25/06/2005

Una contravvenzione.

L'arte del contravvenire a delle disposizioni di legge. Marzo 2005, è il giorno della settimana in cui prendo mia figlia da scuola e devo portarla in piscina. Grazie all'incuria e alla leggerezza di entrambi (della mia ex e la mia), il turno in piscina inizia alle 18,15 mentre l'uscita da scuola è alle 16,30.

Sono poco meno di due ore, in cui non c'e' molto da fare, salvo che qualche giro per negozi o una sosta in uno dei tanti parco giochi.

Papà mi porti a vedere il negozio dei Diddley ?

Ok, andiamo. Arriviamo, cerco invano un parcheggio, lo trovo a due passi, scendiamo entriamo nel negozio, una storia di 5 massimo 10 minuti, siamo di ritorno. In tempo per notare una contravvenzione sul parabrezza. Fanculo ! Ho dimenticato di accendere la tesserina elettronica (comodissima quando non hai moneta per le rare macchinette erogatrici del ticket sosta).

Ma c'è l'ausiliario del traffico (ah, che definizione poetica…) T.M. che mi vede, accetta le mie lamentele e con fare bonario mi dice, "vabbè vada vada…"

Sicuro ? ribadisco io.

"stia tranquillo"

Ora, è leggenda che a Roma al Sor Tranquillo hanno riservato, da sempre, una bella festa.

Cosi, infatti, stamattina, addi 26 del mese di giugno, anno domini 2005, suona il citofono e la voce ferale del postino mi annuncia…."raccomandata….".

Esco in accappatoio e infradito (decisamente non un bellissimo spettacolo, in più è un postino e non una postina…che pure ne girano e di graziose….).

Faccio mentalmente l'escursus di tutte le mie malefatte, una sorta di esame di coscienza praticato a velocità match 2 mentre percorro i pochi metri che separano il citofono dal cancello esterno di casa. Nulla, che avrò mai fatto ? Evaso il fisco reitaratamente per anni ? (pressochè impossibile, giacchè come si usa dire nel mio settore, con un'espressione non proprio felice, ma che rende…."te fanno fatturà pure le scoregge").

Una multa, mi dice rassicurante il postino.

Oddio ecco che il mio piccolo primato di aver conservato tutti i punti patente nonostante numerosi e ripetuti "numeri" al volante, sta per esser frantumato.

Nulla di tutto questo. E' quel buontempone di T.M. numero di matricola CXXX, che contravvenendo a sua volta a quanto affermato in quel pomeriggio di marzo, chissà, forse commuovendosi nel vedere che la mia era stata proprio una dimenticanza, avendo anche esibito, a mia parziale discolpa, il tesserino elettronico pre pagato, che mi manda a chiedere 45,65 Euri. Sia come sia mio caro Sig. T.M. volevo dirle che il suo comportamento mi ha profondamente deluso. Mi ha dato la misura, spietata, della miseria che le alberga dentro, parlo di quella morale, che dall'alto di un'investitura poco più che fittizzia (ma costoro hanno fatto un corso ? Hanno un qualche concorso alle spalle, delle capacità, dimostrate ? O, al solito, canaglie al soldo del comune, nel precipuo intento di mazzolare i malcapitati e colpevolmente distratti automobilisti che vogliono frodare le casse del comune di roma dell'importo di 0,50 euro per una sosta di circa 10 minuti (taglio minimo pagabile dalle macchinette erogatrici).

Vale la pena ricordare, che giusto un anno fa, per una di quelle bizzarrie giuridiche che ogni tanto il nostro sistema ci riserva, l'intero quartiere dell'Eur fu sottoposto a sequestro, le odiose macchinette sigillate dai carabinieri, con tanto di fotocopia dell'ordinanza del giudice appiccicata sopra. Ordinanza che partiva da un'indagine che se non ricordo male muoveva i passi da presunte irregolarità nella aggiudicazione, da parte dell'Ente Eur, del servizio di esazione di detti parcheggi (con alcuni comici, se non drammatici eccessi, tipo un poveraccio che si era visto contestare due volte la stessa contravvenzione, una volta dal comune di roma e l'altra dal personale cui l'ente eur aveva dato via libera di taglieggiare.

