27/09/2004
Tarocchi
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Ebbene si, lo ammetto. Svergogno qui, pubblicamente, ogni e qualsiasi credo razionalistico nell'analisi delle cose, dei rapporti, dei fatti: io mi sparo i tarocchi. Ognitanto, almeno. So di condividere questa inconfessabile mania con altri avventori occasionali di questo blog, (vero Toni ? ;-) Ma, che ci volete fare, a metà fra il crederci e lo scherzarci su, ogni tanto mi gingillo ad interrogare il fato, con la stessa predisposizione d'animo di un bambino che chiede "ma esiste babbo natale ?". Cosi, ecco il responso automatico delle carte…che trovate qui Ho consultato…ehm, i tarocchi dell'amore, visto che è un argomento che ultimamente mi prende parecchio…Non so chi ci cela dietro alla composizione del software (un "volgare" applet java) delle carte. Ma, quand'anche fosse null'altro che un giovanotto con robuste conoscenze di java, imbeccato dall'indovina di turno, sarei curioso di sapere se è sotto contratto co.co.co. . Ecco quello che ne è uscito: presente, futuro, consiglio. (fantastiche) Sta di fatto che…una volta ero in quel di Malmoe (Svezia). Passeggiavo con la ex moglie (all'epoca non ancora ex) e la figlia. C'era una sagra,o qualcosa del genere…Beh, in uno dei tanti stand una splendida megera svedese, un'anziana vecchina con lunghi capelli bianchi, molto partecipata nel ruolo (non ricordo se indossasse, a degno corollario, anche un abito di seta blu tempestato di ricami di stelle bianche fosforescenti…ma se cosi non fosse, fate finta che si). Costei mi accalappia con un sorriso irresistibile e mi fa cenno di sedermi davanti a lei…Guardo incredulo moglie e figlia e aderisco, curioso, all'invito. Ora, è bene sgombrare subito il campo, il mio è un inglese definibile da "survivor"… ma efficace quanto a mimica ed espressioni visive. Per dare un'idea: al confronto, un dislessico avrebbe la pronuncia del commentatore di Quark, si, quello che "legge" i documentari nel programma di Piero Angela, (e per questo "gettonatissimo" dalle aziende, per le loro presentazioni, interattive e non). Accetto ma premetto subito che non ho voglia di sentire cose brutte…."only beatiful things, stories, please, i dont' want know bad things…ok ?" Le faccio interrogativo….sperando che m'abbia capito. La fata acconsente e imperturbabile inizia a smazzare….poi, il responso. Hai delle carte bellissime, mi dice con un improbabile sorriso. "slow, slow please", le dico tentando di decifrare quanto va dicendomi. "Ti sposerai !" Io la guardo interrogativa, con un lampo che vorrebbe dirle…:"gia' fatto: chi credi sia questa qui ?" rivolto alla mia ex, che beninteso, ad inglese, se possibile, sta messa peggio di me. "no, no, tranquillo, le carte dicono proprio questo…ti risposerai e sarai Felicissimo…" Bingo…la mia espressione viaggia fra l'ebete e il meravigliato. Possibile fare tutti questi chilometri, trovarsi in terra lontana da casa, e sentirsi dire simili stronzate, per di piu' nemmeno gratis ? (invero chiese una cifra modesta…). Poi, altre menate sul lavoro…insomma, non so quanto la mia richiesta preliminare l'abbia influenzata, certo è che ricevetti un responso idilliaco (e un tantino inquietante, ammetto). Lasciai le monete, e un po' di serenità su quel tavolo. Ma me l'ero andata a cercare, in fondo. |
24/09/2004
Le hanno uccise ?
