31/05/2005
Jaguar en regalia...
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(Il post che segue andrebbe letto con questa musica di sottofondo) La cosa è di dominio pubblico, pertanto non sono passibile di alcuna irregolarità. Bene, oggi, martedi 31 maggio, qui a Roma, cosi come in altre ridenti metropoli dello stivale ci sarà lo sciopero dei mezzi pubblici. Evviva. Lecite o meno che siano le ragioni dello stesso, prefiguro l'allegra giornata che si annuncia per i malcapitati che dovranno far ricorso a mezzi di locomozione privata. Ho scoperto con viva sorpresa a chi debbo la gioia di farmi in prima e seconda chilometri e chilometri di raccordo, colombo ect. E' un simpatico ed intraprendente funzionario dell'ufficio piano regolatore di questa città. L'articolo pubblicato in cronaca di roma, domenica, riporta uno spassoso dialogo fra il figlio dello stesso e l'emissario di un non meglio precisato "gruppo" desideroso di proporsi al servizio della collettività per la realizzazione di alloggi (vedi bene, totalmente ignorati, al solito, gli adeguamenti delle infrastrutture, leggi: strade, metro, mezzi pubblici e cha cha cha). G. Je piace a Jaguar a tu padre ? F. Boh, penzo di si…perché ? G. che ne so…je piaciuta a cassetta de pesce fresco che javemo fatto arrivà a casa ? F. Si, era bbono, manco ce se è rinfacciato G. So contento…Senti ma sta Jaguar a vole o nun la vole ? F. che modello è ? G- Ahò e che stai a badà ar capello, javemo detto na jaguar, no ? che te frega…aringrazia che te la recalamo… F. si vabbè a jaguar me piace, ce posso annà ad acchiappà e pischelle pure io…poi je lo chiedo a mi padre….(il funzionario infedele….ndr). G. Ahò allora na mattina de queste te la famo portà sotto casa proprio dan funzionario de a Jaguar…vabbe' ? F. si, ma il colore ? G. Ahò e che ne so…che c'hai preferenze ? F. canna de fucile…credo, sta molto chic…su a Jaguar G. vabbè…vedo si ce l'hanno pronto. F. che modello hai detto che je devo di a mi padre ? G. penso la S tipe…no la X tipe…aho senti e' na jaguar e' na jaguar, mo nun stamo tanto a fa li difficili eh ? F. vabbè vabbè… Mi chiedo quante Jaguar sono costate le licenze concesse, negli anni, ai vari palazzinari che hanno fatto profitti d'oro fottendosene, complice l'ignavia dei preposti, di dove diavolo la gente dovesse andare ad abitare, e soprattutto, del come farcela arrivare. Ma che ce frega…ma che ce importa… (che potrebbe essere l'equivalente romano del mitico "that's all folks" dei cartoni animati). |
30/05/2005
The Bandini's version...(play it again...)
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- Quattro scontrini? Tutto qua? - Eh. - Documenti niente? - Gnente. - Un’agendina, un cellulare, una scatola di fiammiferi con su scritto un numero di telefono… - Gnente. - Ma cazzo. - Eh. - Impronte digitali? - Cancellate. - La testa l’hanno trovata? - Ancora no. Ancora la cercano. - Come l’hanno decapitato? Quando è pronto il rapporto della scientifica? - Eh. Domani? Dopodomani? - Vabè. - Non vuole vedere i scontrini? - Gli scontrini, no "i" scontrini. - Quelli. Se mi permette, secondo me il più significativo è questo. - "Buffetti Business". - Stiamo già torchiando al proprietario. - Torchiando "il" proprietario, no "al" proprietario. - Eh. - Non credo che serva a molto. Concentriamoci sullo scontrino. "Buffetti Business. L’ufficio moderno". Non una normale cartoleria. Questo era un professionista. Uno che con i prodotti di cancelleria ci lavora. Tre euro. Cosa costa tre euro? - Cosa? - Cosa costa tre euro? - Cosa costa? - Tre euro? - Tre euro? - Mavaffanculo. Portami un caffè va’. - Vabè. Tre euro. Vediamo. Una confezione di post-it? No.Una boccetta per inchiostro di stilografiche? Forse. Perché no. Un uomo di classe. Deve ricaricare la stilo. Non ha l’inchiostro. Passa a comprare l’inchiostro. Verificare i prezzi. Andiamo avanti. Viale Beethoven. Magari abita in zona. Non è detto. Questo è un professionista. Si muove per lavoro. Magari si trovava a passare di qua per caso. No. E’ un professionista. Non compra le cose dove capita. Ha i suoi riti, le sue abitudini. I suoi negozi di fiducia. Un professionista che vuole il suo inchiostro di fiducia acquistato dal suo negoziante di fiducia. È un abitudinario. Conserva gli scontrini. Un meticoloso. Confrontare con gli altri scontrini. Andiamo avanti. Parcheggio gratuito. Il professionista qua è un pigro. Non vuole muovere un passo di troppo. Vuole essere sicuro di poter parcheggiare