(La trasparenza della gara d'apppalto era l'oggetto dell'indagine, risultando poi inquisito un pluri pregiudicato, come consorte di una capacissima prestanome ignara).

Ok. Grazie ancora Sig. T.M. faccia un buon week-end ovunque lei sia e di cuore, come dicono a Roma….."tutte medicine….." fanculo, va ! che già con 45 euro ci compri poco più di due scatole di tachipirina…o, per chiudere alla maniera di Antonio Albanese (impareggiabile comico)…si compri un presidio medico per la D.E……perché ? Perché oltre ad essere un bugiardo, ce l'hai anche piccolo !!!

cletus1 at 23:40:01 9 Commenti

22/06/2005

scene

Cose che non ci vuole molto a capire che…

Stanno per lasciarsi. Lei è sul punto di dirglierlo, ma ognivolta, il ricordo delle rate per la lavastoviglie la trattiene.

Allora, presa da un impeto di gloria e santificazione di ritorno, lo umilia rivendicando mesi di mancate attenzioni.

L'altro, seppellito da montagne di debiti, ridotto una larva umana a ricaricarsi davanti ad interminabili serie di consigli per gli acquisti, vive in una realtà parallela, popolata di jingle, assorbenti e cani razza labrador scodazzanti.

Lei, ad esempio, sono anni che non va ad una mostra, non mette piede in un atelier dalla fine del liceo, e ha il dietologo che si sgola per correggerla ogni volta.

Lui ha appena finito di pagare le rate per la SUV con la quale macina 200 e passa km al giorno alla caccia di clienti che l'azienda, e il suo budget, gli impongono di acquisire.

I loro figli li guardano come da dietro le spesse vetrate dell'acquario di Genova, ancora incerti sul determinare chi il cacciatore e chi la preda. Probabilmente, entrambi, vittime. L'uno dell'altra.

Suona il telefono.

Nessuno risponde fino al decimo squillo.

All'undicesimo, all'unisono, tutti dicono…"qualcuno risponde ?".

Una calma irreale si impadronisce dell'appartamento. Lo squillo ha avuto il merito, come la bacchetta di Mosè di placare i rumori. Tutti con le orecchie tese.

E' il meccanico, è per te, papà.

Papà ?

Ma non è la mia macchina quella che è in officina ? dice lei.

Allora è per te, insomma, rispondete ? dice un figlio.

Si.

Pronto ?
Ah, buonasera signora volevo dire che la macchina è pronta.

Ah si ?

Si, abbiamo fatto un bel lavoro.

Bene.

Si.

Allora ?

Allora niente, ci tenevo solo ad avvertirla. Il perito dell'assicurazione è già passato per le foto.

Le foto ?

Si, quelle della parte incidentata.

Quale parte incidentata ?

Guardi ho dovuto rifare tutta la fiancata, poi riprendere anche una parte del paraurti davanti.

E che madonna.

E si, ma anche lei, se mi permette…poteva stare un po più attenta, no ?

Ah, si, guardi ultimamente sono cosi distratta.

Cose che capitano, siamo qui apposta, niente di grave, si ripara tutto, almeno…noi diciamo cosi.

Lo so. Meccanico ha detto ?

No, carrozziere.

Ah ecco.

Fanno 2800 euro, signora, quando passa ?

2800 euro ?

Si, c'è stato da lavorarci su, mi creda.

Ah

Eh si, poi quando la vedrà se ne renderà conto, è tornata come nuova, adesso.

Sono contenta.

Si, un bel punto di verde, come va di moda quest'anno.

Verde ?

Si, verde, perché ?

La mia auto è rossa, perché avete dovuto riverniciarla ?

No, signora guardi abbiamo rifatto lo stesso colore della fabbrica.

Impossibile.

Ma le dico di si.

Scusi, che targa ha ?