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Cittadina nei dintorni di Roma, oggi ore 14,50, un bar come tanti. 2 carabinieri posteggiano appena fuori, (in bella vista) la loro autovettura. Entrano e al ragazzo che sta al banco chiedono dei caffè. Uno dei due fa all'altro "hai chiuso la macchina ?" "Si, l'ho chiusa" "Due caffè con acqua" dice l'altro con tono imperativo, al ragazzo. Sono seduto dietro di loro, stanco, decidendo cosa prendere (optero' eccezionalmente per un fernet con ghiaccio…). Passano alcuni secondi interminabili mentre la macchina fa uscire le gocce di sostanza scura…"le hanno uccise ?" chiede uno dei due carabinieri "no" fa il ragazzo, e continua "almeno…hanno detto che le rivendicazioni non sono attendibili", "si, vabbe' ma questo l'hanno detto ieri sera, io volevo dire oggi, stamattina" precisa il carabiniere. "No" continua il ragazzo, evidentemente felice, per una volta di fornire lui un'informazione ad un carabiniere. "Fino ad oggi, al telegionarle dell'ora di pranzo se ne sapeva ancora nulla". "Uh" e non dicono più nulla, nessuno dei presenti. Oggi questa domanda "le hanno uccise ?" l'ho sentita fare da diverse persone. Eppure se guardi la vita, la giornata, il traffico per strada, tutto sembra procedere come sempre, come tutti gli altri giorni. A svariati km. da qui, da noi, si sta consumando un dramma. Certo, c'è il sospetto che quel continuo chiedere somigli alla richiesta di chi, rimasto temporaneamente sprovvisto di mezzi di informazione (radio, tv, che godono del privilegio dell'immediatezza), si domandi attonito, "che ha fatto 'a Roma ?". Ecco, non so. Questa curiosità, quanto sono stronzo a leggerci dietro una punta di cinico voyuerismo ? Sto proiettando pippe mentali mie ? Non so, a me suona falso, suona da "volemose bene", e forse, come diceva qualcuno, è il solo modo per esorcizzare un fantasma, quello di questa assurda situazione irachena. La cosidetta commozione della gente, cosi facilmente manipolabile, fa leva sui sentimenti più radicati. Qualcuno dirà che sono poi questi sentimenti, quelli che FANNO una nazione. La sorte di queste due ragazze è osservata anche da qui, sicuramente. E a parte qualche sciacallo, degno compare di chi ha ordito il sequestro, che ha pensato bene di prendersela con una tenda di solidarieta'…bah, non è che poi si sia cosi coinvolti. Una domanda da bar, appunto. |
23/09/2004
cabina 4
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Suona il telefono di una cabina situata sul marciapiede tempestato di cacche di cane e pacchetti di sigarette vuoti, stavolta non ho molto tempo. Cielo grigio, ancora. Sono con Principessa, la femmina boxer, e la ricevitoria sta per chiudere. Non ci penso su, e come un pirla ci ricasco, entro, tenendo il guinzaglio lungo, e rispondo mentre mi va di traverso la pasticca clebbino che sto masticando…bofonchio qualcosa come un…
di una cabina telefonica pubblica
il solito ritardo ? mi dice, con tono cattivo.
loro matrimonio alla frutta…dico
un antipasto insieme, cazzo aspetti a venire ? insiste…
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21/09/2004
Gargouilles (paura, eh ?)

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Sono stato a Parigi solo una volta, nel novembre di qualche anno fa. Mi hanno subito impressionato queste figure allegoriche che ornano i tetti di molti edifici storici. La loro funzione, m'ha detto qualcuno, al di la dell'aspetto non proprio rassicurante, era comunque "positiva", serviva, cioè a tenere lontano i guai (leggi: altri demoni della concorrenza, evidentemente), e proteggere coloro che vivevano, frequentavano i palazzi cui erano stati messi a benevola guardia. In clima di post modernità, sono per una loro generosa rivalutazione nell'architettura urbana contemporanea. |
20/09/2004
Cabine (3). Sottotitolo: che fine ha fatto Bandini ?
