31/12/2004

a cavallo

Uhm…sarei potuto andare a correre stamattina. Fra l'altro, c'è anche un bel sole..e con un paio di guanti nemmeno il rischio di congelarsi le mani.

Ho messo Melvin Taylor nel lettore cd…la sua pennata gentile irrora l'ambiente di buone sonorità, buone intenzioni.

E' l'ultimo dell'anno. Una giornata speciale, dicono.

Al bando allora, lo sguardo insistito su se stessi, ho in uggia i bilanci, e la malinconia ha raggiunto il "troppo-pieno"…Cosi, voglio uscire, stare all'aria aperta, arrivare qui vicino Roma con amici che mi sono venuti a trovare. Non ho idea di come passerò la serata. Allo fatidico scoccare…non cambierà un cazzo, ne sono intimamente convinto. Cambiare è una faccenda troppo seria per esser confinata in una manciata di secondi fra una serie di giorni e l'altra. La serie, stando all'unità di misura convenzionale è di 365 giorni, questo poi era bisestile.

Continuerò a sentire blues anche domani, e vorrò i raggi del sole, ad illuminare questa casa.

Buon fine d'anno a tutti.

cletus1 at 09:13:12 13 Commenti

30/12/2004

cose che aiutano a vivere...(meglio)

Scorrazzando per il web, via google, ho trovato questo post di ecarta. Ecarta ha una mano felice (non lo dico ora, ne sia prova, prima d'aver trovato questo pezzo, l'inserimento come post del mese di un suo brano sul primo maggio inserito nel post qui sotto a maggio). Mi ha fatto piacere leggere questo:

Cletus1, il blog narrante [Ottava Prova]

Senza tempo, circoscritto in una spazialità caotica e ben poco accattivante, il flusso narrativo di Cletus giunge al lettore come opera letteraria infinita e senza compromessi.

Cletus mette al bando le strizzate d'occhio, così come l'incoraggiamento alla lettura con dosaggi di parole in post di lunghezza calibrata, così come qualsiasi trovata grafica a condire il fiume travolgente di caratteri. È il blog a piegarsi ai suoi racconti, mai viceversa. Questa scrematura del futile e del superfluo potrebbe essere apprezzabile solo se il materiale proposto fosse valido. È allora dalla lettura dei suoi racconti, in parte autobiografici in parte di fantasia, che si capisce che, più che un blog, Cletus è il generoso omaggio di un valido scrittore. Tante volte troveremo racconti già confezionati e autoconcludenti, altre avremo la gradevole sensazione di spiare il processo che porta da un'idea alla stesura di un racconto.

Tra piccole disavventure e avventure quotidiane, incubi, passioni, carnalità, passeremo facilmente dal sorriso alla lacrima, dal raccapriccio allo stupore, in balia di storie confezionate con cura e maestria, dallo stile scarno, sarcastico e disincantato.

link al post originale: qui

cletus1 at 14:57:57 4 Commenti

28/12/2004

un anno di blog, un anno d'amore, pace (?) e musica.

Un anno d'amore

ovvero cronaca semiseria di un anno da paura, fra blog, musica e faccende private maledettamente sussurate in pubblico…

Post del mese:

Colonna sonora:

gen-04

Spinto da insopprimibile voglia di protagonismo decido di annettere anche la mia, alla moltitudine di voci che attraversano il web. Per un banale errore di digitazione mi brucio la possibilità di chiamare CLETUS il blog e sono costretto ad aggiungere un emblematico 1 alla fine del nome. Che sia di buon auspicio ? O solo la sigla di un mio replicante, col pallino della scrittura…? (ah, devo rileggere Pirandello !)

questo di pensieri oziosi

Smashing Pumpkins Mellon Collie and the Infinite Sadness

feb-04

Inizi febbraio un po di blogger trasmigrano da clarence. Sono in giro per l'Italia e l'Austria.A fine febbraio il buon Marco Candida organizza a Tortona il primo incontro con Giulio Mozzi. Cedo alla smania di presenzialismo e mi sobbarco 1200 km. in tre giorni a bordo della mia cletusmobile. Inizio a scrivere dialoghi strampalati...(guardacaso, al telefono)

questo di invasiva

Van Morrison: once upon a blue moon

mar-04

Marzo, l'aria si fa piu' dolce…mi affidano (incautamente) le chiavi di Pordenonelegge per una settimana. Mi diverto. Un po meno nella sfera privata, l'idillio con la fata si fa crespo, inizio a dormire meno e qualcosa che somiglia terribilmente alla depressione si fa strada nei corridoi neuronali, insensibile alle cose belle che pure danno il titolo (sottotitolo) a questo blog. In Spagna saltano in aria in una stessa mattina più di 200 persone.

