29/04/2005
Illinois lipoma bandit
|
Metti che con gli anni uno stupido accumulo di grasso sia diventato delle dimensioni di un piccolo kiwi immaturo. Metti che non dando assolutamente fastidio e trovandosi sulla schiena l'hai lasciato crescere indisturbato. Metti che nella vita incontri qualcuno che di colpo ti illumina circa la necessità di asportarlo. Ti fai una bella ecografia (studio privato: quella per appuntamento se ne parlava quando le dimensioni sarebbero state quelle di un pompelmo), ti vai a mettere in lista d'attesa in una struttura pubblica, e un bel pomeriggio di fine aprile, "ambulatoriarialmente" questo ammasso di ciccia, della consistenza di una coscia di pollo bollita, prende commiato dalla tua gobba per finire in un sacco di rifiuti speciali ospedalieri. Bye bye, baby. Odio essere operato. Mi è capitato finora solo un'altra volta. Ma quella volta l'anestesia totale si è incaricata di vidimare la mia assenza, come se fosse un altro. Io non c'ero, e se c'ero sicuramente dormivo. Stavolta no. Anestesia locale, è una stronzata. Una roba che si fa in ambulatorio e via, non ci pensi più. Ok. La fila di umanità che attende per i più vari motivi il proprio turno, fuori dalla porta è insolitamente silenziosa. Ognuno inganna l'attesa come può. Passo due ore abbondanti in attesa del mio, di turno, leggendo un melenso quotidiano (Il messaggero, ndr). Entro. Si spogli e si metta supino su quel lettino. Fa male ? Mentre sento una puntura tipo di zanzara sulla parte. Non attende nemmeno la mia risposta che il formicolio dell'anestetico inizia a regalarmi brividi di freddo in un pomeriggio invero piuttosto caldo e ventilato. Quello che mi ha spinto a scriverne è il dialogo surreale fra l'infermiere (una specie di Harvey Keitel : rotto a tutto e dalle battute feroci) ed un medico che invano ha deciso di contenerlo, blandendolo e cercando, in modo intelligente, di assecondarlo. Sono complici, ma il regista è Harvey. Te stai a cacà sotto, eh ? mi dice Harvey con una freddezza che l'acciao inox gli fa una pippa. Eccerto mi viene da pensare, immaginando, non tanto il dolore quanto di cosa si stanno occupando gli arnesi infilati nella mia carne distante, assente. Capisco l'esigenza di sdrammatizzare e imposto il registro assertivo…"vediamo di fare presto…". Che cazzo fai c'hai paura mo ? 'O sai che poi devi sta' n'bel periodo senza fa gniente ? Niente fumo, niente alcool, niente donne, "anzi si te ne avanza quarcuna portacela a noi…."si inserisce il dottore nel vano tentativo di risultare simpatico, sbrigandosi a riconosce la paternità della battuta…."come dice sempre lui…(Harvey)". Apprezzo il vostro lavoro, adoro questo mix di cinismo e umanità, dico come per comprare la loro simpatia. Cinismo un par de palle, qui ne vediamo di tutti i colori, mi dice con l'aria consumata (a cui credo ciecamente) di chi ne ha viste veramente di tutti i colori. Per quanto cinico puoi essere questo sporco lavoro ti sdraia quando parti per fare una stronzata, convinto che sia una passeggiata, una cosa da nulla, e mentre la stai facendo ti rendi conto che invece…(pausa e sospiro) si tratta di guai grossi. (altra pausa…e attendo che concluda dicendo…"come adesso" ma per fortuna quest'accellerazione masochistica del volerla far finita cosi, fa rapido capolino nella mia malata immaginazione e se ne vola sospinta dal silenzio, no, non me ne vado cosi…è rimasto zitto, l'ho solo pensato). Nun tagliano un cazzo ste forbici…Ma quando si decidono a mandarcene di nuove ?…sento che bisbigliano…nervosi. Per una frazione di secondo li sento spaesati, "st'affare si è andato a ramificare sotto le fasce muscolari…dobbiamo spostarle, cazzo…". Fremo..mi dibatto, mentalmente recito dei mantra, vaghe gocce di sudore cominciano ad imperlare la mia fronte. Non è una passeggiata, chi me l'ha fatto fare ?