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Sti stronzi ! Volevano fottermi, eh ? Non ci sono riusciti ! Io mi documento, prima. Mica esco di casa, cosi, senza un progetto, una cognizione di causa. No, io leggo, mi informo, mi faccio una opinione. Quindi, poche storie, a me non la si fa. Io lo leggo il blog di quello che ce l'ha con gli ascensori. Lo so che cosa succede con quella tizia che abita al quarto piano. E non mi lascio soprendere. Perciò, oggi, quando stavo finendo di fare la mia santa telefonata dentro la cabina e c'era quella donna che insisteva per entrare mentre ancora stavo parlando, ho capito che aveva sbagliato blog. Pensava di prendere l'ascensore di Bandini, la tizia. A nulla sono valse le mie smorfie, i miei forsennati cenni con le mani, mentre mi slogavo il collo per tener ferma la cornetta fra la spalla e la testa…No, quella voleva entrare a forza, ha preso a calci le porte a vento, e stavo per urlare dal dolore per una sportellata sul ginocchio. Una furia. La mia telefonata è stata penosa. Stavo raccontando il film che avevo noleggiato ieri sera per obliterare la noia di una domenica sera da solo in casa, ad Alfredo, un mio caro amico. La storia del film parlava di uno che vuole riuscire nella vita, ma fa molti sbagli, si mette in combutta con gente "malinaffare" che gli da da vendere cose illegali, che fanno sballare i clienti, e che poi si fidanza con una portoricana, che Alfredo mio dovevi vedere che culo che aveva, e che poi viene beccato e dubita della fedeltà della proprietaria di detto culo, e degli amici, quelli sbagliati e quelli giusti e che alla fine in somma sa che deve andarsi a scontare 7 anni in carcere e cosi si fa accompagnare dal papà a bordo di un fuoristrada (nei film americani tutti i papà hanno macchine del genere), e mentre sta su questo fuoristrada, pesto come una zampogna grazie alle botte che gli aveva dato l'amico vero cui teneva, inizia a sognare che lui in carcere, in quel posto lì, non ci vuole proprio andare, e inizia a sognare, complici le parole del babbo che gli parla mentre lui è mezzo tramortito e non ha proprio il morale alle stelle. Cosi si vede, e sono gli ultimi 3 o 4 minuti che valgono il film, clandestino in un'altra città che dopo due anni quella del culo folle lo raggiunge ci fa dei figli e insomma lui apre una drogheria (stavolta legale) e cosi poi i figli crescono e quelli del trucco del mondo del cinema cazzo quanto sono bravi lo hanno invecchiato proprio bene, attorniato dai nipoti e felice di non aver gettato al vento quei 7 anni che avrebbe dovuto papparsi dentro un fetido penitenziario americano. Il film è un atto d'accusa al cinismo della gente, il melting pot che popola una citta' come newyork. Ma tutto questo ad Alfredo non ho fatto in tempo a finirlo di dire. La signora del quarto piano del blog di Bandini, tempestava di pugni e di ombrellate la cabina e, fanculo, alla fine ho messo giù e me ne sono dovuto andare. Diceva che doveva telefonare a chissachinonricordo, che questo Bandini poi era sparito. Fino a tarda notte sono rimasto col sospetto che Bandini fosse il protagonista di quel film a noleggio. Pero' come li truccano bene, quelli lì del mondo del cinema, in america. Se rinasco voglio anche io fare un film cosi, e sposare, dandole finalmente pace, questa benedetta signora. |
19/09/2004
Pavoni
Poi dicono che la vanità è donna. Estorta la mia prima intervista, (qui)
(Al momento non ho la liquidità sufficiente a remunerare un adeguato
collegio difensivo, e in tal modo ho evitato il risarcimento, stratosferico,
chiestomi sotto forma di "danni morali" per l'intervista che ho, incautamente,
richiesto alla Canali.e postato qui sotto). gosh ! è la dura legge del blog ?
18/09/2004
Due cose al volo in questo sabato 18 settembre
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La prima: e' la notte bianca di Roma, quest'anno resterò a casa. Il motivo ? Ho dato un'occhiata al programma e non mi sembra ci sia nulla di quello che ho visto l'anno scorso e immortalato qui (a futura memoria). La seconda: Traffico sulla Colombo, complice la disattenzione di due automobilisti che si sono tamponati, all'altezza della Fiera di Roma si forma una mega coda. Si sta fermi e si volge lo sguardo intorno. Megaposter che annunciano, con tanto di foto, film imminenti o già usciti. Mi soffermo sui titoli.."L'amore ritrovato", "La vita che vorrei", poi altri ancora "Le conseguenze dell'amore"…"Comunque mia" (quest'ultimi due, invero, letti solo sui giornali). E ti ritrovi a pensare. Lo scarto fra questi rari momenti di concentrazione forzata, ci DEVI buttare gli occhi sopra a quei poster lì. Li hanno messi apposta, per esser guardati mentre sei fermo, musica a basso volume nello stereo della macchina, e memorizzare i titoli. Quei titoli. Cosi pensi, furbi eh ? Leggono sottotraccia questa infelicità diffusa, questo inespresso bisogno di riprendere a sognare, seppelliti come siamo un po tutti da rate, scazzi, code, mobbing. Solleticano il desiderio di "altro". Ci impongono di pensare ai rapporti, e non generalizzo, ma ce n'e' davvero bisogno. Che sia questo vivere frenetico ad aver sottaciuto il bisogno ? Tutti apparentemente felici, ma immensamente insoddisfatti, se non dei rispettivi partner quanto meno del MODO con il quale viverseli-viversi. Bah, il carro-attrezzi porta via le utilitarie danneggiate, la fila riprende la marcia. Un attimo, cinque minuti di libere associazioni, nel frastuono che, lesto, ricomincia, portandosele via fino al prossimo input. |