Non lo so, l'abbiamo ancora da montare…e il ragazzo è andato via portandosi le chiavi di dove le chiudiamo, in genere, le targhe, sa…c'e' mica da stare allegri.

Ah, no certo. Senta che modello è ?

(glielo dice)

Mi spiace, ma non ho mai posseduto una macchina cosi, io.

E' sicura ?

Sicurissima, caro, abbiamo mai avuto una ***** ?

No, mai. Dice lui senza staccare lo sguardo dal culo di una modella che pubblicizza lassativi con un sottofondo penoso di musica vivaldiana.

Guardi, nemmeno mio marito conferma, lei ha semplicemente sbagliato numero.

Dice ?

Si, mi spiace.

Anche a me, allora mi scusi.

Di niente.

Buonasera, signora.

Si, anche a lei, arrivederci.

Click.

Click.

Ragazzi, a tavola….stasera sofficini agli asparagi per tutti.

 

cletus1 at 10:34:29 12 Commenti

21/06/2005

aridatece John Travolta

l'avvocato travolta giovanniChi di voi ha visto "A civil action ?".

Era un film passato nelle sale qualche tempo fa, che vedeva la cittadinanza di una sperduta provincia degli states, affidarsi ad un intraprendente John Travolta, nei panni dell'avvocato delle cause perse, per muovere causa ad una industria colpevole di aver inquinato, per anni, le falde da cui attingevano l'acqua in paese e provocato pertanto il decesso di numerosi cittadini (soprattutto bambini, tanto per rendere ancora più drammatica tutta la vicenda). Bene, non ricordo se il fatto fosse realmente accaduto, e come spesso succede, trasposto poi in versione cinematografica. Sia come sia, quel film ha lasciato, indelebile, la sensazione che a volte la gente (ah, che fantastica categoria…cosi indefinibile per definizione…) è meno stronza di quel che sembra.

Si è favoleggiato anche troppo sul sistema giudiziario americano. Tempo fa se ne è occupato anche un programma "cult" come Report, su rai3. Con una battuta si dice…"dove ? in america ? li gli avvocati crescono come funghi…la gente si fa causa anche solo se viene guardata male per strada".

Intanto però lì, con tutte le pecche e contraddizioni del caso, ste cose si fanno. Da noi ?

Ho sentito mormorare qualcosa del genere, nello sconforto generale, in un capannello di persone, all'indomani dello spaventoso rogo della pineta di castelfusano, avvenuto qualche anno fa. Fra la commozione di chi non riconosceva più il posto, teatro solo qualche giorno prima, di ombreggiate e fresche passeggiate, o corse in bici, o sui pattini in linea, o semplicemente a piedi. Devastato, trasformato dalle fiamme. La rabbia e insieme l'impotenza che senti di non accettare, di non farcela ad accettare, al di là dei balletti delle competenze. Parlo del fatto in se. Un' ingiuria ad un bene collettivo, di tutti. E che tutti, indistintamente, almeno in quella trista circostanza, sentivano, hanno sentito come proprio, e danneggiato irrimediabilmente.

L'indignazione che alligna nel nostro DNA, invano blandita dai talk show, dal buonismo di ritorno, da questo eterno mammismo che affligge la coscienza collettiva. La colpa non è mai di nessuno. Il balletto di compentenze, creato ad arte, il gioco politico che tutto ingabbia e insabbia, ha prodotto il resto, con buonapace di chi avrebbe voluto, spererebbe, in un paese, in un consesso un po più civile. Manca, a noi, questa cosa manca, anche perché nessuno l'ha mai proposta. Forse i radicali, con qualche loro battaglia, ce ne hanno fatto sentire la puzza. Penso al referendum sul maggioritario, di anni fa indetto e sostenuto da quel bizzarro personaggio chiamato Mariotto Segni. Il resto ? dileguato, seppellitto nelle invettive da opposte curve, della politica, quando il "fatto", il nodo del problema volutamente si lascia in disparte per sbranarsi ad arte, e distrarci tutti, dai divani di un talkshow, dalle colonne di un giornale, da tutta questa manna gattopardesca che ci attanaglia come melassa.

