30/06/2004

Cadillac assembly line

 

 

 

 

C'e' un bellissimo blues che si chiama
Cadillac Assembly Line.

Mi sono imbattuto in una mezza dozzina
di cover.Il ritornello fa "up and down mississipi road",
non ho reperito, non ci sono ancora riuscito,
il testo sul web.
Mi piace pensare ad una versione trasposta
dai vecchi blues cantati ai margini dei
campi di cotone dell'oleografico "sud",
nell'era dell'industrializzazione .
E' lento, "slowly". E la chitarra solista
contrappunta di brutto il giro di basso e
batteria peraltro piuttosto statico.

Parafrasando, trattandosi di Roma,
nessun problema ad allitterare cosi:
"Up and down the GRA!" (*)


(*) Grande Raccordo Anulare, di lodoliana
memoria. yak yak !!!

cletus1 at 08:19:35 2 Commenti

29/06/2004

Dire cose sensate

Ma anche no. Comincio ad odiare la folla. Oggi, festa san pietro e paolo. Stato in piscina.
Lettini esauriti, overbooking tutto, musica assordante, (e almeno fosse bella).
A volte, cosi, stando sdraiato mi viene da proiettare le mie paranoie su quello che vedo, sento.
E osservo quest'umanita' vociante, i tic, le pose, le frasi fatte. No, non mi ritengo speciale,
oppure si, ma non e' questo il punto. E' che sto diventando vecchio.
Trovo stridente la musica a palla, quest'imperativo del doversi divertire a tutti i costi, quasi che
il frastuono taciti i pensieri. Ecco, non si vuole pensare. E non che non sia un bene.
Ma davvero, e' comico sentire "me amigo charlie brown" su base rimixata in un meddley interminabile,
che potrebbe anche essere cantato in cirillico che nessuno se ne accorgerebbe, comunque.
Sono disorientato. Tornato nella mia tana. Messo nel lettore un cd di Chet Baker, che, voglio dire,
ci vuole coraggio a sentirlo in un'atmosfera festiva alle 17 di un pomeriggio torrido come pochi.
Ho finito di leggere il romanzo di Parise. Mi e' piaciuto per la descrizione del delirio del protagonista,
un po' meno per l'esito. L'odore del sangue. Bah. Tutta questa violenza, non e' gia' abbastanza
quella che ci circonda ? E siamo cosi sicuri di esser capaci di governarla ? Dietro a tanti atteggiamenti,
leggo paura. Fottuta paura, dell'altro, dell'imponderabile, che ci porta a chiudere o al peggio, all'accettare
riti rassicuranti, andare tutti al mare alla stessa ora, maledire le code ma poi ritrovarcisi comunque immersi.
Senza distinguo, con buona pace degli ultimi sussulti di individualita'. Siamo massa, sudata, imprecante,
e niente affatto snob.
cletus1 at 18:33:43 6 Commenti

29/06/2004

COVONI

disposti cosi da una squadra di alieni ?


cletus1 at 11:31:11 6 Commenti

28/06/2004

Better day(s)

Opla', e' andato anche giugno.
Qui a Roma oggi e' una giornata strana.
Molta gente fa il "ponte", domani e' la
festa dei patroni (Pietro & Paolo).
Fa caldo gia' dalle prime ore dell'alba.
Nell'aria profumo di frutta, non male.
Che dire ? Siamo qui ad inventare
un'altra settimana che si approssima.
Siamo fuori dall'Europeo, quindi niente
passatempi serali (ma vedere quanto
giocano meglio gli altri di noi, questo si).
Non so come dire, ma sto in stand-by.
Anzi, ho l'impressione che proprio tutto
quest'ultimo periodo sia un enorme,
dilatato, interminabile stand-by.
La vita, dispettosa, intanto ti sfugge
da sotto il culo. Snort !
"tempi migliori verranno"
ne sono certo. Buona settimana.
cletus1 at 09:15:45 7 Commenti

27/06/2004

Smazzata uno

Mi siedo su una panchina. Una panchina precipitata chissa' come
dentro un campo falciato da poco. Fa caldo.
Una banda di tagliagole l'avra' divelta da qualche parco
e portata qui, forse per farsi una canna come cristo comanda.
Isaura, e' sul campo. Sta parlando con sua figlia, ne distinguo
la silhouette sulla linea dell'orizzonte,
giusto sopra la collina.
"You're killing my love anyway, you're killing my love day by day"
Recita il vocione dalle cuffie del minidisc, sorretto da una
base importante di bassi e fiati, che si contrappuntano a vicenda.
E' tutto molto violento.
La luce, il posto, questo amore che non si decide a finire.
Vagheggio di improbabili vincite al lotto, sorretto
da quella recente sull'otto a palermo (1220 €.),
e di un nuovo amore,
magari con la violoncellista (Caroline Dale)
che accompagna David Gilmour, si quello dei Pink,
dentro un teatro semivuoto londinese,
in uno splendido dvd di un concerto acustico,
visto a casa di Pierluigi (chief executive della
Clebbino Ltd).