18/09/2004
Intervista a pamela canali
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Pamela Canali, ci dica di lei. Intanto, da dove nasce ? letterariamente parlando ? Cosa, in particolare ha potuto apprezzare delle letture fin qui fatte ? Quali gli autori che maggiormente l’hanno influenzata ? Ritiene che la sua scrittura risenta degli echi, spesso distorti, della sua generazione ? (Oddio che domanda accazzo…) Se potesse pubblicare un libro, diciamo domani, che tipo di libro pubblicherebbe ? Una raccolta di poesia, racconti, un romanzo ? Un porno, intitolato “Pamela C.”. Spero che venga acquistato per errore da gente distratta che lo creda un famoso e pubblicizzato libro, forse scritto da una minorenne. Posto che la sua casa editrice le concedesse la scelta del prefattore, chi sceglierebbe ? Il suo blog è nato da pochi mesi, eppure è già un punto di riferimento per moltissime persone che condividono, la sua stessa passione per la scrittura. A cosa ascrive tanto successo ? Regà, non esageriamo. Se qualcuno è venuto a dare un’occhiata ha capito molto presto che io sono pigra e discontinua. Il mio è un blog aggiornato irregolarmente e la gente si stanca di venire a vedere e non trovare niente di nuovo. Capita anche a me, quando ci vado, di dire: “Ahò, ma questa non posta mai niente!” Allude al mio ? (cletus1.clarence.com) ? Si, anche. Ci vuol dire qualcosa di lei ? Intanto, dove vive, e soprattutto, perche’ ? Ritiene che l’ambiente nel quale una scrittrice lavora la possa influenzare nei risultati della sua opera ? Certamente una veranda che imbarca acqua e l’allagamento della terrazza con blitz minacciosi di vicini sottostanti non contribuiscono all’andamento armonioso della scrittura. Perché un attico ? Sogni ricorrenti da bambina ? Sogno ricorrente da adulta ? Signora Canali, lei sogna ? Che tipo di alimentazione ama per sé stessa ? E per i suoi gatti ? La scelta dei gatti, nella loro impersonificazione d’indipendenza, c’entra qualcosa con l’indole che i maligni le attribuiscono di essere un tantino snob ed altera ? Questa mi giunge nuova. Io snob? Ma se mi mescolo continuamente alla plebe, nella mia vita quotidiana! Altera? Forse Si riferisce al fatto che non La saluto finché non mi chiama Contessa o Santità? Ma questo rientra nelle piccole regole di buona educazione impartitemi in famiglia. Nel corso della vita ho avuto modo di verificare che tali regole avevano un fondamento di praticità e verità. Quale, a suo giudizio, il blog che la stimola di piu’ ? E, anche se le costera’ delle inimicizie (ma lei ha solide spalle, vedo) quale di meno ? In che tipo di negozi entra ? Risponde a verità il fatto che fra lei e il suo portiere (gustosamente immortalato in un suo post nemmeno tanto recente) non corra buon sangue ? E se si, perche’ ? Signora Canali, si ritiene una donna felice ? Clitoridea o vaginale ? Amore libero o fedele nei secoli ? La sua opinione sul sesso, cosi trasudante da tutta la sua opera, puo’ esser stata influenzata dai lunghi tragitti in treno che lei effettua quasi quotidianamente per recarsi al lavoro ? Mi domando se Lei abbia per caso letto qualche mio inedito, trafugato chissà come. A volte mi capita di incontrare in treno l’uomo dei miei sogni, in una delle sue possibili incarnazioni, mentre io mi preoccupo solo di trovare il posto migliore, nella direzione di marcia e vicino al finestrino. Non mi accorgo che mi sta sorridendo se non quando lui ha smesso di sorridere e si è immerso di nuovo nella lettura di un quotidiano o di un libro, dimenticando la mia esistenza. In questi casi la mia opinione sul sesso non viene minimamente modificata, ma l’opinione che ho di me, la mia autostima crolla. Per riacquistarne almeno una parte, provo a scrivere la storia che non ho lasciato nascere, per distrazione, proprio come poteva essere. E ancora, dicono in rete di un suo amore platonico con il Sig. Mozzi Giulio. Anche se non è la sede adatta, si sente di confermare, o di smentire ? No, guardi, mi hanno definito cortigiana del Mozzi (nel senso esclusivamente di dama di corte, almeno spero). Della sua corte, io potrei essere soltanto l’astrologa, cartochiromanteveggente e null’altro. Mi