…E questo dialogo sembra quello di due meccanici neri intenti alla testata del motore di una corvette del '66. Cose da ospedale. Minuti interminabili. Alla fine, un sospiro di sollievo riconduce tutto su un piano di realtà. Tacci sua…era bello grosso, lo voi vedè ? mi dice Harvey. Chi io ? Mi rialzo che nemmeno Tyson dopo il suo primo knock-out. Mi fa vedere sta roba che sembra un uovo in camicia (immagino l'abbia prima pulito dal sangue..) una cosa lattiginosa e schifosa…Fanculo va…Guarda che roba. Adesso esci ma ti metti seduto qui fuori, buono buono nel corridoio, voglio che stai li dieci minuti… Si certo, come no…appena fuori mi accorgo di stare ancora sulle gambe. La schiena come se mi ci avessero dato un cazzotto con il massimo della potenza, da togliere il fiato…Guadagno l'uscita, c'e' il sole. Accendo una sigaretta, il cellulare, chiamo mio fratello (chissa' perche' in queste circostanze si chiamano sempre i parenti stretti ?…). Pochi minuti ed esco fuori dall'ospedale, lui arriva da lì a breve. Finisci la sigaretta, prima. Prima di che ? dico ancora intontito…Prima di salire in macchina, pirla, qui dentro non si fuma…non lo vedi ? E' nuova ! Bella, quanto fa ? dico cosi, perché poi alla fine sono anche contento che ci sia mio fratello, che ci sia il sole, che sia ancora uno splendido pomeriggio caldo. La macchina con le nostre risate amare sfreccia veloce, finestrini abbassati, per i viali ventosi dell'Eur. |
28/04/2005
Squilli su un pediluvio
|
Il telefono è arrivato al decimo squillo. Non rispondo. Sono con le mie estremità immerse nel tepore di un catino con i sali. Non ho idea di chi sia, ne francamente me ne può fregare di meno. Ho bisogno di stare cosi. Impassibile. In genere mi riesce bene, ultimamente. Lascio che suoni. Sto assaporando tutto il benessere che mi da lo stare seduto in poltrona, uno zerbino per evitare che il pavimento pazientemente pulito e lucidato dalla domestica si imperlini di gocce, e l'asciugamano sul collo come un pugile seduto al ring, sottoposto alle cure del suo "secondo". I piedi che si rilassano nell'acqua, finalmente inattivi. Il telefono smette. Emetto un sospiro di sollievo, chiunque fosse, se crede, richiamerà, penso. Sto sfogliando un quotidiano di un mese prima. Adoro leggere le notizie "stagionate". E' un valido viatico per sfuggire all'ansia della cronaca, staccarsi dall'affanno dell'attualità. Le notizie stagionano. E il leggerle su una carta leggermente attaccata dal tempo, dalle pieghe, gli conferisce un'aria pacata, foss'anche ciò che narrano inerente allo tsunami. In questi giorni un'amica, riferendosi al mio recente passato, emotivamente parlando, carinamente mi ha detto…"..è come se ti fossi salvato da uno tsunami: stavi ancora lì a dirti guarda quant'è bello il mare, e non ti sei avveduto dell'onda anomala che sopraggiungeva. E' passata su di te, forse t'ha pure travolto parzialmente, ma ora ne stai fuori, e non te ne sei ancora reso bene conto del tutto". Bella immagine, ho trovato. Il telefono risuona ancora…lo paragono ad una sirena, e per una volta odio il suo potere intrinseco: quello di far piombare una voce (non è qui in questione quanto o meno sia gradita), nel tuo quotidiano, in ciò che stai, facendo, tentando di fare, distogliendoti, costringendoti a prenderne atto, dialettizzartici. Non sempre si ha tutta sta voglia. Lo lascio squillare, e dopo un po, beh, si, ci casco, comincio il malvagio gioco del "chi potrebbe essere ?". Il gioco consiste, in buona sostanza, in una sorta di auto-analisi, un interrogarsi gentile su quanto si sia popolari, in stretta correlazione con le condizioni di solitudine. Più si è soli maggiore è la propensione a calarsi nel gioco. Comincia l'escursus. Prima discriminante: l'orario. Puo o non puo essere una telefonata di lavoro ? L'orario da una mano per affermarlo od escluderlo. Non è una telefonata di lavoro: è troppo tardi, e in virtù di quel decalogo non scritto delle buone maniere a quest'ora non è lecito attendersi chiamate del genere. Si passa poi alla ristretta cerchia di familiari (o ex