Nessuna chiamata alle armi (abbiamo già dato, e dimenticavo, questo è anche il paese del  "armamiamoci e partite"), solo l'intento di provare a vedere se tutto ciò che chiamiamo jattura divina, non sia solo frutto invece, indotto, dell'ignavia cui ci hanno educato, ma magari definibile, accertabile, e non con strumenti legislativi della madonna, ma basandosi sulle norme già tranquillamente in vigore oggi, solo…disattese, dimenticate. Agogno un John Travolta, duro e puro, ma anche umano e fallace, che sappia però, sostenuto da un manipolo di cittadini desiderosi di riappropriarsi di un proprio ruolo nella società CIVILE, combattere e denunciare, se non proprio tutti, almeno un paio di problemi che sento veramente forti, e che mi stanno a cuore:

La pineta di Castelfusano ( a quando un ente ?) e il riassetto del trasporto pubblico, se non nell'intera area metropolitana di Roma, quanto meno nel quadrante ovest (Quello per intendersi che porta dall'Eur alla west-coast).

John ? Johnnnn ?

cletus1 at 08:39:41 8 Commenti

17/06/2005

La realtà supera la fantasia

("…a volte senza nemmeno mettere la freccia", non mia, come battuta, ma ascoltandola dal mago forrest quest'inverno, ho sorriso).

Chi lo ricorda ? Mesi fa un simpatico signore sull'ottantina stupì l'italico cuore (siamo gente cosi: capace di uccidere per uno sgarbo automobilistico, ma altrettanto "super" anche per le reazioni in senso opposto: gli slanci di generosità….facciamo a gara, ecco !): "Mi sento solo, vorrei tanto esser adottato da una famiglia, avere dei nipotini cui poter raccontare dei greci e dei latini, come quando stavo a scuola" (ha avuto Antonello Venditti fra i suoi allievi).

Uno legge cose del genere, vi si scaraventano sopra giornali e televisioni alla caccia del trash, nell'intento di farne un simbolo, suo malgrado, una spia dei devastati rapporti che la famiglia ha subito in questo scorcio di secolo, nella società italiana (e non: altrove stanno peggio…) e pensa…." epperò".

L'altra sera sfogliavo il giornale, prima d'addormentarmi, e mi sono caduti gli occhi su un articolo che narra delle gesta di questo signore. In breve, sarebbe sparito dalla famiglia presso la quale era andato a vivere da qualche mese, nemmeno fosse un reality, acclimatandosi subito, con i genitori e i figli, (campeggiava la foto di famiglia d'ordinanza), il "nonno" in poltrona, accerchiato dall'affetto dei suoi cari, tutto bene, uno pensa, ritrattino alla mulino bianco. Favoloso.

De che ? Pare che l'arzillo ottantenne, non pago del clamore suscitato all'epoca, abbia pensato bene di eclissarsi (crisi di rigetto ? volonta' di apparire sotto i reflettori sempre e comunque ?), avendo però avuto il buongusto, prima, di appropriarsi di assegni e aver mentito circa una presunta figlia dispersa in Irak (o in Afghanistan, non ricordo bene).

Grande. E' andato da un'altra famiglia che si era candidata per riceverlo in casa. Pare truffando anche questa.

Ci sarebbe da restarne male ? Ecco una "favola cattiva" o "favola sbagliata" come chiamano cosi quei mattacchioni di una radio privata che hanno allietato i tragitti casa-scuola quest'inverno con mia figlia…intorno alle 8,10 di mattina…reinventandosi in modo surreale delle favole, e facendo quiz al bambino/a di turno che telefonava in redazione per indovinare il finale…puntualmente stravolto.