questo di io e palmasco

The Cardigans---Erase And Rewind

apr-04

C'e' la pasqua che incombe. Il film di Mel Gibson batte i record di incassi. Ah, quest'umanità vogliosa di sacro, il mix fra marketing e paure collettive (quasi quotidiane le notizie di allegre decapitazioni in iraq) fa il resto. Il mio umore arriva in prossimità quota zero.

questo di e-carta

Prince Musicology A million day

mag-04

Maggio è un mese che mi piace. In genere non delude, cosi anche quest'anno colpi di scena, ritorni di fiamma, e infine arriva la scelta di varcare la soglia di uno psicologo. Continuano le cose belle e a fine mese, wow, tortona due…l'allegra combriccola tirata su da Marco Candida e Giulio Mozzi, organizza una due giorni divertente.

questo di pamela canali

Pino Daniele, Passi d'autore, PIGRO

giu-04

Bum, arriva il caldo. Mi riaffaccio in piscina, bello starsene sdraiati al sole con qualcosa da leggere. Leggo il sapore del sangue di Parise. Mi lascia sconcerto. Poi, ci sono gli Europei…veniamo eliminati, giustamente, e torniamo con le pive nel sacco, insieme ai tre tir di viveri mandati per l'occasione in Portogallo. Anyone there ?

questo di kimota

Bruno Martino: e la chiamano Estate

lug-04

Mi ami ? O non mi ami ? E me lo fai capire o stai facendo jazz come al solito ? Farsi d'amfetamina per sopportare il tutto o diventare una sorta di monaco zen ? Luglio si fa prendere come una vecchia entraneuse, festeggio il mio compleanno a piedi per i vicoli di trastevere, appena fuori città, invece, è il festival dei covoni nei campi. Spettacolo bellissimo

questo di giuliomozzi (si, tutt'attaccato)

Bob Dylan: I want you

ago-04

Vacanze !!! Voglia di lasciarsi tutto dietro le spalle. Fuggire, anche solo per qualche giorno, lontano dai deliri e dalle solite rappresentazioni teatrali. Al ritorno colpi di scena ancora. Fuochi che riprendono. Pazzia allo stato puro. Telefonate e prodromi alle cabine.

questo di criscia

Blues a palla: compilation da panico

set-04

La consapevolezza della pazzia raggiunge, se possibile, quote inarrivate prima. Continuo a farmi del male, e nel frattempo maturo la scelta, liberatoria, di chiamarmi fuori. Abbandonare il tutto, sparire. Mica male, anche se il sapore che è l'unica scelta possibile è amaro un bel po. Partono le cabine, e insieme la voglia di riprendere a vivere.

questo di blogghino

Ronnie Earl, prendo due cd uno più bello dell'altro

ott-04

Ellittico o meglio, Mr.Fabio Viola, si imbatte in un mio delirio (notturno) e decide di chiedermi un racconto. Tempo mezzora e nasce Brenton (che evidentemente, vista la velocità, presumo fosse in circolo nei neuroni da un pezzo…). Conosco la band di ellittico, simpatici scapestrati romani, che si riuniscono per dei reading allucinati in un locale scantinato nel cuore di Roma.

questo di mipassiilsale per favore

Viola mi fa conoscere un pezzo degli AIR: playground love

nov-04

Incontro uno sballo di donna. E' una storia buffa che si ripete. Complice dei bigliettini che spuntano fuori a distanza di un anno. Da farne un racconto, davvero. Strascichi e colpi di coda che ancora si annoverano a colorare quotidiani con sempre meno ore di luce...Aridatece la primaveraaaa

questo di rasp-berry

Buddy Guy che esegue RedHouse su un tributo ad Hendrix

dic-04dicembre

Si approssima la fine dell'anno. I soliti riti dai quali continuo a dire di volermene tirar fuori ma che poi inevitabilmente mi risucchiano come un tsunami nel cervello. Terribile e indifferente come al solito anche il capodanno che arriva si incaricherà di mettere una bella pietra sopra ad un anno vissuto pericolosamente...Avanti il prossimo. Ciao 2005, vedi che puoi fare....

questo di ezio tarantino

Jorma Kaukonen: man for all season

cletus1 at 18:09:53 18 Commenti

28/12/2004

vecchio raccontino di natale

 

 

beh ? che c'è da ridere...è uno come noi, no ?