tali, per chi ne dispone). Macchè, sentiti tutti (quasi) da poco, o magari nell'arco della giornata, difficile credere ci sia altro da dire, oltre a quanto già oggetto di discussione nelle conversazioni quotidiane . Un call-center ? Una tele-vendita (intesa qui nel senso di tentata vendita telefonica) ? Invero, è capitato che ad orari bizzarri si sia presentato qualcuno che di volta in volta era animato dall'intenzione di recapitarmi in casa, salsicce di cervo, casse di minerale sorgiva, olii del caucaso, e santini rari di padrepio, o l'ennesimo contratto con la tal compagnia di telefonia (mobile e non). No, voglio credere non sia nemmeno questo. E poi il particolare dell'insistenza, di questo squillare reiterato non fa che farmelo escludere. Chiunque sia, elenchi alla mano, alla terza chiamata non risposta, fa un bel rigo con la penna sopra il mio nominativo per passare allegramente al successivo, in ossequio all'Ordine Alfabetico, signore incontrastato di tutti gli elenchi. Il gioco va nella direzione meno felice, quella che contempla le amicizie. Un vecchio amico che avra' pescato su google il tuo recapito ed intende manifestarti la sua gioia per aver finalmente messo fine ad una ricerca (falsissima) durata anni…"è dal terzo geometra che non ci sentiamo…che hai fatto in tutto questo tempo ?"…Ecco una cosa cosi mi atterrisce. Anche se riconosco che beccandomi in vena buona potrei serenamente dirglierlo davvero, per filo e per segno, cosa cazzo ho fatto in tutto questo frattempo. Non restano che le figure femminili. E qui il gioco si rivela pregno di tutto il suo contenuto masochistico. Si esaminano velocemente le opzioni, prima le pazze ? a seguire le nostalgiche ? una new-entry ? La scelta è dettata dal livello di sofferenza che si intende raggiungere. In genere si opta per la categoria…"storie che si sono risolte male, o irrisolte". Il file in parola ne contiene svariati di record di tal fatta. Qui l'acme si raggiunge, e traguarda abbondantemente, se il file ne contiene di recenti. Pertanto sono addivenuto alla conclusione che era Lei. Il telefono squilla, lascio che il suo trillo si confonda, inizi proprio a ballare col ritmo di sottofondo di un blues che esce dallo stereo. La suoneria coincide con uno stacco ritmico della batteria, di una pennata in levare, un massacro dei quattro quarti che qualsiasi straccio di dodici battute dodici di blues è in grado di riproporre. Aggiungo del sale nel catino…mi allungo per prendere le sigarette sul tavolino e rovescio il portacenere. Cenere sulle notizie, sui libri ancora da leggere. Cenere, infine, sul cord-less, che carogna, e inutilmente tentatore, staziona sotto un cumulo di fogli di giornale. "Hugh Grant forse verrà a Sanremo", titola una breve di cronaca. Sti cazzi, rifletto. Nessuno che faccia più il suo lavoro qui, in questo paese. |
25/04/2005
La festa del cinema
|
Ovvero, quando la logica del discount approda alle sale cinematografiche. La cosa funziona cosi: dal oggi al 28 aprile chi acquista un biglietto "normale" (dai 7 agli 8 euro…) riceve un ticket (simpaticamente chiamato bigliettone) grazie al quale potrà accedere ad un altro cinema (hanno aderito quasi tutte le sale, i circuiti) al modico prezzo di 1,5 euro. Favoloso ! Ora, verrebbe da chiedersi, per andare a vedere cosa ? La tanto lamentata crisi del botteghino, non sarà anche, in qualche modo, legata alla qualità del "prodotto" offerto ? Logiche del cazzo fanno si che le rare pellicole che meritano, transitano nelle sale alla stessa velocità della cometa di Haley. E chi l'ha visto potrebbe benissimo diventare il titolo di una trasmissione al riguardo, alla caccia dei pochi, solerti, spettatori che non se lo sono fatto sfuggire. Potenza del mercato: non si butta niente. Tranquilli, questione di settimane, qualche mese, e vedrete che la tanto agognata pellicola, quella che vi ha fatto maledire la vostra pigrizia, bontà loro, sarà di nuovo nei negozi di