Una roba cosi. Nessuna voglia di lanciarsi in analisi sociologiche o profili psicologici del nostro, a questo lascio volentieri il campo agli specialisti della lacrima preconfezionata. Ma davvero, quando leggo di queste cose, penso alla figura di m….a dei tanti addetti che in ossequio al festival del kleenex si gettano come avvoltoi con la grazia di un caterpillar sulle disgrazie altrui.

cletus1 at 17:06:44 4 Commenti

17/06/2005

Soft-touch, o dell'incomunicabilità

Grazie alla tecnologia siamo tutti più felici, liberi di delegare ad oggetti via via più sofisticati una serie di fastidiose incombenze.

Penso alla pratica del lavaggio dei piatti, a quella degli abiti, a tutto ciò che comporta, nel nostro impigrito immaginario, un tot di fatica, mentale e non.

Bene, come regalo per la promozione mia figlia ha voluto uno ZEN. Di cosa si tratta ? Di un affarino, declinabile in diversi colori (lei ha scelto il rosa) dotato di un hard disk di ben 5 Gb, e capace di contenere quasi 2500 brani di musica, o di funzionare come memoria di massa portatile (via sempiterna USB).

"Papà, però me lo insegni tu come utilizzarlo, ok ?"

"Si, certo !".

Cosi, armato di tutta la pazienza che ho (poca) ho invano cercato gli occhiali da lettura (smarriti, introvabili) ripiegando su una lente d'ingrandimento, e ho iniziato a smanettare. Dotato di cdrom con il programma che consente di caricare i brani mp3, ho avuto facile gioco nell'intuire il funzionamento, a video, delle librerie, delle cartelle e quant'altro. Il bello è avvenuto quando l'ho dovuto scollegare e settare su un display le cui dimensioni devono esser state pensate dal creativo dei puffi. Il soft-touch è l'avvenire, ovvero la capacità, graziosa, di impartire dei comandi su una tastiera che ha sensibilità del filo di una ragnatela: appena la sfiori parte il comando (e si apre o si chiude un brano, si passa ad un altro, si selezionano opzioni da innumerevoli menù cosidetti a tendina).

Wonderful ! Incautamente sfioro i settaggi della lingua (avendo notato che di default erano in inglese, non proprio la prima lingua di mia figlia). Dramma. Dall'elenco dei linguaggi disponibili incautamente sfioro JAPAN. E' il panico ! Istogrammi dal senso misterioso cominciano ad apparire sul piccolo display.

E adesso come cazzo faccio ? Come si dice SELEZIONA LINGUAGGIO in giapponese ? Che faccio ? telefono a Fabio, un mio amico che ha dimestichezza ? E come glieli leggo gli istogrammi ? Glieli disegno ? Dove trovo un libretto d'istruzioni che mi indichi come uscire da questo loop infernale ? (l'affarino dannato non ha un banalissimo bottone di reset come molte altre diavolerie del tipo).

Ho passato più di mezzora, digitando a caso tutto ciò che appariva, smadonnando e ridendo, pensando a quanto sono Fantozzi certe volte, e al tempo stesso, quanto è sottile (o spesso ?) il muro dell'incomunicabilità. Sono io che sto invecchiando (beh, si, almeno…) o è il mondo che gira troppo veloce per me ?

cletus1 at 08:56:34 11 Commenti

16/06/2005

Cronache dal lettino

Ho il concreto timore che la mia ex moglie mi voglia ammazzare. Dare in appalto la faccenda a qualche rumeno volenteroso, e intascare, comodamente il premio (dovrà sudare sette camicie per sostenere che si sia trattato di un incidente: sono coperto solo da polizze infortuni). No, il motivo è un altro. Vuole la casa. La casa che ha tanto odiato nel corso dei lunghi e sofferti anni trascorsi insieme sotto lo stesso tetto.

Va bene, adesso si rilassi e faccia un bel sospiro. Provi a ricordare qualcosa di piacevole, che le ha fatto provare belle sensazioni.

Quando ?

Non importa quando, quando l'ha provate l'ultima volta.

Quando ero piccolo, dottore.

Piccolo quanto ?

Non so, forse sei o sette anni.

E cos'è che le fa piacere ricordare di quel periodo ?

La Roma, il giocare a rifare il giro d'italia sul pavimento del corridoio, con i tappi delle birre al posto dei ciclisti.