 

 

 

 

 

 

 

 

Eberard ne avrebbe fatto volentieri a meno del Natale: una sconfinata frenesia consumistica, la più trita delle convenzioni.

Posò la birra sul davanzale e aprì le persiane.Respirò quella schifosa aria di festa. Solo un attimo, poi si rimise sul divano a giocare col telecomando.

- Dovresti muoverti ora che tutti cercano qualcuno per consegnare i pacchi regalo.

Confusa dal rumore dell'acqua nel lavandino la voce di Monia gli giunse a perforare le orecchie. Come sempre, sembrava gli sibilasse preghiere che aveva già ascoltato.

Smise di ruminare tra sé ed uscì.

La strada continuava a fornire il menù del periodo, neve dappertutto, code di gente imprecante in macchina, bambini piagnucolosi dietro i finestrini.

Come in un acquario.

Solo, non aveva voglia di altro. Nulla per cui valesse la pena di farsi coinvolgere nel valzer delirante degli acquisti.

Da un albero il vento faceva penzolare - triste - una fila di palle luminose, che un cane si divertiva a mordere giocando col vento.

All'inizio attribuì alla birra quanto gli si era materializzato sul doppio canale degli occhi. Vi si avvicinò a piccoli passi.

- Dev'essere la trovata di qualche grande magazzino - pensò Eberard.

Il fiato delle renne, attaccate alla slitta, si levava come tante piccole nubi di vapore nell'aria fredda della sera. Le bestie scalpitarono al lieve tocco della sua mano, come per ritrarsi.

La slitta era ricolma di ogni bene... troppo forte, per Eberard, la tentazione di appropriarsene. Era lì sola, come parcheggiata in doppia fila. Fu un attimo.

Prese la frusta in mano e guadagnò il primo angolo dell'isolato.

Buffo... le macchine lo lasciavano passare... come la polizia... pensò... Ve la fate tutti sotto, al solo luccicare di una luce intermittente... eh?

Lungo il fiume il traffico era già meno intenso. Non avendo una meta, Eberard pensò di raggiungere il garage dell'amico Tom, per disfarsi dell'insolita vettura e occultare i pacchi.

Anche Tom pensò che fosse ora di smettere di bere non appena lo vide... la neve sulla rampa lo fece scivolare fin davanti alla guardiola da dove fra innumerevoli foto di donnine nude (molte leghe più in basso rispetto al calendario Pirelli), l'amico continuava a fumare annoiato.

Cosa fai su quella slitta? Ma ti sei visto?

- Lasciami stare Tom... dammi una mano, ho qualcosa anche per i tuoi mocciosi...

- Non ci posso credere

-Aiutami, dai.

- Dove hai intenzione di metterli?

- Lasciamoli qui nello sgabuzzino. Poi passo a prenderli con la macchina di Monia.

- Come diavolo farà a sopportarti ancora quella donna.

- Lascia perdere. Vieni qui e aiutami.

Da sotto una montagna di pacchi e pacchettini spuntò la gamba di una bambola ma era troppo ben fatta per non essere vera...

- Dio! Tom, ma è una bambina...

- Chi siete? Dov'è Babbo Natale? Dove siamo qui?

- Tu chi sei... cosa ci fai nella slitta di Babbo Natale?

- Volevo consegnargli personalmente la letterina che ho preparato per me e per il mio fratellino. Dov'è Ciro?

- E chi è adesso Ciro?

- E' il mio fratellino. Se lui sa che sono qui con voi viene e vi dà un grosso pugno a tutti e due.

- Bum... ci mancava proprio questa...

- Senti - disse Tom - sento aria di guai. Forse è meglio che togli il disturbo... devo ancora finire di pagare il mio avvocato per la libertà sulla parola. Qui è troppo pesante la faccenda. Ci danno sequestro di bambina!

