30/05/2007
DISCOVERING URANO (2)
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Ecco un posto dove spedirei volentieri, in uno dei 29 satelliti a scelta a far apprendistato, tutto l'assessorato alla mobilita' del comune di roma. Urano real estate. Se vi state chiedendo che senso abbia tutto questo, rinunciateci. Non ce l'ha. |
29/05/2007
Brucia Troia di Sandro Veronesi
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Veronesi ha lavorato a questo romanzo da sempre. Nel senso che ha detto che è stato fermo per anni, via via apportando cambiamenti, ma che si è risolto a metterci mano, in maniera definitiva, all’indomani del successo, e dell’esposizione mediatica del suo precedente Caos calmo (ora, film in lavorazione con Nanni Moretti come protagonista). La prosa di Veronesi ti convince, quale che sia l’oggetto della sua narrazione. Scorre, in altre parole. Ha il gran merito di “farsi leggere”, lontano da sperimentalismi. Per chi volesse un’onesta restituzione, del nostro linguaggio, oggi, su carta, questo è l’autore che fa per lui.
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28/05/2007
Ballando con Anna Lacazio
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Quando questa è di buona fattura, avverti cioè che è fatta con l’anima e non con l’intento furbetto di tirarla lunga tanto per incidere qualcosa, aggiungeteci che può finire col diventare un sinonimo di qualche periodo della nostra vita. La momentanea colonna sonora con la quale abbiamo accompagnato amori, sofferti e non, gioie e dispiaceri, relegati in qualche angolo del nostro magazzino dei ricordi.
Bene, da relativamente poco ho scoperto Youtube. Questo immenso archivio di immagini, filmati, clip. La tentazione è stata forte, e complice una domenica sera con tutto il suo carico di malinconia (per come è andato il weekend, per la settimana di duro lavoro che ormai si approssima fra poche ore), stasera ho digitato la parola magica, nel campo SEARCH di Youtube.
E la parola magica di stasera è stata Anna LaCazio, si tutt’attaccato.
Chi cazzo è Anna LaCazio, si starà chiedendo qualcuno di voi. E fa bene. Perché io, una cosi la sposerei domattina, in una disadorna cappella al limitare del deserto, pochi chilometri fuori Austin (Texas) dove ella ha vissuto e partecipato, come voce, come ballerina, ad un gruppo dal nome buffo, Cock Robin (una sorta di pettirosso).
Anna Lacazio, lo tradisce il cognome, è di inequivocabili origini italiane. E credo di essermene innamorato, semplicemente perché una volta, parlo dei lontani ’80, ho visto Pippo Baudo, sbavargli dietro, dopo averla vista ballare REMEMBER THE PROMISE YOU MADE, in una roba tipo Buona Domenica, una domenica pomeriggio di tanti, tanti anni fa.
Il sound dei Cock Robin, un mix di suoni latini, fiati, percussioni che danno ritmo, e stacchi di chitarra solo, era un’amalgama perfetto, una maniera tutta personale di interpretare quegli anni, con tutta la freschezza delle loro voci, sia del cantante maschio (notevole) che della predetta Anna.
Non ho idea di che fine abbiano fatto. Se e di che cosa si occupino attualmente. Un paio di CD, e l’immancabile, in ossequio ai dettami delle case discografiche, Greatest Hits (ma diobono, hanno inciso solo un paio di cd…) e poi il nulla. Chi li ha più visti, sentiti ?
Ognitanto, quando sono in vena di dare smalto alle casse metto nello stereo qualcosa di loro. E mi prende a ballare, si. E immagino, che con quelle sue gonne vaporose, con quella quintessenza di femminilità che si porta appresso, Anna sia li con me, da qualche parte del salone, a ballare insieme.
Davvero struggente. Ascoltateli, se potete. Ma soprattutto, osservate la sua grazia. Magari qui:clicca |
26/05/2007
Appunti

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Un paio di appunti. Entrambi drammatici, pur nell’evidente comicità. Entrambi comici, pur nell’evidente drammaticità.
La prima:
Una donna. Una donna di una certa età, diciamo intorno ai 60. Una donna che, come è lecito attendersi, ha dei figli, anche grandi, a loro volta gia’ sposati e con figli, Una donna che va a capire perché, si imbatte in una di quelle comitive a sfondo mistico religioso, e da un bel giorno decide di dedicare la sua vita al proselitismo. Perché lo fa ? Per colmare la solitudine ? Ma come ? Con tutto quell’esercito di persone che le ruota intorno ? No, non regge. Foss’anche vedova, la Signora ha di che scegliere, nella stretta cerchia dei famigliari, per attrezzarsi a passare il tempo.
Questa signora ha anche problemi di denti. Anche questo, vista l’età, non dovrebbe stupire.
Cosi, pensa bene, nel delirio della sua ansia da proselitismo, a lasciare delle riviste da leggere al suo dentista. Costui, le riceve, con la vaga promessa di leggerle, non appena troverà il tempo. La passione del Dentista, è in realtà scorrazzare a bordo di un caddy, su immensi prati verdi, appena fuori città. In altre parole, ha la testa nel golf. Logico che il suo interesse per le sacre scritture sia prossimo a quello di uno gnù, per la matematica applicata.