(*) Killing my love (diamo a Cesare ciò che gli appartiene)
è di Nick Gravenites (
more info qui)

cletus1 at 11:19:35 2 Commenti

26/06/2004

Un

Sfatare questa cosa che per scrivere devi essere ispirato.
De che ? Quando scrivi, e' sempre la stessa faccenda,
senti l'insopprimibile desiderio di "fermare", fissare qualcosa.
una sensazione, un punto, una virgola dell'anima, o a scelta,
della testa.
Scrivere su un blog, non cambia di molto.
Cosi, dispongo sul tavolo gli "ingredienti", sui quali vorrei
scrivere, come una ricetta da cui estrarre un plot.

Le cose che mi hanno colpito, che in questi ultimi giorni
gironzolano nella testa, sono:

 people di sottofondo: una banda di tagliagole;
 location: campi mietuti da poco, con gli immancabili covoni
all around:
 musica: blues, oppure anche l'intero cd mandato da eddie;
 storia d'amore da lacrime e sangue: Isaura;
 giochi: ad esempio una vincita importante al lotto ?
 lavoro: la clebbino ltd che sta per arrivare in borsa
 altra storia d'amore (stavolta iper platonico): violoncellista.

Sono 7 "carte". Da qualche parte, ah si, su un pretenziosissimo
"Manuale per scrivere racconti", ho letto che andrebbero scritte
brevi frasi su ognuna di queste carte e disposte sul tavolo,
pavimento, dove piace, e divertirsi a rimescolarle, invertendone
l'ordine.

Ci pensero' su, oggi in piscina (se "tiene" il tempo), fra la
lettura de L'odore del sangue di Parise, e qualche sigaretta.

cletus1 at 07:10:57 4 Commenti

24/06/2004

Due.

Mia moglie blatera
di comandamenti infranti
mentre sfaccenda
in cucina.

Un briciolo di rigore
che sopravvive
in questa casa.
Il sole consuma
in fretta l'intervallo
di tempo
fra un'innaffiatura
e l'altra.
E' un'altra estate
densa
delle stesse regole.

roma, 2.06.02

cletus1 at 10:55:56 4 Commenti

23/06/2004

Che non suoni da scusa.

 

 

 

 

 

Bene, si torna a casa.
Alludo a questi europei da operetta.
Quanto alle opinioni circa i "nostri",
rimando (mi auto-cito..embe') al post
qui sotto (Don Abbondio vs Resto d'Europa).
Due parole invece qui sulla simpatica
figura delle altre due squadre che
hanno passato il turno in forza di un
regolamento non proprio baciato dalla
logica, e da piu' di un sospetto circa
la trasparenza del risultato.
No, non e' la solita cultura del sospetto,
una teoria del complotto riveduta
e corretta. Tutto questo non ci assolve
per la pessima figura fatta.
Ma un pizzico di malizia, questo si,
lasciatemelo esprimere. Sono due nazioni
amiche. Affratellate da poco da quella
che e' stata definita l'ottava meraviglia
del mondo (definizione che a volte uso
in tono canzonatorio per mia figlia).
Parlo dell'Oresund Bridge.
E prendo a pretesto questo "cristallino"
risultato per spiattellare ai curiosi
un diario minimo di viaggio, scritto
nel 2000, proprio da quelle parti.
Enjoy, e alla faccia della correttezza.

cletus1 at 07:27:15 2 Commenti

23/06/2004

Toh, e' gia' estate !

Il solstizio è arrivato. Una vecchia canzone...

e la chiamano estate…(bruno martino)

E la chiamano estate questa estate senza te
ma non sanno che vivo ricordando sempre te.
Il profumo del mare non lo sento, non c'è più
perché non torni qui vicino a me.
E le chiamano notti queste notti senza te
ma non sanno che esiste chi di notte piange te.
Ma gli altri vivono, piangono, amano.
E la chiamano estate questa estate senza te.

cletus1 at 07:16:32 6 Commenti

19/06/2004

Breakfast in Ostia

Scene da un sabato qualunque.