- Accidenti, dai, lascia stare... Fammi pensare.

Da fuori il rumore lancinante di una sirena contribuì ad allarmare i due amici che cominciarono a guardarsi intorno preoccupati.

- Allora... non c'è tempo da perdere. Guarda, lì in mezzo c'è un costume.

- Dove abiti piccolina? Sapresti indicarmi la strada di casa per riaccompagnarti?

- Siamo giù, sulla Ventitreesima, all'angolo con Regent Street. C'è un grosso albero di Natale nel giardino. Lo abbiamo fatto domenica col mio papà.... Voglio tornare a casaaaaa... al rumore della sirena si aggiunse quello del pianto straziante della bimba.

Tom, controvoglia, indossò anche lui il costume e la barba.

Un attimo dopo erano sulla strada. Fecero schioccare la frusta mentre l'impronta delle ruote delle macchine lungo la strada disegnava scie luminose nella neve.

- A quest'ora Monia avrà già messo il bambino a letto. E le faremo davvero una bella sorpresa, tutti insieme.

Roma, 28.12.97

cletus1 at 09:20:10 Commenta:

27/12/2004

Tsunami

 

 

 

 

 

 

 

 

Una cosa dell'altro mondo ?

A caldo, cosi, davanti alla devastazione. Cos'è ? Il mito della natura che indomita, ci fa capire che è in grado di schiaffeggiarci come e quando vuole ? E ben poca cosa, al cospetto i nostri affanni per duemila altre cazzate. E' questa la paura di sottotraccia: che non è sicuro nulla, e che faremmo bene a non abituarci a nulla. Una cosa cosi si incarica di ricordarcelo. Una preghiera, per chi crede, per le povere vittime.

La foto è tratta (per chi ha stomaco forte) da questo blog qui

Va da se che il link non ha nessuna pretesa di sfruttamento commerciale e tutti i diritti sono del leggittimo proprietario.

cletus1 at 21:03:51 2 Commenti

27/12/2004

...gente che passa da qui

Gente che passa di qui.

Buffo no ? Utilizzare un blog per fare gli auguri.

Vorrei ringraziare qui ed esprimere tutto il mio affetto a codeste persone:

Il mio vicino di casa. Ha una pazienza bibblica nell'alimentare i miei cani nelle rare occasioni dei miei spostamenti, cosi come di fare da ricevitore-risparmia-chilometri per andare a ritirare dal corriere le incaute spedizioni effettuate senza la preziosa dicitura.."previo avviso telefonico al 33* *******!".

La signora del video club. Ha perso il marito i primi del mese, giovane, affetto da un brutto male. La mattina della vigilia ho pensato bene di andarla a trovare (non ho un buon rapporto con i funerali), e di far compensare la mia assenza con un mazzo di fiori colorato. Il suo sorriso m'ha ancora riscaldato.

A mia sorella che si risposa domani. E' al suo secondo. Aspetta un bimbo, ho un cattivo rapporto anche con i matrimoni (i miei e quelli degli altri). Cosi, affiderò ad un laconico telegramma il sussurro dei miei auguri, sentiti anche se lontani.

Alle ragazze che ho amato, e oggi sono diventate donne. Chi felicemente sposata e con prole chi ancora scapestrata, a tutte con il sorriso di chi è ancora grato per i tratti di strada percorsi insieme, per le risate (tante) e le liti (poche), per la crescita che mi hanno consentito, nel frequentarle.

A Natale, come ogni buon sceneggiatore di film americani che si rispetti, mi piacerebbe riunire tutti, in un gran finale in una sala, bollicine a volontà, drappi rossi alle finestre, e musica allegra nell'aria, la frammistione dei plot, una roba che m'affascina.

Datemi un kleenex, please.

cletus1 at 09:45:09 6 Commenti

25/12/2004

La cabina di Ramona

E' Natale. Siamo tutti più buoni, obbediente al precetto ho voluto qui, previa autorizzazione dell'autrice, pubblicare un suo scritto orbitante intorno ad un tema che mi attira molto...come si dice ? enjoy !