videonoleggio. Alchimie, misteri del marketing. Piuttosto. Proprio reduce dalla bizzarra visione di Amore fatale, nella nuovissima e un po inquietante multisala aperta alla periferia di Roma, mi è venuta in mente questa cosa. Basta svenarsi per attrezzarsi in casa una saletta cinematografica, non ne vale la pena. No, è molto più trend affittare una sala. (Quel film l'abbiamo visto in 4, e a scanso d'equivoci non era la prima proiezione, ma quella delle 20,30). Una agenzia, dotata dell'immancabile call-center, supportata da adeguato battage, lancerà questo nuovo servizio: recapiterà, a mezzo equino, aereo, a piedi come i messageri incas, gli inviti agli amici e conoscenti selezionati dalla lista che l'utente gli avrà fornito. L'occasione ? Un compleanno, una serata diversa, quello che volete. La proiezione del film prescelto avverrà quando la presenza degli invitati sarà ritenuta sufficiente. Un figurone, e le rate per l'impianto di home theatre un incubo che svanisce. |
22/04/2005
prove di dialogo (scritto)
|
L'hai ammazzato, ti rendi conto ? Non potevo evitarlo. Sei uno stronzo, potevi e come ! Si, ma non l'ho visto, mi si è parato davanti che ancora dovevo capire cos'era. Ma perché devi correre cosi ? Non l'hai detto tu che poi tua madre si incazza se arriviamo sempe tardi ? Beh ? E c'è bisogno di correre cosi ? Hai punti patente in eccedenza ? Senti, era un cazzo di gatto, perfavore, mi avrà fatto 1000 euro di danno sul paraurti, se avessi tentato di sterzare ci saremmo ammazzati tutti su un albero. Beh, almeno uno stronzo di meno sulla faccia della terra, no ? Ehi, te l'ho detto, non l'ho fatto apposta, cristo ! Lascia perdere, sei peggiorato nella guida. La prossima volta io e katy andiamo in taxi, tu fa quello che vuoi. Ecco brava, che neanche mi andava, a dirla proprio tutta…a me sti riti mi stanno sulle palle… E c'è bisogno di prendere sotto un gatto per farmelo capire ? Ma cosa ? Senti sei esaurita o hai deciso che mi devi rovinare la domenica ? No, è tu sei il solito egoista del cazzo, esisti solo tu. Esisto solo io ? Ma se fosse stato per me saremmo rimasti sereni tutti a casa, che poi oggi c'era pure la partita e tua madre non ha Sky. E chi se ne frega di Sky, sempre incollato davanti a quella televisione del cazzo, te la rompo io, plasma o non plasma…resti seduto li mentre la vita ti sfila sotto il naso, tienitela la tua tele del cazzo…io non ci invecchio accanto a te, (pausa) assassino ! Ommioddio, basta adesso perfavore. Si, si, basta davvero, sei una continua delusione. Ok. cosa devo fare, sentiamo ? Tornare indietro ? Imporre le mani su quel che è rimasto di quella povera bestia ? Sperare di farla resuscitare ? ehiiiii era solo un gatto del cazzo, capito ? Che non ha neanche guardato ! Ha attraversato e basta, senza fare altro, non gliene poteva fregare di nulla, un razzo praticamente. Cosa dovevo fare ? Evitarlo ? Schiantarci tutti su un tronco ? Cosa cazzo dici ? Ma ti rendi conto ? Ho anche le gomme giù, bene che ci andava adesso stavamo tutti in ambulanza, altro che mammà. Lascia in pace mia madre, stronzo. No, invece la tiro in mezzo, lei e i suoi inviti del cazzo, ma potevi andarci tu da sola no se te la volevi vedere…io mica te li impongo i miei. Ah, certo quello no, per loro potresti già essere morto e con te io e tua figlia. Cazzo dici ? se li sento tutti i giorni. Si ma per farti muovere il culo ci vuole la bomba atomica, mai una volta che ti vada di fare qualcosa, uscire. Sono stanco, passo tutta la settimana a farmi il culo, lasciami respirare almeno la domenica, dai. No, non esiste, hai una famiglia, dei doveri, degli obblighi, delle attenzioni nei confronti di chi ti vive accanto. Smettila di farmi la morale, lasciami perdere. Non hai argomenti, sei spento, non era questo il ragazzo che ho sposato. Nemmeno tu, se per questo. Appunto, ma la colpa è la tua. Tua e basta. Senti, per favore, non ricominciamo. Voglio la separazione, domani vado da un avvocato. Ecco brava, vacci e fammi sapere. Lo vedi ? Lo vedi come sei ? Insensibile, cinico, ma chi cazzo ti credi d'essere ? Sei orribile quando fai cosi. Si, lo so. E mi fai schifo, basta. Si, basta. |