-Mi viene da vomitare, Arfio
-Ma che dici ? stai na favola, Guartiè
-Ma no, te ggiuro, forse so state le cozze che me sa che nun erano fresche. Ma che è un pollaio quer ristorante ?

Maglione a collo alto, Fabrizio passeggiava in Piazza Meucci nel calore delle 13 di un sabato di fine luglio.
Fabrizio è un po' fuori. Non che sia il solo. Semplicemente sembra si sia scordato di molte cose, di altre no.
Ad esempio, a giudicare dall'appropriatezza del linguaggio, dal tenore dei suoi deliranti messaggi che abbandona sulla mia segreteria telefonica, sembra appena uscito da un Master alla Bocconi, quanto a competenza su valute, cambi, depositi e transazioni internazionali. E' un dizionario vivente di valute mondiali, ho appreso da lui, l'esistenza della corona scandivava. E' il caso di aggiungere che Fabrizio non ha mai messo piede in nessuno di quei paesi. Quindi delle due l'una, o ha una relazione con una consulente finanziaria, o nei lunghi desolati pomeriggi invernali, all'interno dell' open-hospital che lo accoglie, ha trovato il modo di farsi una robusta cultura attraverso la lettura delle pagine finanziarie di qualche quotidiano ingiallito, lasciato li da parenti in visita frettolosi.

A Piazza Meucci, intendo all'interno della desolata piazzetta, non c'e' alcun motivo di andarci a meno che non si sia proprietari di un cane in cerca di un angolo per espletare funzioni unanimemente riconosciute come maleodoranti se eseguite sul pavimento dell'ingresso di casa propria, o sul balcone.

Quindi, due scooteristi della domenica, un cugino svitato, nessun cane (almeno al momento).
E tu pretendi con questi poveri argomenti di poter scrivere qualcosa di interessante ?

A giudicare dal livello di quello che vedo stampato in giro (giornali, libri) verrebbe da dire subito di si.
Ma il buon Camilleri, che ha avuto la pazienza di sopportarmi insieme ad un branco di maniaci grafomani, direbbe che il punto non e' questo. Mi spiacerebbe deluderlo, sconfessando uno dei suoi assiomi.
Quello, per intendersi, di essere convinto che dietro ad ogni opera, scritta, pittorica, musicale, esista UN PROGETTO, inconsapevole quanto si vuole, ma esista.
Bene, io questo progetto l'ho in testa per default ogni giorno. Trovo elementi, che come le piccole pietre
che compongono la grande Muraglia, elevano via via, un muretto perimetrale, facendone il contorno di qualche improbabile storia. Dettagli, piccoli tic, che passano spesso inosservati, ma che, se studiati con un minimo di attenzione, dicono molto di piu' della loro rappresentazione "fotografica".
Intendo "non siamo solo Polaroid a spasso". O "elementi d'arredo".
Vorrebbero farci credere sia cosi. Ad esempio, volendo rendere con realismo fotografico, il senso di completa estraneazione di Fabrizio fermo su una panchina della predetta piazza, il regista di turno, pur animato dalle migliori intenzioni non andrebbe oltre ad una panoramica generale della piazza, vuota, bombardata dal sole, riempita sulla pista audio da un rumore assordante del vespino del coatto di turno, interrompendola con degli impietosi primi piani sugli occhi sperduti di Fabrizio. Magari per le riprese ricorrerebbe a quelle zenitali, favolose per "rendere" l'ambiente.
Sarebbe sufficiente ? O verrebbe da dire, "didascalico" ? Non si tratta di un documentario.
Allora con quale altro mezzo si puo' rendere ? Non ne trovo altri che la parola. Melville nel descrivere il suo Bartleby non ne usa affatto. Anzi, mettendogli in bocca quel "preferirei di no", negandoci quindi la possibilita' di capire, aiutandoci con l'indizio di un dialogo, per comprendere il suo personaggio, in effetti, ce lo descrive nella maniera migliore : ci "delega" il compito di descriverlo, in luogo del suo silenzio, ci affida il compito di immaginare il resto, come e' fatto, cosa pensa, perche' si esprime cosi.
Si converra' che il sottoscritto non sia Melville, e che questa, a tutta prima, ha l'aspetto di una dotta citazione. Ma per descrivere Fabrizio, Piazza Meucci, e' l'unica maniera del mondo.