la sua Jaguar nero fiammante proprio davanti al negozio, fa scattare la chiusura centralizzata con un gesto sicuro di sé e poi dopo quattro passi è nel negozio, i capelli perfettamente pettinati, il sorriso bianchissimo sfoderato alla commessa di Buffetti. Verificare se da Buffetti in viale Beethoven c’è una commessa. Verificare se la commessa è bona. Il nostro professionista del cazzo ama la commessa di Buffetti. Se la vuole fare. Si mette in mostra, fa il pavone. Ho la Jaguar parcheggiata fuori in strada, piccola. Ti piacerebbe farti un giro con me, vero piccola. Se la vuole fare. La commessa ha una camicetta bianca, i capezzoli duri quasi bucano la camicetta. Mmm. Quant’è che non scopo? Un mese? Un mese e mezzo? Mia moglie mi tradisce, ne sono sicuro. Troia. Controllare gli scontrini nella borsetta di mia moglie. Controllare il suo traffico telefonico. Ti inchioderò, mignotta. - Ecco il caffè. - Ascolta. Il nostro uomo voleva farsi la commessa di Buffetti. Ha comprato una boccetta d’inchiostro per la sua penna stilografica. Gli serviva per scrivere la lettera d’addio alla moglie. Voleva lasciare la moglie e scappare con la commessa di Buffetti. La moglie ha scoperto la tresca e ha fatto ghigliottinare il marito da un killer russo, o qualcosa del genere. La testa del nostro uomo è sicuramente nel freezer della moglie. Tipico di un omicidio passionale. Procurati un mandato di perquisizione. - Capo, la commessa di Buffetti è un commesso. - Un travestito? - No un travestito. È un uomo vestito da uomo. - Allora il nostro uomo era frocio. Procurati un mandato di perquisizione a carico del commesso di Buffetti. Ah, e dopo fatti inviare una stampata del traffico telefonico di mia moglie relativo all’ultimo mese. - Di nuovo? - Sì, cazzo, di nuovo. La inchioderò, quella mignotta. written by Mr. Bandini |
30/05/2005
Riassunto del gioco
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IL GIOCO: |
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1 scontrino |
2 scontrino |
3 scontrino |
4 scontrino |
29/05/2005
Scontrino 4
Maresciallo Venanzi: Allora, Sammarò…saputo niente ? App.to Sammarone: No, Marescià, niente di niente, non ci si capisce nulla qui. V. nemmeno sti benedetti 3 Euro sappiamo a cosa sono serviti ? S. Se è per quello, si. Disse con l'aria di chi voleva cedere a poco a poco, e assaporare, per un volta, un tot di complimenti.. V. Cosa ? Faccia meno il misterioso. S. Sono serviti per comprare una penna ed un quaderno. V. Beh ? E che c'è di tanto strano… S. Nulla, marescià, ma è che stavolta la commessa se lo ricorda bene quello la… V. In che senso ? S. Nel senso che pare che abbia scambiato due parole mentre era alla cassa… V. Ah si ? E cosa sei venuto a sapere ? Hai interrogato la commessa ? S. Si, marescià, fra l'altro teneva due tette accussì, e pare che ci piacevano anche a lui… V. Cosa glielo lascia credere ? S. Che la commessa mi ha detto che ci andava spesso in quella cartolibreria, e che comprava anche cose di poco valore, non ha visto lo scontrino di 3 euro ? Solo per il gusto di andare a buttare un'occhiata…si era affezionato, ecco marescià… V. Ci mancava anche questo risvolto da Novella2000…Sammarò S. Ma maresciallo, questo è quello che mi ha detto la tettona… V. E moderi i termini… S. Vabbè…quella li, quella con le tette grosse accussì. Venanzi si girò e rigirò i 4 scontrini fra le dita…Fuori una giornata calda di fine maggio…dai campi lontani i rumori dei trattori intenti allo sfalcio del fieno….I covoni… V. Sammarò, andiamo all'Istituto di medicina legale… S. Un'altra volta ? Ma stavolta non ci rimango eh ? Sia chiaro…non mi va, marescià, con lo spavento che mi sono preso… V. Poche storie, andiamo. E uscirono nel traffico impazzito. |
28/05/2005
Scontrino 3 (farmacia)
Maresciallo Venanzi: Vabbè, Sammarò, lei resti qui a presidiare la salma. App.to Sammarone: Io, marescià ? V. Vede qualcun altro Sammarò ? S. Chi ? Io ? V. Non faccia il furbo, le manderò qualcosa da mangiare, non si muova. S. 