Cosi, fra una seduta e l’altra, consapevole che in ogni caso, deve alla Signora, e ai suoi famigliari e conoscenti, una fetta consistente del proprio fatturato, il Dentista, interrogato, dapprima con leggerezza, poi via via con toni sempre più prossimi a quelli di un terzo grado, messo alle corde, comincerà a simulare. Reminescenze scolastiche miste a nozioni mediche, citazioni in latino apprese dai libri di medicina, che pure avrà letto, per conseguire la laurea, sono il bagaglio cui il nostro fa ricorso per raccontare, alla Signora, storie che non ha mai letto da nessuna parte, tantomeno sui libricini, che costei amorevolmente si ostina a lasciargli.
Il tasso di follia delle storie che le racconta, unito alla predisposizione a bersi di tutto, corroborato dall’allure che la professione gli conferisce, agli occhi della stessa, in breve portano la donna a dipendere totalmente dalle fole del Dentista.
Storie che sono, potrebbero essere, i capitoli di un libro. Alla fine del quale:
a) il dentista (che comunque non è molto più giovane della donna) e la signora litigano intorno a dogmi ritenuti, da entrambi, poco più importanti di una passeggiata per lo shopping, dentro un centro commerciale, sul quale incombe la minaccia di un attentato di matrice (qui l’ironia della sorte) fondamentalista-religioso, e in forza di questo, frequentatissimo da moltitudini attratte dall’evidente pericolo, come per un'ansia malcelata, di finirla alla grande.
b) Il Dentista e la signora, danno vita ad una relazione, Praticare sesso sulla poltrona dello studio, quando la segretaria lèttone ha salutato, nel suo italiano stentato (e sdentato, non per altro ha fatto di tutto per essere assunta, anche se in nero) lo saluta, al termine di intense giornate di lavoro, costoro si abbandonano ad amplessi selvaggi, amplificati dalla novocaina.
c) Fuggono entrambi, lasciando i rispettivi deliri, in un isola dei Caraibi, scelta, dopo accurata selezione, fra quelle che dispongano, nelle vicinanze, di un decente campo da golf, e di una piccola, profumata di fiori, silenziosa cappella nella quale coltivare le gioie dell’anima.
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24/05/2007
Se vedemo domani
I libri d'astronomia, a volte, riservano autentiche sorprese.
l'altra domanda sarebbe..."che cazzo fai er giorno ?".
16/05/2007
Perchè non balliamo ?

Questa è una scena che mi sta torturando il cervello da un po’ di tempo.
L'ambiente è quello di una pista da ballo. Non so quanto sia importante stabilire se si tratta di una Scuola di ballo, o di una sala da ballo punto e basta. La cosa, al momento, non è cosi decisiva.
Quello che è decisivo è che ci siano un uomo e una donna , e che possibilmente ballino. Siano cioè in grado di ballare, a dispetto e foss'anche, che dispongano di protesi coadiuvanti la deambulazione, nonché la sua versione "jazzata", che è appunto il ballo. Deambulare a ritmo, si dirà. A ritmo di cosa ?
Senz'altro di una musica appunto "ballabile": Quali sono i requisiti di una musica cosi definibile ?
Che consenta, non senza una certa grazia dei movimenti, di potersi muovere, individuando con facilità (è richiesto, fra l'altro, un buon udito, o in assenza, adeguato apparecchio tipo Maico), il suo ritmo.
Nella vasta varietà di detto genere musicale, con un interpretazione generosa, si potrebbe annoverare anche l'armonioso trillare di un martello pneumatico (qualcosa di molto simile caratterizza la musica che amano ascoltare le nuove, e nuovissime, generazioni).
No, qui parliamo d'altro. Vedrei bene, giacchè, a suscitare quest'immagine, è l'ascolto, durante la guida nel grazioso traffico dell'urbe, di musica delle grandi orchestre, in modo particolare quella generata dal fiato potente di tal Cannonball Adderly. Swing, ecco, si chiama cosi, che si presta bene.
Un uomo e una donna, quindi che ballano.
Cazzo c'è da ridere ? Mica è un'operazione facile. Uno deve andare a tempo per se, poi deve andare a tempo con il compagno/a, e se possibile, entrambi, costituire (ma qui siamo alla simbiosi totale) un corpo unico, che va a tempo.
L'immagine, reca con se un tre per cento di poesia. L'atto del ballo, si dirà, ingentilisce il più scorbutico dei gommisti. Si balla, per un insieme di motivi. Spesso sono le donne che spingono i loro uomini, riluttanti, a farlo. Allora lui si, potrebbe essere un gommista che ne ha voglia quanto quella di farsi esplodere in faccia la camera d'aria di una ruota di un pullman. Però ci DEVE andare. Perché sa che la sua signora ci tiene.