Pronto?…
Il telefono in questa cabina si è messo a suonare. Io rispondo.
Pronto?…
Un fiume di parole dall’altra parte. Resto in ascolto. Non dico niente. Non serve.
Riattacco quando scende il silenzio dall’altra parte. Penso. Poi un nuovo lungo, dolente squillo.
Pronto?…
Un altro fiume in piena. Singhiozzi e lacrime da struggere il cuore. Cerco le parole adatte, non le trovo, ma non importa. E’ sufficiente che ascolti.
Fine dello sfogo, sollievo in fondo al filo del telefono. Metto giù.
Squillo. Più allegro.
Pronto?…
Bello, c’è qualcuno che è anche felice a questo mondo. Vorrei complimentarmi, ma non riesco a interrompere l’ondata di felicità. Tanto, le mie parole non aggiungerebbero nulla.
Stravolta, alla fine di tanto entusiasmo, metto giù (di là non se ne sono accorti).
Rimango in cabina. Accarezzo la cornetta. Mi viene voglia di dire qualcosa. Finora non ci sono riuscita. Alzo il microfono.
Pronto?…
Ciao, sei tu? E come stai?
Vorrei dirglielo, come sto, ma non me ne lascia il tempo. Mi ritrovo ad ascoltare. Lamentele, pettegolezzi. Finisce la scheda, e io non ho aperto bocca.
Riprovo.
Pronto?…
Stavolta è la salute la protagonista. Incredibile, costui ha tutti i mali del mondo e sopravvive. Anzi, ha ancora tanta forza da parlare, parlare, parlare… Forse pensa che i malanni ce li ha tutti lui, gli altri perciò non possono sentirsi male e quindi non hanno necessità di parlare. Consumata un’altra scheda da 10 euro.
Riattacco. Sono a pezzi. Vorrei avere il cuore più grande, che vada oltre l’involucro di queste tette che già non sono piccole. Vorrei contenerci l’universo intero, perché com’è ora non mi sembra sufficiente. Così ci ricaverei un po’ di posto anche per me, perché  so che altrove non ce n’è.
Non c’è nessuno al  mondo che abbia voglia di ascoltare questo mio cuore. Domanda: c’è qualcuno, in questa galassia, a cui interesso io, come persona con annesso il suo mondo interiore? Quello stesso che ora sta urlando con tutte le sue forze, ché nessuno lo sente? Ripeto, esiste qualcuno così? Sì? E chi sarebbe? Alzo la cornetta solo per sentirmi rispondere:
tu -tu -tu -tu –tu….

@ di ramona

 

cletus1 at 08:24:41 5 Commenti

23/12/2004

Ray Charles, natale e letteratura italiana contemporanea

Cosa mi sono regalato per Natale.

Si, alla fine ho ceduto e contravvenendo alle regole imposte ho capitolato nella febbre collettiva, concedendomi briciole di felicità, racchiuse nei solchi di un cd.

Ho preso una raccolta di Ray Charles. Perché ? Perché a suo modo è stato un grande, che ci ha lasciato quest'anno. Il suo sound lo vedo bene come sottofondo ad una scena come questa: collina Fleming, Roma, appartamento di un professionista, sole, accecante di prima mattina, ampie vetrate spalancate su una Roma sorniona e indifferente. Uno scenario adatto ad un suicidio, che va bene che è Natale, ma mi serve cosi, per contraltare, per risaltare l'aurea di "va tutto bene" che promana da questa musica, col malessere profondo, e/o il disagio di vivere di questo periodo, condiviso da molti.

Perché cosi cupo ? Bah, fanculo sono veramente annichilito.

Ieri, passeggiavo con Alfredo, in Ostia. Siamo entrati in un discount, l'altra faccia della medaglia. Un'umanità "minore", della quale si fa carico nessuno, non c'è da noi un'epopea del common people, i racconti, le storie che si leggono appartengono tutte (o quasi) a questo mondo, ansioso, artefatto, problematico, di un ceto piccolo-medio-borghese. E cazzo, da noi è pieno di extracomunitari, convivono con noi, si avvalgono delle nostre strutture, ma diobono, nessuno che ne parli. Quasi che non si ravvisi, nell'alveo di queste esistenze silenziose e snobbate, poesia, impeto a vivere, a farsi forza in un mondo, davvero, povero di umanità. Non c'è uno Steinbeck italiano, non dico un Carver, non siamo ancora cosi tanto melting-pot per azzardarne un profilo ? Penso alla Mazzantini e al suo Non ti muovere, dove Italia, la protagonista femminile, rappresenta, nel suo punto di tangenza con la realtà italiana, amante "speciale" di un lui di una qualsiasi coppia medio borghese, vagamente di sinistra magari, come recita l'establishment di questa letteratura pret a porter, rassicurante e falsa, e purtroppo, una immagine altrettanto lontana, artefatta, dalla realtà.