'ngnorsì, marescià. E' notte, il perito settore Ennio Scalabrotti ha appena ultimato di redigere la perizia autoptica sulle povere spoglie del cadavere dello sconosciuto. L'edificio dell'obitorio è dardeggiato, ad intervalli regolari, da una fotocellula che illumina. con il suo cono di luce, la sala nella quale è custodita la salma. L'app.to Sammarone si rigira nervoso per il corridoio, rigirandosi fra le mani il foglio con le fotocopie degli scontrini. D'un tratto un rumore proveniente dalla sala lo induce ad aprire la porta ed entrare per accertarsi che sia tutto in ordine. Nella sala buia, il fascio di luce illumina il lettino sul quale, coperto da un bianco lenzuolo, sta disteso il nostro. Nulla, tutto è immobile, perfettamente a posto. Solo due mosche che giocano al camel trophy rincorrendosi sul lenzuolo all'altezza della cassa toracica. Le dita dei piedi le uniche parti del corpo scoperto. In breve le mosche arrivano anche sugli alluci. Ma non soffri il solletico ? gli viene fatto di dire… cosi, per rompere la monotonia della veglia. Che cazzo hai comprato alla farmacia, ah ? Dimmelo, che ti costa ? Mi fai fare bella figura col maresciallo, che ho bisogno di quella promozione, sai….le rate della multipla, la prima comunione di Filomena, il dentista di mia moglie…Parlami…dammi qualche indizio…che ti costa ? Tanto sei morto…a te che ti frega….non hai cambiali da pagare a nessuno…fammi questo favore…. Ma che sto dicendo ? Miii devo essere impazzito anch'io…che faccio adesso parlo con il morto ? E che davvero sto messo cosi male ? miii ho bisogno di una llcenza…. Il fascio di luce ritorna, con precisione elvetica ad illuminare il lenzuolo…giusto per creare un gioco d'ombra…I piedi del cadavere sembrano essersi spostati…come per scacciare le mosche che, carogne, insisitono negli interstizi delle dita… L'appuntato Sammarone, a quel punto, esce come impazzito ed urlante dalla sala, nella fuga urta violentemente il ginocchio contro una barella. Gli cade il foglio. Lo scontrino della farmacia. Ma chi se ne fotte…pensa fra se. Chiude alle sue spalle la porta a vetri dell'istituto di medicina legale, ed è fuori nella notte romana. Due addetti alla nettezza urbana stanno svuotando un cassonetto, maleodorante di frutta andata a male. Una zaffata colpisce in pieno l'appuntato Sammarone. Bella nottata eh ? marescià ? gli dice uno dei due addetti. Non sapendo come meglio rispondere gli esce un "…circolare, circolare…." |
27/05/2005
Secondo scontrino (by Gloria)
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lui era un uomo alto, visto così a terra sembrava un materassino sgonfio sporco di sabbia lasciato sul bagnasciuga... nessun segno... nulla... solo le sue tasche rivelavano qualcosa sulla sua identità... 4 scontrini fiscali... non le avevano detto altro.. lei era appena arrivata in quell'ufficio triste.. i colleghi e i suoi superiori la guardavano storto.. una ragazzina scema... ma aveva un grado... ora doveva dimostrare quello che valeva, aveva davanti la fotocopia di 4 scontrini, le foto del cadavere... nessuna traccia... l'avevano ritrovato in un prato.. nessuna orma intorno al morto.. nulla... lui bocconi sulla terra... era vestito discretamente bene... un libro un cd una paio di scarpe da donna... le indagini di quei due soggettoni che la chiamavano dottoressa per il momento avevano portato a questo.. la commessa del negozio di scarpe ricordava qualcosa.. ora lei rimaneva in attesa di un rapporto con qualche spiegazione in più... scrupolosa come una scolaretta che vuole prendere un dieci e il fiocco rosso per la settimana, lei analizzava con cura ogni dettaglio...un cd... blues... un libro.. un paio di scarpe da donna... scarpe particolari.. costose... la notte si era messa a cercare in internet qualche indizio... ed iniziò a pensare.. perchè un uomo muore da solo su un prato dove aver comprato un cd, un paio di scarpe da donna e un libro... era un tipo strano che voleva provare a sentirsi donna e tentando di mettersi le scarpe numero 37 su piedoni da 44, fu invece colto da profonda depressione e quindi aveva provato ad ascoltare un pò di musica e a distendersi con un buon libro? Buon libro? Cattivo sangue? naaaaaaaaa non era plausibile... e allora? non c'era sangue... non c'erano segni di lotta... chissà se l'autopsia avrebbe dato qualche lume in più... apparentemente nulla... ahhh ci fosse stato Grissmon accanto a lei.. adorava quell'uomo.. la notte pensava a lui.. e le sue dita la facevano volare pensando a quella bocca e a quegli occhi azzurri.. solo pensando a Grissmon riusciva a masturbarsi... ormai era mattina, doccia veloce, abiti veloci.. ufficio triste... salutò velocemente i colleghi invidiosi e si mise nella sua stanzetta con i suoi fascicoli... sul terreno era stato rinvenuto qualcosa.. una carta rossa, tipo carta da cioccolatini... e lei voleva e doveva vedere quella carta... (continua...) scritto da Gloria |
26/05/2005
Scontrino 2.