Fantastico, tipici giochi solipsistici, si sentiva molto solo ?

Non aveva fratelli, sorelle ?

No, dottore.

Bene.

Si.

Sono 120 euro, grazie, si accomodi.

Botte di vita. Ripasso a memoria altri giochi.

Come quello con una donna che mi ha fatto uscire pazzo.

Mi ha sconvolto dentro. Credo. O ho voluto mi sconvolgesse cosi tanto. Ma tanto. Ma tanto.

Ciao.

Sono tornato, sono Frank il cinese. Era da un pezzo eh ?

Non ci siamo più sentiti ma io t'ho seguito.

Ah si ?
Si, ho potuto vedere tutto quanto quello che t'è successo nel frattempo.

Cosa ?

Ma si, le cose, i fatti, tutti i casini che hai combinato.

Pochi, in verità.

Pochi ? Mah, se a te piace pensare cosi, fai pure. Non mi pare proprio roba da poco. Tu ami complicartela la vita.

Ah, questo si. Uno specialista, praticamente.

Ecco, bravo.

Ok, continui ?

Si, dai, solo per divertirmi a rifare il punto.

Frank, il cinese è il guardiano del corridoio neuronale sei.

Una figura retorica, frutto di un'altra delle accellerazioni sbagliate permanenti. Di quelle che non vengono via nemmeno con l'ace gentile. Frank sa il fatto suo. In genere è silente.

Si fa i cazzi suoi, tiene in ordine, pulito, come può, e ha davvero il suo bel gran daffare a seguire tutto. Frank cataloga, soppesa, rimette a posto. Ha una pratica che gira per le mani da un pezzo. Quella che riguarda Isaura, che ancora non si decide a rimettere a posto del tutto. Non archivia. Peggio di me che ogni tanto per sfotterla (sfotterci) le chiedo "cosa non abbiamo finito di dirci ?" (sottintendendo "perché siamo ancora qui ?").

Una di quelle storie belle e coinvolgenti che ti stroncano l'anima, che ti fanno diventare maledetto anche se fino a cinque minuti prima stavi in seminario e meditavi di prendere i voti.

Una cosa cosi. Un treno della notte. Che passa e sconvolge tutto, il sonno di chi resta. Le coronarie turpi. Fa caldo.

cletus1 at 09:57:18 8 Commenti

13/06/2005

Sonny Liston

Sonny Liston in allenamento, alla corda

Sul corriere della sera di oggi, pagine della cultura è pubblicato un articolo a firma Matteo Persivale "Sonny Liston, ultima fermata all'obitorio", come recensione di un libro pubblicato da Piccola Bibblioteca Mondadori, pag. 287 euro 7,80 "Il diavolo e Sonny Liston" (non c'era l'ISBN). Il pezzo comincia con una citazione dell'autore "I miei santi vengono tutti dall'inferno". Bene, tutto ciò che riguarda la vita di questi pugili leggendari, i loro affanni, le loro eroiche imprese, in breve la disponibilità al sacrificio, alla fatica, mi attrae.

L'ho divorato (l'articolo) perché fortemente influenzato anche da quel diavolo di scrittore americano che risponde al nome di Thom Jones che al protagonista che da il titolo a questo post ha dedicato una stupenda raccolta di racconti, dal titolo appunto "Sonny Liston was a friend of mine" (S.L. era mio amico), e che consiglio a tutti vivamente di leggere non appena possibile.

Cosa c'è che non va ? Niente, che ho trovato bizzarra e destituita di fondamento la notizia apparsa nell'articolo circa una eventuale diatriba fra l'autore del libro ( ops..dimenticavo, si chiama Nick Thosches) e il suo editore americano. Vi si legge che il titolo che l'autore avrebbe gradito (e io con lui) per la biografia di S.L., sarebbe dovuto essere NIGHT TRAIN, treno della notte.

"Era la colonna sonora del battito del suo cuore" che veniva ascoltata da Liston "ossessivamente" durante gli allenamenti (alla stregua del mio Bad Love di Bernard Allison, sparato dalle cuffie del minidisc, quando vado a correre).