22/04/2005
L'amore fatale
|
Solo per dire questo: Stato in una nuova multisala. Ai confini della realtà. Un posto che sembra uscito dalla penna di qualche architetto pazzo, cui hanno dato carta bianca per dare sfogo alle fantasie più bizzarre, Soffitti altissimi, lunghi corridoi che sembra di stare in aeroporto, non in un multiplex. Luci un po fredde, poca gente ancora. Moquette e puzza di nuovo nelle sale. Visto un film, tratto da un romanzo di Ian Mc.Ewan. Di lui ho letto solo una raccolta di racconti. Non mi piacque. E' bravo nello scrivere del MALE. Ne scrive cosi bene che alla fine, fai fatica ad individuare un barlume di umanità, di speranza. Che insomma dici, vabbè è vero, succedono anche cose cosi brutte, ma non vuoi credere che uno sia cosi bravo nel raccontarle per poi lasciarle fini a se stesse. Non c'è nulla di estetico. Nessun indugiare sulla propria bravura (nel saper raccontare de IL MALE). E' questo che ti lascia, dopo, un senso di vuoto. Il film merita, splendida la fotografia, sebbene il fatto che sia quasi tutto girato con la cosidetta "camera a spalla" ti faccia uscire dalla sala con un vago mal di mare. Ma tant'è. Visto cose peggiori, si può fare, se amate l'autore e il tema dell'ossessione (d'amore…in primis, ma poi in senso lato, per tutto). Bene, è tardi, provo ad andare a dormire che ultimamente è tornata impresa vana. Ho passato il resto della giornata sentendo "a palla" nello stereo dell'auto, JUMP di Van Halen. Sarà mica per quello ? |
20/04/2005
Express yourself (ovvero esercizi di fantasia)
E cosi lui dice, no, no, non può funzionare, non va.
E lei, ridendo, ma che dici ? prova, no ?
No, ti dico di no, non può andare.
Va bene, allora basta, torna al negozio e lasciaglielo,
fatti fare un buono, qualcosa, recupera la somma.
Domanda: di cosa parliamo quando parliamo di…?
18/04/2005
Abba

|
Ovvero il palindromo più famoso della storia della musica. Davvero ancora oggi si continua a parlare di questo quartetto che ha dato lustro alla Svezia, cosi come l'Ikea e la Volvo (per non dire della Ericsson e altro). A Stoccolma, sono stranito, anni fa, in una splendida mattinata d'agosto, quando, noleggiate delle biciclette, costeggiando un parco lussureggiante che faceva da cornice ad un lago, sono capitato davanti ad un mausoleo…dedicato a questo gruppo. Alfredo, un mio amico musicologo, riferisce di un non meglio precisato aneddoto: tal Brian Eno e tal David Byrne, che proprio non sono gli ultimi in materia di musica, pare abbiano trascorso una notte intera a parlare degli Abba. Gli U2 pare li abbiano avuti come special guest in uno dei loro concerti. Autori di canzoni che si lasciavano ascoltare in virtù della semplicità del loro schema, testi e musica veramente di una ingenuità unica, ma che deve aver fatto breccia nell'immaginario di molta, tantissima gente, se si considera che a oggi pare sia l'unico gruppo quotato in borsa, è costantemente in classifica, e riceverà diritti d'autore tali da consentire il decoroso mantenimento di una gran schiera di discendenti, una dinastia praticamente. Ho nelle orecchie lo swing di Dancing Queen, quell'aria melensa che pure, a fronte della loro bravura, ha resistito, inossidabile, alle ingiurie del tempo (leggi, tecno, rave, house, new age e quant'altro). Viva gli Abba quindi, che sere fa, mi hanno fatto guadagnare la meraviglia di un'amica…avendo messo nel lettore cd l'unico disco loro di cui dispongo (Abba Gold, un greatest-hits) mi ha detto meravigliata: ma senti anche questa roba ? si, le ho risposto, serafico, è ottima musica anche questa. L'altro giorno, avendole registrato un cd con l'ultimo dei tiro mancino, ed essendo presente ancora spazio per completare il cd, le ho inserito una manciata di canzoni (che spaziavano, conoscendo i suoi gusti, da mina, a age of acquarius, over my shoulder, songbird, e altri…), per telefono, giorni dopo, avendolo ascoltato, ironicamente mi ha chiesto: "…ma gli Abba non me li hai messi ?". J Lunga vita agli Abba, fulgore di anni ruggenti, andati. |