Scontrino 2 Maresciallo Venanzi: Indagini, lei Sammarò le ha mai fatte ? Appuntato Sammarone: Mai cosi, marescià ! Sono fuori da questo negozio da mezzora. V. Beh ? è entrato o no ? S. Si, l'ho fatto. V. Cosa le hanno detto ? S. Beh, la signora alla cassa è stata cortesissima, pensi marescià, se lo ricordava a chistuccà ! V. Si ? S. Si, si, e mi ha pure fatto vedere le scarpe che ha comprato V. E che scarpe sono, Sammarò ? S. Marescià…glielo posso dire qui ? cosi ? V. Cosa ? S. Che scarpe ha comprato… V. Beh, si, se gliel'ho chiesto cosa c'è di strano ? S. Marescià, non è che chistuccà era nu poco ricchione ? V. Cosa glielo lascia supporre ? S. Sono da donna, marescià. V. Da donna ? S. Si, e che ci fa uno cosi di un paio di scarpe da donna ? V. Che numero di scarpa se lo ricorda la signora ? S. 37, marescià. V. Allora tenga per se le sue congetture, Sammarò, almeno per un secolo: quel poveraccio portava come minimo il 45…non ha visto che piedi ? S. No, io non ci ho fatto caso, ma lei è un genio marescià ! V. Ecco, la pianti con le smancerie, non gliela do la promozione se continua cosi… S. Abbiamo un altro tassello, marescià. V. Si, per l'inferno, per ricostruire un rompicapo maledetto. |
26/05/2005
Una vecchia idea per un racconto (un gioco).

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Tempo fa, non so bene da quale angolo del cervello, prepotente si fece avanti un'idea per un racconto (diciamo un pretesto, ecco). L'idea era quella di immaginare il ritrovamento di un cadavere, meglio se morto accoppato da mano ignota, e come unica traccia (indovinate ?…nessun documento, nessu tatuaggio, nessun capolavoro d'ortodonzia dai quali risalire all'identità) gli inquirenti rinvenivano nelle sue tasche (doveva pur averne…quindi escluso fosse nudo), una serie di scontrini fiscali. La cosa è rimasta sepolta nel cassetto delle buone intenzioni. Però, nel vedere la scrivania ingolfata di questi scontrini, inutili quanto ingombranti, mi è ritornata in mente. Un gioco, nulla di più, per il quale chiedo la complicità di chi si vorrà sbizzarrire con le ricostruzioni (leggi motivazioni d'acquisto, analisi introspettive, congetture e trick e track) ed aggiungerle nelle caselle dedicate. Lo scherzo si intende in 4 caselle (tanto per cominciare). Quattro scontrini che raccontano una micro storia, frammenti, come quelli di un appunto frettoloso, scritto su bustina di minerva (i fiammiferi, non l'omonima rubrica dell'umbertone nazionale…eco, non bossi…sia chiaro Ehm…azione ! |
26/05/2005
Scontrino 1
Una libreria ? disse, smarrito l'appuntato Sammarone. Sembra di si, abbiamo un letterato, rispose il maresciallo Venanzi. S. Si vabbè marescià, ma questo ha comprato pure un cd, quindi è un gaudente, che ci piace la musica. V. Non vuol dire, magari è per un regalo. S. Com'è invece il titolo del libro ? V. Cattivo sangue…l'autore…ha un nome impronunciabile, dev'essere un giallo, almeno sembra. S. Che minchia ci azzecca un cd di blues con un giallo. Quale dei due è il regalo ? V. Che ne so. E nel dirlo si tolse il cappello con la visiera per grattarsi insistemente la nuca, era segno che stava pensando, perplesso, continuando a tenere nella stessa mano il cappello. Il cadavere riverso nel prato, nessuna orma nel terreno intorno. V. Sammarò questo è proprio nu rumpicapo…cu michia è stu qua ? S. Marescià, facciamoci la prova delle impronte digitali, oppure andiamo alla libreria e chiediamo