Chi si fa carico delle tante Iliana, dei loro drammi, delle loro code alla cassa dell'hard discount, del loro silenzioso osservare in veste di donne delle pulizie, nelle nostre case, dei nostri ridicoli (ai loro occhi) drammi ? Ditemelo, ho perso qualcosa ?

Ho evitato di leggere qualcosa di travolgente in merito ? Che la letteratura contemporanea italiana, ammalata di universalismo, abbia peccato di superbia, storcendo il naso, volgendo lo sguardo altrove (il proprio, sferico, ombelico ?). Io non lo vedo.

Io non vedo il romanzo "Popolare", non vedo palle in giro, di chi si prenda briga di estirpare la poesia dal reale, cazzo, ed inondarci tutti, di essa.

cletus1 at 11:03:45 12 Commenti

20/12/2004

altre cose sul natale....

Lo vogliamo dire ? Ma si, questo è stato un anno da paura.In tutti i sensi. Volevo farne qui una rapida sintesi, a metà fra il resoconto giornalistico e le pagine (fogli) strappati da un diario.

Un diario online, un diaro da conservare e rileggersi chi sa, fraqualche tempo, quando le cose si saranno sopite (ci credete ?)e tutto apparirà leggermente più chiaro.

Come una teoria delle stringhe, tutto da dimostrare, come gli spicchi di luna in cielo, in queste sere ghiaccie d'inverno. Si avvicina il 21…l'autunno fa le valigie, lascia il posto al generale. Al generale inverno, alle feste, al torrone e ai fatturati dei dentisti.

Scrittura ermetica ? Parole in codice ? Cose da addetti ai lavori ? Chiunque, e dico chiunque, può rispecchiarsi in questo gioco. Fatti suoi, le cose sono online apposta…E io mi diverto sempre di più. Cabine, fatti, trasfigurazioni del reale, episodi che alla fine ci capisci più niente se presi esattamente dalla realtà o inventati dalla più sfrenata fantasia. In altre parole, la creatività, che gongola, prospera, alligna, nei disagi….eccome.

Tornerò a scrivere di cabine, o di altre scenette urbane urgenti.

Come questa:

Immancabile calvario di prima e seconda…chilometri di lamiere gommate emittenti letali gas di scarico, su un nastro d'asfalto che qualche bizzarro urbanista ha eufemisticamente definito grande raccordo anulare.

In breve, l'anticamera dell'inferno, soprattutto in giornate come queste.

Bene, il tratto ardeatina appia tuscolana (carreggiata esterna) del GRA, alle 11 di mattina è una scuola di vita ! L'altra mattina…poco meno di un'ora per percorrere pochi chilometri e uscire a riveder le stelle di la dalla grande galleria.

Nel frattempo 15 gestanti, nei reparti ostetricia di tutt'Italia possono aver dato alla luce altrettante creature…qualcuna con parto gemellare, alla Camera possono esser stati appesi tot striscioni da bizzarri deputati che vengono da molto lontano, in borsa, fortune incalcolabili possono essersi frantumate e disciolte come neve al sole, in non so quante aule si appresta il presepe, o quanto meno l'albero di natale, qualcuno viene interrogato, qualcuno no, qualcuno è preparato, qualcuno no.

Dodicimilatrecentoventidue amplessi con conseguente raggiungimento del reciproco orgasmo possono esser stati consumati su e giù per tutto lo stivale, una cinquantina di vecchiette scippate della loro misera pensione, quarantaquattromilacentoventuno fax ed email spediti, di vario tenore, altre transazioni bancarie, altre compravendite di beni e merci, innumerevoli liti, sebbene fra poco sarà Natale e l'imperativo ci vorrebbe tutti più buoni, infatti molti degli stessi protagonisti delle azioni di cui sopra magari hanno elargito qualcosa a Telethon. Ecco, mentre tutto questo accadeva, io imperterrito, transitando nella mia scatoletta gommata a basse emissioni nocive (cosi recita il libretto d'istruzioni), ho percorso con rassegnata pigrizia qualche chilometro importante del raccordo in parola. Alla fine della coda…si palesa una delle scene più surreali cui abbia mai assistito. Uno slargo innaturale fra le macchine, la coda come di colpo diradata, a lato sulla corsia d'emergenza, ambulanze, vigili del fuoco, pattuglie della stradale, auto civili, tutte rigorosamente con le quattro frecce inserite, patetiche a segnalare…guardate ci siamo fermati qui perche' c'è stato un tot di casino…