Intanto, la conoscete ? Si tratta di una piazza incastonata per sbaglio all'incrocio di alcune direttrici di traffico, molto ben popolate a tutte le ore del giorno. E' un posto dove ci si passa, anzi, ci si "deve" passare, se si vuole uscire dalla Magliana e dirigersi verso il centro, oppure, se si vuole attraversare il Tevere, poco piu' avanti c'e' Ponte Marconi. Si apre all'inizio, o alla fine, dipende dal senso di marcia, su Via Oderisi da Gubbio, una strada che in barba al nome che "indossa" di cavalleresco non ha proprio nulla. A cominciare dalla moltitudine di macchine che stazionano in doppia fila, davanti agli innumerevoli esercizi che la popolano, attorniata da un lato e dall'altro da enormi palazzoni-alveari, costruiti nei tempi d'oro dei palazzinari romani, e che tradisce, a prima vista, un enorme affanno, quello di chi ci deve transitare e quello di chi vi ci abita. L'altra cosa che colpisce quindi è vederla, la strada e la piazza su cui finisce, come deserta, di sabato, senza il consueto frastuono che la popola ad ogni ora del giorno e della notte, per completezza va detto che vi sono anche diversi bar che sono meta notturna di moltitudini con buonapace dei poveri residenti.
Fabrizio e' li, quindi, sfuggevole ad ogni definizione di "arredamento", lui la panchina la domina, non ne e' affatto un corollario. Difficile a prima vista, definirlo uno dei tanti clochard che là transitano.
In genere e' ben vestito, talvolta, come in un film di Alberto Sordi degli anni 60, sfoggia esili cravatte tinta unita retaggio di armadi paterni, frettolosamente svuotati, nelle case da lui abitate.
Camicia bianca e abito grigio-ministeriale fanno il resto.
D'accordo, questa disamina, langue, stiamo girandoci ancora intorno e questa storia stenta a partire.
A questo punto cosa ci vorrebbe ? Un flash back sulla sua infanzia per connotarcelo meglio ?
O non e' preferibile, giocare con il lettore, nel concedere, fra le righe dettagli che aiutino a capire nell'ordine
1) cosa ci sta a fare di sabato all'ora di pranzo, solo, in una piazza deserta ?
2) che cosa ha fatto per meritarsi questo ?
3) si va bene, ma chi se ne frega e allora ?
4) chi e' stato a ridurlo cosi ?
5) da quanto tempo si trova cosi ?
6) perche' proprio a Piazza Meucci ?
7) perche' di sabato ?
8) perche' a mezzogiorno ?
9) perche' Fabrizio ?
10) dura ancora per molto ?
La decima e' una bella domanda. No, ho finito. Almeno il primo capitolo. Vado a mangiarmi uno yoghurt.


Riprendo che e' domenica pomeriggio.
Sono solo davanti al portatile. Stamattina, nel bel sonno domenicale delle 7,30 il telefono ha squillato.
Era Fabrizio. Non ho idea di cosa aveva di urgente da dirmi a quell'ora. Non credo avesse da riferirmi circa l'orario di inizio della funzione domenicale. Cosi maledicendolo ho attaccato, malamente, ho riabbracciato il cuscino ed ho continuato a dormire.
Quando mi sono svegliato, le 10,30 circa, ho preso il caffe', ho "tabasiato" il giusto tempo per casa, quindi sono andato in piscina.
Ecco cosa ho scritto, mentre ero li, sulla sdraio.

Fabrizio ha chiamato stamattina. Erano le 7,30. E' domenica. Voleva sapere la chiusura della borse di Tokio, dimentico che la domenica (e il sabato) i mercati sono chiusi. Poi ha messo giu' sostenendo che il latte fa bene, ed esortando a consumarne di piu', canticchiando un motivetto anni '60. Ho aggrottato le sopracciglia, spiaccicato il cuscino e ripreso a dormire il sonno interrotto. Siamo qui. Un gran delirio senza le solite inconfessabili idiozie. Affrontiamo il problema biologicamente. Qualcuno si e' preso la briga di prepararci intorno un ambiente nel quale espletare le innumerevoli funzioni di cui siamo capaci. Va da se che questo qualcuno si e' preoccupato di consentirci anche di espletarle. Intendo metterci in condizioni di.
Mentre stava programmando quelle di Fabrizio, è probabile che qualcuno lo abbia chiamato al telefono, cosi da distrarlo e non consentirgli quel che si chiama un "lavoro a regola d'arte".
Non esistono altre spiegazioni, apparentemente. E' cosi per tanti altri, la vita sembra uno di quei viaggi mal-organizzati da qualche maldestra agenzia viaggi alle prime esperienze.
Il punto e': esiste una quota di rimborso ? una sorta di risarcimento postumo ?
Nel pallido bilancio di tante altre esistenze apparentemente più fortunate verrebbe da dire di si, che c'e'.
Ma non in forza di un qualche accordo fra categorie di consumatori, quanto piuttosto, grazie a quella cosa che si chiama Destino e come un plaid e' buono per coprire quanto di inspiegabile, per pigrizia o per scelta,
non lo e' affatto.