alle commesse se si ricordano qualcosa…facciamoci vedere la foto. V. di chi ? Del cadavere ? S. Dice che non è bello ? Che le guagnone s'impressionano poi ? V. Dico che non serve a molto…Si vede che sei nuovo della città, quella libreria sta in pieno centro, sai quanta gente ci va ogni giorno ? Ettipare che proprio a chistuquà vanno a ricordarsi ? S. In effetti…disse aggiustandosi la bandoliera, e come per non contraddire il più alto in grado, come dovevano avergli insegnato alla scuola. V. Sammarò ? S. Si, marescià ? V. Andiamo alla libreria, e chiuse lo sportello. S. Marescià, avete semrpe l'idea giusta. Visto che figura di merda il Milan ? L'auto si avviò, sollevando nuvole di polvere al suo passaggio, sulla strada sterrata, verso la statale. |
25/05/2005
Una giornata come tante.
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Ieri, mi sono svegliato di buon umore. E'una specie di evento, nel senso che ultimamente per risvegli cosi bisogna tirarsi delle secchiate d'acqua gelida in giardino, mentre magari fischietti l'aria del Ponte sul fiume Kwai. Cosi, saran state le sei, ho messo su le scarpe d'ordinanza, calzato l'auricolare, d'ordinanza anch'esso, lasciato a casa il kway che tanto fa già caldo, e uscito nella campagna umida. Correndo non ho incontrato nessuno. Non che di giorno la zona sia la anticamera di un angiologo, ma lo stesso, questo posto, a metà fra la campagna e la periferia semi-urbanizzata, riserva degli scorci e densità demografiche che sono lenitive per il mio umore. I raggi bassi del sole, quella luce propria dell'alba, quando, tutto silenzioso intorno, hai solo il rumore dei tuoi passi affrettati sullo sterrato e un motivo blues nelle orecchie. Pochi cingalesi intenti alle serre, che guardano questo pazzo da lontano. Qualche rara macchina, qualche esteuropeo in bicicletta che si avvia in uno dei tanti cantieri della zona. E' il prologo dell'estate. Finalmente, la sberla calda dell'aria che prende il posto delle staffilate traditrici dei venti freddi, ed è piacevole questa sensazione di caldo intorno, mentre sudi e cerchi di tenere il passo con il ritmo della pennata, o delle tastiere, o della batteria di quella banda di tagliagole che suona con Bernard Allison.
Avevo sognato che il giardino fosse allagato tutto, come una piscina, ma di acqua nera, tipo fango. E insomma, non era stata proprio una bella sensazione. Allora mi sono svegliato, ho letto un articolo sui sostenitori dell'astensione al referendum, arrivato via email, ed ho scritto la seguente risposta: "andate a predicare medioevo da un'altra parte. non nella mia casella di posta elettronica. non vi autorizzo ad inviarmi altre comunicazioni e vi invito ai sensi delle normative vigenti a rimuovere il mio indirizzo dalla vostra lista". Non so a cosa sia valso. Poco più tardi, nel pomeriggio, mentre passeggiavo in un piccolo parco giochi vicino scuola di mia figlia, è suonato il cellulare. Ha, come suoneria un file midi di Peaches in regalia, di Frank Zappa, (chiedete e vi sarà dato) e una funzione che consente di far apparire l'immagine (posto che sia stata memorizzata in precedenza ndr) di chi sta chiamando. Era Isaura. Era da un po che non chiamava (senza usare l'odiosa funzione "privato", intendo). Ho schiacciato il tasto "NO". Subito sul display è apparsa la scritta "INVIATO SEGNALE D'OCCUPATO". Una intera bottiglia di Rosso di Montalcino mi avrebbe esaltato di meno. Cosi. |