Cosi compra delle scarpe. Troverà di che lamentarsi se non le ha opportunamente usate almeno per un paio di mesi, prima. Girovagandoci per casa….."n'do cazzo ce vado co queste ? pe e scale ? e si me vede er portiere co ste scarpe da frocio, o sai si che figura de merda ?"
Lei, signorilmente, non dirà nulla. Le sarà bastato, guardarlo con quell'aria mista a riprovazione per il torpiloquio, e la malcelata sicurezza che tanto, disfa e risfa, il marito-gommista farà come dirà lei, e basta. E alcune donne sono speciali a farlo.
Cosi questi due ballano. Mentre Adderly inonda con i suoi giri semplici e ariosi di tromba, la sala tutta (semi-deserta ?). Ballano, insieme.
Sono anche una bella cosa da vedere. Lui che, pur maledicendo l'occhio di pernice che gli fa apprezzare in pieno la rigidità delle calzature, si tratterrà a stento per non rovinare la serata. Lei trionfante, ma senza darlo a vedere, senza concedere alcuna soddisfazione, è riuscita a trascinarlo (verrebbe da dire, con la sola forza del pensiero) su una pista da ballo.
Ad aggiungere sconcerto, bisognerebbe sottolineare che nessuno dei due vanta simili precedenti, tacitando sul colpo ogni e qualsiasi riferimento alla letteratura di provenienza neorealistica, cosi ben immortalata dal cinema di quegli anni. E' gente che al ballo ci arriva intorno ai sessanta. E che non ha mai ballato prima si capisce, nonostante tutto, anche osservandoli attentamente.
Si, d'accordo, qualche accenno durante qualche festa. Ma lì non vale. Quello era per gioco, e la complicità del vino bevuto in compagnia, in qualche locale dei Castelli Romani, o per qualche anniversario, in casa di amici, non fa testo. No, qui si fa sul serio.
E questi due ballano.
Allora provare a penetrare nei pensieri.
Lui. Ma tu guarda sta stronza…c'ho er rumeno che m'ha fatto a vertenza, mercoledi me scade er leasing der macchinario novo per fa a convergenza, e me sembra che me sta puro a veni l'influenza
E Lei: si, mo te faccio ballà io. Altro che fa gli occhi dorci alla segretaria, qua sciacquetta. Mo stai ar sorco con me, che so tu moje, e che te devi da imparà a rispettà pure se è na vita che t'avrei già mannato volentieri ar diavolo, balla, Lellè che te fa pure bene, o vedi che panza che t'aritrovi ? Manco ce la fai ad abbracciamme, fortuna che è n'lento sto pezzo qua.
Intorno nessuno.
La sala è quasi vuota. C'è solo un dj che mentre si sta girando una sigaretta, mette nel lettore questi vecchi cd d'autore, per darsi un tono. [continua....forse]
10/05/2007
Red house
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Dice una famosa battuta di Guzzanti… "non ho nulla contro i negri, ne contro i gay, purchè le due cose non si presentino contemporaneamente”. Ok, non è il massimo in termini di politically correct, ma può far sorridere. Io personalmente, invece, non ho assolutamente nulla contro i neri, in particolare quelli che vivono a Chicago, suonano un paio di sere a settimana al Rosa’s Lunge, e a mio modesto avviso, suonano la chitarra (blues) da Dio. Questo che segue, è un video “rinvenuto” per caso su quella grande cineteca che è You-tube. L’artista in parola è il magico Melvin Taylor, la location sembra essere una roulotte attrezzata da improvvisata sala d’incisione, e lui sembra vestito con i panni che in genere si usano mettere per le cerimonie (giacca e cravatta). Ma il suono, vuoi per la song (Red house, cover del ben più noto Jimi Hendrix), vuoi per la non eccelsa qualità, promana qualcosa di assolutamente VERO. Costui, vi prego di credermi, è un genio. Notare, per chi ci capisce, che cosa diavolo è in grado di fare sul manico di quella chitarra. Signore e Signori, Melvin Taylor:
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05/05/2007
Vibrisse chiude (per un pò)

Vibrisse-bollettino, chiuderà il 17 maggio p.v.. E' ufficiale, l'annuncio è stato dato ieri,
a mezzo post stringatissimo (come è nel suo stile) dal curatore principale, nonchè ideatore,
Mr.Giulio Mozzi. Vibrisse è stato capace di aggregare alcune delle menti (e delle penne) migliori
della mia (e non solo della mia) generazione (tanto per citare Kerouac). L'augurio è che si tratti
di una chiusura temporanea, magari destinata alla elaborazione di una nuova sorta di officina,
un contenitore o sottomarino qualsiasi, all'interno del quale trovino spazio voci anche dissonanti
per gusti, passioni, tonalità.
Da quando è stata data la notizia crisi di panico fra i frequentatori. Come spesso accade, il tamtam
della notizia ha fatto il giro della rete, e sono spuntate le nuove t-shirt con la scritta VIBRISSE-LESS
Quella che segue è una versione sartoriale, impreziosita da un ricamo puntocroce, sul petto di una
nota maggiorata nazionale. Che sia di buon viatico ad un presto ritorno !