Cosi, il vero motivo per il quale Fabrizio ha sentito l'urgenza di mandarmi storto il risveglio e' senza ombra di dubbio, il bisogno di comunicare, indipendentemente dall'ora (mi ha detto anche bene, a volte lo ha fatto nel cuore della notte), che Lui esiste ed e' contento che sia in vita anche io.
Con chi altri a quell'ora puo' tentare una conversazione appena divertente ? Con la suora che arcigna, immagino lo abbia scaraventato giù dal letto all'alba con la scusa di passare lo straccio in camera, spalancando le finestre su una splendida alba di luglio ?
Con qualche compagno di stanza, che come in Qualcuno volò sul nido del cuculo, alterna momenti di euforia incontrollata con profonde crisi depressive ?
No. Credo che il perseguitarmi di Fabrizio abbia un senso, che arriva da lontano, molto lontano.
Un senso di piu' di ventanni fa. Nel teatro di un palasport, un concerto di Frank Zappa. Nel palmo della sua mano una cosa strana, avvolta in un minuscolo pezzetto di nastro adesivo, sudaticcio. "Tieni, è un wind-open". No, non era proprio una versione antesignana del programma che ha fatto la fortuna di un tal Bill Gates.
Si trattava di LSD, acido lisergico, per liceali annoiati e coatti acculturati, sul limitare dei diciotto anni.
Come sia andata, e' facile intuirlo. Ne ho ingurgitati 8 in meno di un mese. Sicuramente incidendo profondamente nel nostro modo di vedere le cose, uscendone come da una grande multisala dopo aver visto una dozzina di film a ripetizione. Fabrizio, probabilmente sta ancora cercando l'uscita.


I genitori di Fabrizio si sono separati anni fa. La cosa di per se non fa notizia piu' di tanto. Forse per lui, si.
Ha anche un fratello, che comicamente, essendo troppo impegnato in una organizzazione catto-oltranzista non ha proprio tempo, dovendo gia' far del bene al resto dell'umanità, per farne anche al fratello.
Neanche al miglior sceneggiatore, verrebbe in mente una cosa cosi. L'ho sempre detto, la realta' è la migliore regia che esiste. Meriterebbe l' Oscar, la realta'.
Il fatto soprendente è che ad Fabrizio sia negato anche il numero di telefono del fratello. Non credo perche' ha gia' a disposizione un numero verde presso il quale contattarlo gratuitamente.
Semplicemente, in virtu' di uno dei tanti privilegi concessi dalla compagnia telefonica, quest'ultimo ha provveduto a farsi riservare il numero di telefono, cosi da poter dormire indisturbato, se crede, anche alle 7,30 di domenica mattina, stanco dell'enorme lavoro di solidarietà della sera precedente, e per sottrarsi alle mie divertite e interessate, delazioni dello stesso, al fratello.

Fabrizio ha anche altre sorelle, ma per una sorta di sacro rispetto, decido qui di non parlarne.
Ha una madre, invece, quella si. Io non più, ma questa e' un'altra storia. La madre ha subito un paio di operazioni a cuore aperto, e molto probabilmente è questo il vero motivo per il quale evita accuratamente qualsiasi contatto diretto con il figlio. Sicuramente ne soffre nel vederlo cosi. Tant'è che essendo il suo domicilio noto al figlio, provveda accuratamente a farsi negare, a costo di farsi sfondare la porta blindata, quando questi le suona il campanello.
Cosi Fabrizio staziona a Piazza Meucci. Che non è distante da dove ella vive.
Ed ecco spiegato il motivo per il quale, si appoggia, meditabondo, sulla panchina-pensatoio della piazzetta deserta.


cletus1 at 22:30:27 18 Commenti