolo sopra per esteso).
Ho il problema di chiedere di un responsabile per vedere se riesco a farmi una ragione di dette regole bizantine (oggi, nell’era di internet, comunque questi dati, dell’ impegnative, vengono poi “processati” al computer).
Ho il problema di trovarmi difronte ad uno scazzatissimo funzionario intento alla lettura non so di che cosa che con fare “finto-desolato” tenta di convincermi che non può farci nulla: le impegnative, scritte cosi risultano “invalidate” e vedo vanificato tutto il lavoro di reperimento delle stesse, della sveglia a orari impossibili (in un giorno nel quale grazie a Dio, in genere non lavoro).
Ho il problema di ricordare che a me, cittadino come tanti, lo Stato si e’ preso il disturbo di recapitarmi a casa questa (che ho esibito al funzionario senza ottenere alcuna modifica del suo”niet”) : Ora, avrei un paio di domande
La prima: ma a che cazzo serve ?
La seconda: quanto è costata a noi contribuenti, dare l’appalto a chi l’ha disegnata, stamparla, e i costi di imbustamento e spedizione ? In compenso sulla rete (come link sponsorizzato) ho trovato questo: L'Ungheria, ultima risorsaaaa. |
27/09/2007
17/09/2007
Un incubo
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Lonely heart
Beh insomma, adesso ti racconto con calma. L'altro lo guardò con la stessa attenzione di un iguana, sazia. Avrebbe pure potuto raccontargli che la prima versione della Bibbia era stata trovata a Rosetta, accanto all'omonima stele, tanta la sua concentrazione.
La cosa è questa. Tu leggi, vero ? Si. E cosa fai mentre leggi ? Leggo, che domande. Si, ok, lo so che leggi, ma se stai leggendo un romanzo, una storia che ti prende, Cosa avviene nel tuo cervello, te lo sei mai chiesto ? No, invero, io leggo e basta me ne frego di tutto il cinematografo che ci vuoi vedere. Prima di liquidarmi come un pazzo, cerca di capire cosa sto dicendo, fammi il favore. Ricomincia, allora. Ok, tu leggi. Cosa fai quando leggi ? In che senso ? Nel senso stai leggendo di uno che cammina per una strada, o si affligge dentro una camera d'albergo, O sta parlando con una donna. Beh ? Beh, voglio sapere, tu li vedi ? Cosa ? I personaggi. Intendo, li immagini, no ? Qualche volta. Non ti viene quasi automaticamente di "calarti", di dare un volto, un tono della voce, Ricostruirti nella testa un luogo nel quale si sta svolgendo una certa scena di ciò che stai leggendo ? Ehi, ma che cazzo vuoi da me ? Eh ? Tu rispondi.
SILENZIO
Beh, una volta mi sono fatto quasi una sega sul dialogo d'amore di due personaggi di una storia. Intendi dire che ti aveva eccitato ? Più o meno Cosa ti piaceva ? Tutto, potevo immaginarmi il profumo di quella donna li. Come la chiami questa cosa ? Cazzo ne so, so che è accaduta, non sto a farmi tante domande. Appunto, lascia stare le domande e rispondi. Cosa hai fatto quindi ? Ma quando ? Quella volta li, hai messo in moto…. Moto ? Cosa ? Uh…l'immaginazione ? Ecco ! Allora ? Allora pensa che meccanismi strani fa il cervello, a volte. Beh, mica c'è da farne una tragedia, succede, no ? Si, appunto, succede se… Se lo scrittore è bravo di suo a rendere una situazione… E trova disposto tu, che leggi, a "collaborare", costrunedo immagini d'aria, Che ti danno la stessa sensazione di trovarti li, li dentro quella storia. Esatto. Non ci avevo mai pensato. Visto ? E' zen, in un certo senso: le cose ci accadono sotto il naso fintanto che non Ce ne accorgiamo… Vieni al punto. Ho paura. Paura ? Si. Di cosa ? Del futuro. E perché ? Perché, un giorno, fra non molto, questo processo "spontaneo" sarà preda di qualche Diavoleria che sarà in grado di riprodurla artificialmente. Spiegati. Ho immaginato una macchina, una diavoleria tecnologica, che attraverso qualche fottuto microchip Impiantato nel cervello di chi scrivie, ci scodellerà come in un piatto guarnito da nouvelle coucine, Tutto l'immaginario precreativo dell'autore. Dici che vogliono fotterci anche la fantasia ? Più o meno, è che questi non li ferma nessuno. Questi chi ? Ma le case editrici, chi altri. Cioè ? Spiega: secondo te infileranno sta roba sotto la cute, il cuoio capelluto di un autore (voglio vedere se è calvo, dove….) e su un qualche supporto magnetico, o via radio ce le scodelleranno su un qualche cazzo di telefonino, computer, orologio dotato di display… Gesù, tu sei pazzo. Pazzo ? No, dico, prova ad immaginare che tristezza. Capteranno le onde cerebrali di un povero cristo di scrittore, le trasformeranno in immagini e oltre alla versione scritta, di una storia, avremmo immediatamente anche un film ? Si. L'hai già letta da qualche parte ? No. E come ti è venuta in mente. Cosi, ragionando. A volte mi succede ancora. Di ragionare ? Ma questo è un incubo, mica è una bella storia. Lo so, è per questo che mi fa paura. Ne hai già parlato con qualcuno ? Si. Con chi ? Con un editore. |
14/09/2007
La notte bianca all'Eur (2)
Regina Huebner Meer/Mensch/Wunsch-mare/uomo/desiderio
Ancora scene catturate nella notte bianca all'EUR.