17/04/2005
Con le migliori intenzioni
|
Ieri ero al supermercato, anzi Ipergross una roba che ci vuole l'autobus per girarci dentro. Orario del venerdi tardo pomeriggio, la cosidetta "spesa intelligente", di quelli cioè che vogliono eludere la calca del sabato e si cautelano prima. Prima della bolgia umana che vi si avventa. L'ipergross è davvero gross. In tutto. Anche nel reparto CD e Libri. E' stato proprio in questo reparto che, complice l'assenza di tanta gente, lo sguardo annoiato delle poche commesse, ho preso in mano un libro con una bella fotografia (in genere subisco il fascino delle belle copertine) che ritraeva un motoscafo d'altura che solcava il blu di un mare stupendo, lasciando per contrasto delle righe bianche della schiuma, al suo passaggio. Animato dalle migliori intenzioni l'ho aperto e, dopo aver assaggiato un paio di massime che campeggiavano (erano tre, ma la mia memoria è vicino al full disk ecceded) ho ricordato solo un ammonimento di Capote…che cito a bracccio "dio è stato buono con l'uomo…gli ha regalato la speranza. Ma insieme a quella anche il bastone per scacciare i guai". Insomma, cullato dai gingle pubblicitari che andavano nell'aere, ho dato fondo alla lettura delle prime pagine del libro. Parlava di un certo Bepy Sonnino, e arrivato quasi infondo alla prima pagina ho letto una scena in cui lui, il protagonista, si fa orinare in bocca da una (suppongo avvenente) fanciulla, in una palesata relazione extra coniugale, facendosi beccare dalla (allora) consorte. Ora, io non ho nulla contro il pissing, tra adulti consenzienti, ne, in genere, contro le relazioni extraconiugali. Nemmeno contro gli ebrei, sia chiaro. Ma non appena arrivato alla fine della seconda pagina ho sentito forte l'istinto di andare al bagno. Ho chiesto dove fosse alla prima commessa a portata di mano, ma era come non mi sentisse. Cosi sono andato al desk della direzione, si, quello da dove ti fanno sapere con gli altoparlanti che se proprio insisti potresti trovare in offerta 3x2 dell'ottimo salmone affumicato di Pescasseroli al banco pesca. Niente, nemmeno li. Una statuaria femmina sulla trentina, molto compresa nel ruolo, non mi ha degnato di uno sguardo. Ho pensato…vuoi vedere è perché mi hanno visto con quel libro in mano, e adesso mi riservano ostracismo ? Hanno tutti letto quel passaggio e classificano come poco meno che depravati coloro che si spingono oltre (e magari lo finiscono tutto, procedendo a un capitolo per volta, day by day). Si stanno prendendo gioco di me ? Allora, mentre la vescica mi stava per scoppiare, è stato proprio allora che ho sentito, irrefrenabile, il desiderio di farla…everywhere. Sono andato al banco del latte, ho aperta una bottiglia di plastica della centrale, svuotato il contenuto nel banco frigorifero e, non visto, ho messo pace al mio disagio. Poi ho richiuso il tappo per bene, riposto la bottiglia nello scaffale, e fischiettando un vecchio motivo degli Abba, uscito nella serata romantica. La spesa ? Non ci torno più in quel iper.gross, io. Cazzo di libri che vendono, lì. |
13/04/2005
Collage
|
Cinesi Mentre era distrattamente rimasta accesa la televisione su rai3, in uno splendido (e un tantino rigido) primo-pomeriggio di metà aprile, andava in onda il question time (come dire…più divertente di striscia la notizia). Una parlamentare (devo dire avvenente) della Lega Nord, rivolta al ministro della Giustizia (credo), "…i cinesi non muiono mai, non è una leggenda metropolitana, ma nelle anagrafe risulterebbero meno decessi delle nascite o degli ingressi regolarmente censiti". ZOT ! Vorrei sapere, dove vanno a finire ?