Titolo suggestivo e sicuramente migliore de Il diavolo e Sonny Liston. Ok. Mosso da curiosità ho scatenato un paio di banali search. Uno su google, dal quale ho appreso che: non solo Night train è già serenamente il titolo della biografia in lingua originale, che se uno proprio vuole, e ha dimestichezza con l'inglese, può acquistare presso amazon.com, ma che è anche il titolo di un film in lavorazione da anni (vedrà mai la luce ?) basato proprio sul libro in parola. L'altro search riguardava, su win mix, la canzone. Che risulta suonata da un tot. di autori, fra i quali Oscar Peterson (versione tipo grande orchestra americana anni 60, ricca di fiati e decisamente bella), poi, via via, in disordine, da Steve Winwood, Guns and Roses e altri ancora, a me semi sconosciuti.

La morale ?

Mai fidarsi di quello che dicono i giornali…(scherzo, sia chiaro…) però, Mr. Persivale, se la prossima volta controlla un po meglio quanto fa pubblicare a sua firma, beh…non fa niente di male. Anzi.

cletus1 at 23:07:03 11 Commenti

13/06/2005

Confinato nei tempi

La variabile tempo mi ammazza. Killing me softly. Mi uccide lentamente. Le sue pause, come un'equazione non risolta. Fare dire baciare lettera testamento. Lunedi, il quorum ? Passato ? La Roma e Totti e Cassano che vedrei bene al circo Orfei.

Passa il tempo, passa, sorvola su tutto. La mattina è carica d'opportunità. Fra poco le città si svuoteranno. Sono finite le scuole. Venerdi ho assistito ad una scena che mi ha toccato.

Finiva la quinta elementare mia figlia. E' un ciclo che si chiude. Durato 6 o 7 anni, sempre con gli stessi compagni (con l'aggiunta di un paio d'anni di materna), una sorta di tribù allargata che ha anche avuta la fortuna di avere con se sempre la stessa coppia di insegnanti, a partire dalla prima elementare. Diceva Crepet, (in realtà è una delle poche cose condivisibili) "non si da apprendimento senza affetto". Vero. Immagino lo spoetizzante succedersi di supplenti, il loro affrettato daffare con la classe, il vuoto che si lasciano dietro e cui espongono le loro scolaresche. Piangevano tutti, insegnanti, bimbi e mamme. Non male. Non male. Una di quelle cose che percepisci come "storiche", che segnano una svolta, un punto di non ritorno, nella vita (che auguro lunga e densa di soddisfazioni) di ognuno di loro.

cletus1 at 11:03:05 8 Commenti

09/06/2005

Monster

Mai essere cortesi con i motociclisti. La maniera migliore per dialettizzarcisi è ignorarli. Nulla di illegale, sia chiaro. Semplicemente evitare smancerie, non dare strada ed evitare di farsi prendere dal panico quando te li ritrovi nello specchietto retrovisore. Il grado di pericolo aumenta quando, assaliti da scrupoli urbani urgenti, ti zigzagano impenitenti a destra o a sinistra per tentare di passare, neanche facessi Gibernau di cognome, "a qualsiasi costo". Ecco.

Mai essere cortesi con una ex. Mi sono sentito dire…"chiederò l'annullamento alla Sacra Rota" e ancora "ricordati che ho io l'affidamento". Morellianamente, dovrei fare spallucce e ungarettianamente mettermi li, in un cantuccio…ad osservare le volute di fumo del camino.

Mai essere cortesi con l'azienda per la quale lavori. Per sopperire alla carenza d'organico, leggi costose trasferte del personale tecnico preposto, farsi carico di incombenze (non remunerate) che statutariamente non ti spettano e che pertanto nessuno ti riconosce.

Mai essere cortesi con una domestica rumena. A fronte dell'innocente domanda: "hai cambiato le lenzuola ?" ti senti rispondere in modo sgraziato…"ehi, mica sono stata a grattarmi fino adesso, non vedi che sta cucina sbrilluccica ?". Stamattina, mentre attendevo venisse su il caffè da una caffettiera pigra, ho passato la mano sulla mensola della cappa sopra i fornelli. Due dita di polvere.