La folla dei curiosi rallenta, contribuendo a rendere bibblici i tempi d'attesa per il deflusso della mega coda…In mezzo, un'auto francese, di color vomito d'ubriaco (di vino rosso…un vinaccia) tutta ammaccata. Per strada, circondato a debita distanza da un gruppetto di curiosi composto da uomini in divisa, e in borghese, allucinati dalla scena, un omone nero, gigantesco, vestito con colori impossibili, che, braccia levate al cielo, in ginocchio sulll'asfalto, implora chi sa chi con un trasporto considerevole. Tutti guardano in silenzio, costui intervalla le flessioni con frasi pronunciate ad alta voce, sconnesse o più semplicemente in una lingua sconosciuta. Dubito invocasse il dio del CID (constatazione amichevole di incidente). Ma chiunque fosse stato il destinatario di tanta dedita e stucchevole supplica non credo avrà saputo restare indifferente, se non altro al congruo numero di vaffanculo cui ho aggiunto anche i miei, sommessi.

scritto di getto alle 22,24 del 20 12 04. di sottofondo questo disco:

http://www.ronnieearl.com/pages/gratefulheart.html

cletus1 at 22:38:51 5 Commenti

18/12/2004

qualche fugace considerazione sul christmas time

graham parker vestito da babbo natale o viceversa

 

 

 

Il bello deve ancora venire.

Con questa segreta speranza in cuore, l'animo malandato del tenutario di questo blog si appresta ad affrontare le innegabili, deleterie conseguenze del cosidetto christmas time.

Posto che se fossi, cosi, per caso, un gommista di Detroit con l'hobby del canto, la cosa sarebbe già risolta di per se: in chiesa, seduto alla terza, quarta fila, e prestando la mia voce da baritono per dei gospel strappabudella. Ma col canto ho un rapporto da fruitore, a volte. E decisamente non abito a Detroit, ne mi occupo di pneumatici.

Osservo la compulsione. Cinicamente, intendo. Come seduto sulla voragine di un canyon (e invero c'era un bellissimo film che si chiamava proprio forse Grand Canyon…che incastonava una sequenza del gruppo dei protagonisti seduti, gambe a ciondoloni sullo strapiombo, tutti lì a condividere la meraviglia, il desiderio di straneazione, eppure insieme).

Mi piace osservare l'assalto ai gadget, la faccia perplessa di chi sosta davanti alle vetrine, incerto sul cosa regalare e soprattutto, forse in cuor suo, chiedendosi perché ? Già perché ?

Mia figlia si trova in quel territorio di mezzo fra chi con la ragione decreta la fine delle illusioni e con il sentimento vorrebbe invece infinita la saga di Babbo Natale. Compila diligentemente la sua letterina, irride i compagni e le amichette che subdolamente e con charme tutto infantile sostengono che questa figura sia mai esistita, con la stessa enfasi di chi disvela un grande, irrisolto mistero. "Ha troppo da fare sto Babbo Natale, papa'…ti immagini quanto tempo gli serve per portare davvero lui tutti quei regali ai bambini ? E' chiaro che si fa dare una mano dai genitori, no ?". Pragmatismo sincretico, lo chiamerei cosi, meritevole di un ulteriore carezza, è tenera !

Odio, cordialmente, le feste. Queste riunioni sudaticcie, l'allegro sfornellare nelle cucine, i riti, il panettone, i botti. Ci si guarda negli occhi, a tavola col sospetto, reciproco, di aver preso la strada più complessa: quella di impacchettare anche i propri sentimenti, e piazzarli lì, confusi fra gli altri pacchetti, ai piedi di un alberello, decentemente illuminato.

Non so, ma ho voglia di prenderle (le feste) "contropelo".

cletus1 at 08:54:41 9 Commenti