…..Frank….mi hai sentito ? Frank…? Fraaaaaaaaaaank ! Pubblicità Progresso. Report, la trasmissione cult superstite del bellissimo gioco che è il giornalismo d'inchiesta, prevede, stando al "lancio" fatto passare in questi giorni a tutte le ore, domenica prossima in prima serata, una puntata che parlerà di infrastrutture a confronto (italia-usa). Vedo raramente altro che non siano i Tg. Non mancherò: la viabilità è questione che mi interessa, molto, moltissimo. (quanto costa un elicottero ?) Incubi. Stanotte ho rasentato la follia (non che ci voglia molto). Mi sono svegliato di soprassalto verso le tre, cercando, in quello stato tipico di semi veglia una mini compressa che nel sogno (incubo) ero convinto fosse un ordigno simil nucleare a tempo dalle capacità distruttive inimmaginabili. L'angoscia derivava dal fatto che, venutone in possesso in circostanze misteriose…, non sapevo come disfarmene. La consegno alla polizia ? seee, poi chissà che strazio con le domande e tutto il resto. L'abbandono in un campo ? In mezzo al mare ? E se provoco, involontariamente la morte di qualcuno ? La tengo con me e mi immolo ? (ma me ne porto dietro un quartiere…una città intera ?). Terribile ! Erano mesi che non avevo più incubi cosi angoscianti (Frank ha aderito al cottimo). D'ora in poi mi guarderò bene dall'ingerire, per cena, cibi diversi da bistecca e insalata (la dieta dei pugili fuori peso). Spero che tale alimentazione mi esenti, da tali drammatici risvegli. Ah, poi l'ho trovata (la micro-compressa) ma c'è scritto VIA**A sopra. E' di colore azzurro. Forse, ho associato altro genere di esplosione… Fine collage. |
11/04/2005
Cabina d'algebra
|
Ho in odio la matematica. (quindi la amo e la temo, insieme). Mi manca, il conteggio delle mattonelle quando passeggio su marciapiedi lunghi ed eterni, come quello che sovrasta la fermata Palasport della metro B. (in realtà non sono mattonelle, ma lastroni di marmo, dovrei avere le gambe lunghe come quelle di un watusso). Non ti considero più. Mi dice una voce al telefono, che ho incautamente alzato, sentendolo suonare la marcia di Radeski mentre transitavo davanti ad una cabina, sul marciapiede in parola. Scusi ? (prendo tempo) Hai capito, hai capito, ahahah. Segue una risata denigratoria, come quelle che mi facevano a scuola quando mi scoppiava in viso la bolla di chewing-gum. Stai bene, vecchia canaglia ? Chi sei ? O'Cangaceiros ? gli dico, tirando ad indovinare. No, quale cangaceiros, sono…sono…che importanza ha ?, arrivati a questo punto ? Non sei per caso… (prendo tempo….) Non hai ancora capito, eh ? No, davvero, scusami (invero costui comincia a starmi sui coglioni, chi si crede d'essere ? Gerry Scotty ?). Lei non è quello della pubblicità ? (riprendo a dargli del lei, no, non è un refuso, è per mantenere le distanze: infondo, ha chiamato lui, io stavo recitando un rosario mentale con un'equazione di secondo grado e il trillo m'ha distolto…) Sono l'anima. L'anima de che ? L'anima del commercio, cazzaro. Cazzaro ? Senta moderi i termini (gli ho detto, si proprio cosi). Ma dai, adesso fai anche l'offeso ? Si, non la conosco, lei ha telefonato ad un numero sbagliato evidentemente. Dice ? (e dal tono sento per la prima volta affiorare uno straccio di dubbio). Si, rispondo, glaciale, come ho imparato in Antartide. SILENZIO Allora deve scusarmi. Si. Va bene, facciamo pace ? dice Si, (infondo anche odiare è un lavoro…ed io….) La prego di scusarmi, forse ha ragione lei. Forse, si. Mi perdoni ancora. Ma certo, può capitare a tutti infondo…dico, conciliante. Cosa ? Di sbagliare numero intendo. SILENZIO A cazzaro ! e mette giù CLICK CLICK (questo è il mio) Resto perplesso con il telefono in mano. Osservo la mia figura riflessa nei cristalli temperati, mentre un pastore corso senza guinzaglio (e padrone) sta serenamente pisciando sulla cabina, impedendomi l'uscita. Stasera, penso, quando torno a casa, ritiro fuori un trattato d'algebra delle medie. Qualcosa mi dice che il segreto riposa li dentro, fra quelle pagine. |