Mai essere cortesi con dei boxer. Spinto dalla necessità di ripiantumare uno straccio di manto erboso l'ho dovuti rinchiudere a Guantanamo (un corridoio lungo e stretto sul retro della casa). Le gerbere, acquistate in saldo, campeggianti in una serie di vasi, sentitamente ringraziano. E con esse il neonato prato.

Mai essere cortesi, infine, con se stessi. Non mi sopporto quando, in mattine come queste, resto incerto sull'opportunità di andare a correre, sfidando il rincoglionimento del risveglio e delle temperature non proprio in linea, come dicono in tv, con le "medie stagionali" e quella di restare seduto sul divano, a sfogliare pagine intrise di prosa aggraziata come quelle di Isole (guida vagabonda di roma) di Marco Lodoli..

cletus1 at 06:55:19 16 Commenti

08/06/2005

la prima volta di Trifus

Sottotitolo : Una piccola cosa buona.

Questa mattina,(come quasi tutte le mattine) per evitare le code CRISTOCOLOMBIANE di Cletusiana memoria, percorrevo una strada di campagna, un po scomoda (è piccolissima) ed ai lati scorrono dei canali di irrigazione, coltivano grano quasi in città, pensa che se magnamo!!!! Bah....Quasi a metà di questa sfigatissima strada, esistono delle vecchie cascine abbandonate. Negli ultimi anni alcune di queste costruzioni sono state occupate..... in parte da ragazzotti che chissà cosa cazzo gli passa per la testa, sono brutti, sporchi, ed hanno al loro seguito un numero incredibile di cani di tutte le razze con i quali chiedono elemosina, ovviamente anche loro (i cani, paracci) sporchi come i padroni, Altre case (!?!? sono catapecchie) sono occupate da dei nomadi a dire il vero meno sporchi e meno brutti dei loro vicini. Ad un certo punto, mentre percorro questa stradina, vedo correre al bordo della strada un moretto con uno zaino da studente pieno sino all'inverosimile, ed in lontananza si vedeva il pulmino che, lo zaino, ed ragazzo che lo incollava, avrebbe dovuto probabilmente prendere. Alchè fermo la macchina guardo il ragazzo e gli faccio cenno di salire. Il moretto con lo zaino mi guarda, sorride tutto sudato e sale.

Allora gli domando se il pulmino in lontananza era il suo e dove si trovava la sua scuola (il pulmino è irraggiungibile per me) lui rispondeva con molta educazione che il pulmino era il suo, e mi indicava dove era sita la sua scuola. Mentre pensavo al fatto che era molto educato il moretto interrompeva i miei pensieri e mi chiedeva che lavoro facessi, io gli rispondevo e lui continuava dicendomi che altre volte mi aveva notato passare mentre aspettava il suo pulmino, ma che non seguivo un orario preciso e non passavo tutti i giorni, io lo guardo un pò stupito e ribadisco che non sono legato ad orari. Il moretto, mi guardava divertito e quindi con sicurezza affermava "E' da quando vado a scuola che ti vedo passare e che penso che da grande voglio essere un nomade come te, orari vestiti e macchina compresi" Rimango in silenzio a pensare alle sue parole. La sua scuola è vicino al mio ufficio, con una piccola deviazione lo porto davanti al cancello, mi saluta con gentilezza, poi si abbassa un poco per vedermi meglio e mi dice alla prossima.Io giro la mia auto e dirigendola verso l'ufficio alzo il volume dell'autoradio, è Al Di Meola che suona, anche lui un nomade.

P.S. Il moretto avrà avuto 12/13 anni, fà parte della famiglia degli schinto??? così mi pare abbia chiamato la sua gente.

P.P.S.S.Ho iniziato un'altra giornata in maniera strepitosa.

written by : Trifus

cletus1 at 13:14:58 14 Commenti