dica chi afferma quanto lei scrive e lo quereliamo subito. Ho giusto bisogno di una certa somma per ristrutturare le cucce delle gatte e la loro sala giochi. Cosa ha mangiato oggi a pranzo ? Cosa ha letto ieri sera prima di addormentarsi ? Prima di addormentarmi leggo sempre il blog di cletus. Ritiene che la velocità con la quale ha preso sonno sia in qualche modo da addebitare a tale lettura ? Indubitabilmente. Si sta rendendo conto di essere una delle blogger più intervistata, in rete ? (kinglearpuntocom, il gazzettino della bassa, l'eco del fornaio all'angolo, mi scuso con Iannox per l'accostamento :-) Si, ma al momento, a parte rari ed intensi "momenti di gloria" le ho concesse tutte (quasi) gratis, "fu vera gloria" ? Signora Canali, si faccia una domanda e si dia una risposta. No, no, questa è troppo difficile. Che domanda vuoi che mi faccia? Io non faccio mai domande. E non do risposte. Per dare una buona risposta devi avere una buona domanda ed io non ne ho. Se avessi le domande giuste, non avrei alcun problema nella vita. Ma una vita senza problemi è una vita degna di essere vissuta? A volte me lo domando. E’ stato un piacere, grazie. Scusi, dov'e il bagno ? |
17/09/2004
Cosa ho fatto oggi
Un mio incubo ricorrente, per svariati anni è stato questo: una casa dalle enormi vetrate, probabilmente un attico, luce, accecante, di quella tipo le giornate nuvolose, che mi costringe ad indossare degli occhiali da saldatore per poter sopravvivere e distinguere qualcosa. La casa, in realtà ricordo piu' o meno perfettamente un unico ambiente, è costituita da un grande salone, ma che è anche camera da letto, con un letto giant, soggiorno e la cucina e il bagno no, che non li vedo o semplicemente non li ricordo. Ricordo pero' con chi dividevo la sala. Una mia ex con la quale ho vissuto effettivamente per qualche tempo in un attico, e che mi ha mollato (nemmeno tanto originale…in questo) in malo modo. L'atmosfera è tipo quella della sala immortalata su 2001 Odissea nello spazio, nella quale un capitano Bowman (credo si chiamasse cosi), attende ad un pasto frugale dopo una traversata nel cosmo a bordo dell'astronave impazzita, guidata da un computer pazzerellone di nome Hal novemila (non credo c'entri nulla Al do No ve punto). Guardo fuori, che sembra invece un film di Jaques Tati, uomini e donne, e auto e ingressi di supermercati, la vita, insomma. Ma su tutto un senso, opprimente, di tristezza. Rarefatta. Beh, oggi mi sono sentito cosi. A casa di Pamela Canali. Ero li per una intervista (a breve, qui), Beh, sara' stata la giornata, i colori del cielo, la vista mozzafiato che si gode dal suo eremo, o piu' semplicemente lo strano nescafè che mi ha offerto…nemmeno il blues di Bernard Allison (stessa compilation regalata a Mozzi, Pugno e Eddie mac e Alfredo e Nicoletta e stop.), è servito a stemperare. Se non vinci almeno un pulitzer abitando in un posto cosi, non sei nulla nella vita, cara Pamela, mi stava scappando di dirle. Poi mi sono trattenuto, e ho rollato una siga con il drum light. Abbiamo preso l'ascensore (8 piani anche solo a scendere mica sono uno scherzo e ho potuto capire il lampo di terrore nei suoi occhi al solo accennare ad un ipotetico black out a causa del temporale che il cielo, bellissimo nella sua bigiosità, minacciava). Siamo usciti e andati a mangiare a riva al mare, che fa tanto bon viveur a farlo in settembre, la spiaggia vuota, solo un pazzo che cantava e un povero pensionato (una tristezza) su una seggiolina sulla battigia che attendeva che qualcosa abboccasse al suo amo. Il pasto è scivolato via, aiutato dal prosecco. Abbiamo parlato, di noi, dei libri, di come va il mondo. A volte è bello accorgersi che il mondo può andare benissimo avanti anche senza di noi. Che ci siamo appartati come due vecchi scrittori di periferia, sotto gli occhi divertiti e interessati del ristoratore (unici due clienti odierni). Non ci ha avvelenato. Ci ha pensato poi, al rientro sotto la pioggia a lungo invocata, il traffico di un posto chiamato roma. |
15/09/2004
Altre cabine
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Suona il telefono mentre sto passeggiando con Ares, il mio boxer. Nell'atto di rispondere al telefono quasi lo strozzo con il guinzaglio che rimane incastrato fra le porte a vento. Ares mi guarda incredulo, di la dai vetri mentre mi sente dire: - Pronto ?
SILENZIO (di parecchi secondi…almeno una ventina, interminabili, Ares alza una gamba e piscia sulla cabina)
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