Mentre transitavo nel portico che ospita il Palazzo delle Scienze
mi sono imbattuto in quest'opera di Regina Huebner
Meer/Mensch/Wunsch-mare/uomo/desiderio
Il commento sonoro (mixato da me) e' di Emiliana Torrini (Serenade).
Enjoy.
11/09/2007
Ciao Joe.
Il "maestro" se ne è andato,cosi, in punta di piedi.
Un abbraccio, commosso.
[per tutti, linko il bellissimo post che gli dedica Orazio]
10/09/2007
Le palle del Circo Massimo.
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Sabato sera, cosi come da molti anni in qua, a Roma c'è stata la notte bianca. Veltroni, ancora una volta ha colpito duro: duemilioni e cinquecentomila italiani (cosi recitano le stime ufficiali), hanno transitato in lungo e largo per la capitale, graziati dalla pioggia, e una volta tanto esentati dal traffico che quotidianamente li affligge. Sulla liceità del come spendere i soldi dei contribuenti, lascio volentieri il compito agli altri. Per inciso, e conto di darne visione a breve, ho potuto apprezzare il bellissimo spettacolo pirotecnico al laghetto dell'EUR. Questa è invece una ripresa del Circo Massimo, oggi addi 10 settembre, intorno alle ore 13,30. (di notte, invece, dovrebbe apparire cosi)
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07/09/2007
Arrivo tardi, sempre.
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Scendere dal letto. Raggiungere in qualche modo la cucina. Avvitare una caffettiera (elettrica: il caffè fa un po più schifo, ma almeno non ne brucio una a settimana, di macchinetta). Accendere con fare meccanico un vecchio tv Sony che campeggia sopra il frigo e la poca roba che contiene. Sentire Manuela Falcetti che dispensa lezioni di bonton per chi si deve recare a Modena, oggi, a rendere omaggio alla salma di Luciano Pavarotti. Spegnere la tv. Guardare fuori ed accorgersi che l’estate è proprio andata se la luce del sole, dai finestroni sopraluce, arriva, con comodo, dopo le sette passate. Fare un rapido resoconto della giornata, valutare se e quanto necessario andare a correre sfidando le temperature “decisamente sotto la media del periodo” come ormai ci hanno insegnato a dire i metereologi dalle tv. Passare con passo stanco davanti allo stereo, e decidere, con la tazzina fumante in mano, di dare un avvio degno alla giornata, giocandosi la colonna sonora dei primi momenti di veglia. Poi parte questa roba qui.
Di colpo, mi è tutto più chiaro. Domanda: ma gli Aerosmith, cosi cari a Veronesi (su Caos calmo ne tesse un florilegio, arrivando a citarne, in corsivo, dei versi) dovevano aspettare il 2004 per sfornare una perla simile ? Grazie ad Alfredo per la dritta. E io perché non li ho scoperti prima ? |
02/09/2007
Materiali: Vita ed opere di Giulio Mozzi, da Padova.
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Vita ed opere di Giulio Mozzi (prima) anzi..(ante-prima). A titolo di appunti multimediali, con il segreto intento di farne una rubrica, qualora qualche altro aficionados intendesse collaborare con altri contributi del tipo, inauguro un nuovo tormentone, volto a diffondere aspetti poco conosciuti dello scrittore, editor, sceneggiatore, docente di corsi di scrittura, nonché ottimo entertainer, Giulio Mozzi, di Padova IT Emisfero nord, pianeta Terra. Questo, a titolo assoluto, è il primo contributo video. Buona visione, a tutti.
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02/09/2007
foto
un sabato pomeriggio di fine estate, sulla spiaggia di Ostia.
(sottotitolo...the summer is gone).










