08/01/2009
AVVISO AI NAVIGANTI
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No, non è in alfabeto morse.Ma a beneficio di coloro che si domandano che diavolo di fine abbia mai fatto: IL NUOVO blog è: http://cletus19.blogspot.comla mia mail è cletus19 [ chiocciola ] gmail.com PS. Questo blog non chiude del tutto (c'è un archivio sconfinato) ma viene aggiornato sempre meno di frequente... |
24/11/2008
Non ti scordar mai di me
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Ertha si sta facendo le unghie di la. E' che semina dappertutto le schegge, dopo. Le ho detto di stare più attenta. Ma lei mi dice di si, e poi fa sempre lo stesso casino, in giro. Tanto viene la donna, giovedi, no ? E infatti la donna viene giovedi, per davvero. Tanto la devo pagare io. E raccoglie su tutte ste schegge di unghie che lei semina in giro. In giro si dice che e' una roba pazzesca, sta cosa I miei amici hanno risolto tutti in maniera diversa. Uno ha amputato entrambe le gambe alla moglie. Cosi non mi chiede più i soldi nemmeno per il parrucchiere. Ho detto si, è vero, ma la carrozzina la passa la mutua ? Un altro gliel'ha fatte estirpare con il laser. Ho dovuto portarla in un centro specializzato, però. Perchè ? Gli ho chiesto. Perchè io col fatto che bevo mi tremano le mani e col laser ho bruciato tutta la moquette. Ertha, è serena. Non ha mai conosciuto i miei amici. Nemmeno le loro mogli. E questo mi ha consentito di vivere tranquillo, almeno fino ad oggi. Ora la mia pazienza ha raggiunto il limite. La sento cantare le canzoni di Giusy Ferrero, mentre fa quest'operazione. E' felice a modo suo, ed in un certo senso lo sono anch'io. Se solo sentissi meno caldo, con questa muta d'amianto addosso. Accendo il laser in cucina. La tuta me l'ha prestata mio cognato che fa le radiografie al policlinico. Oh, non me la rovinare eh ? M'ha detto. Dove pensi che ci debba andare ? A spegnere qualche incendio ? E'amianto puro, che quelli nel box della ferrari se la sognano una muta cosi. Va bene, non te la rovino, gli ho detto. Cosi me l'ha prestata, mentre il laser l'ho preso in prestito dal laboratorio del chirurgo estetico (quello dove il mio amico ha portato la consorte ad estirpare le sue unghie, della consorte intendo, che lui le sue non ci danno fastidio). Ora sono in cucina... Non ti scordar mai di me, sta cantando Ertha. No, tesoro mio, non potrei mai farlo... con questo peso addosso, e quando me ne dimenticherò mai... accendo il laser. Con la temperatura si sono sciolte tutte le calamite appiccicate da Ertha sullo sportello del frigorifero. Una di queste, che raffigura un ragno cui hanno dimenticato di attaccare le zampe, tiene fermo un post.it con sopra scritto “giovedi, estetista”. Io sapevo che il giovedi era la giornata degli gnocchi. E credo che stavolta, la tua estetista perderà una cliente. Addio amore mio, In un certo senso mi mancherai. Ma solo in uno. Entro in camera. Lei è di spalle, seduta sul letto. Senza girarsi, mi chiede se indosso almeno le pattine. Giovedi viene la donna, tesoro. Un'altra. Poi, solo un grande lampo. Giovedi proverò a spiegargli che se sei morta la colpa è di questi dannati elettrodepilatori che fanno in Cina. Ma vuoi mettere non avere più il fastidio di camminare scalzo, senza dovermi ferire su tutte le schegge delle tue unghie in giro ? |
19/09/2008
13/09/2008
Trasloco ?
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Mi sarebbe piaciuto, se questo blog fosse dotato di effetti audio, che una voce finta e stereotipata come quella di uno spot di una famosa catena di hard-discount, all'apertura della pagina, dicesse “da domani……”, oppure ancora citare la famosa battuta di Douglas Adam (tratta da Guida galattica per autostoppisti)….”arrivederci e grazie per tutto il pesce”.
In realtà, da qualche giorno ho cominciato il trasloco. Non so se abbandonerò del tutto questo spazio su dada. Mi piace pensare, alla stregua di qualsiasi piccolo borghese che si rispetti, di aver semplicemente dato fondo ai risparmi per la seconda casa, e magari per sfuggire all’angoscioso dilemma “mare o montagna ?” stavolta direttamente sulla Luna. Stay tuned ! |
11/09/2008
11 settembre, di 7 anni fa

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Ero in un ufficio con amici. Pomeriggio afoso, come quelli cui Roma ci ha abituato, in settembre. Intento a redigere qualche offerta particolarmente pallosa: di quelle nelle quali ti perdi se tralasci anche il minimo dettaglio. Ad un certo punto entra la ragazza che sta al telefono, generosamente definibile “segretaria”. Ho sentito alla radio che c’e’ stato un incidente a New York, un aereo è caduto sulle Twin tower.
Minchia, che sfiga ! è la prima cosa che ho pensato. Tutti riprendono a fare quello che stavano facendo prima dell’irruzione della ragazza. Passano pochi altri minuti. Entra un collega. Arriva col casco in mano e ha una sorta di miniipod con gli auricolari, evidentemente con funzioni di radio FM. Ragazzi, sentito cosa è successo ? Un po’ tutti annuiscono, svogliati (l’effetto notizia se l’era aggiudicato la ragazza di prima). Tempo mezzora e la ragazza rientra. Non ci crederete, ma ne è cascato un altro. Ma dove ? Sempre sulle twin tower. A quel punto ci guardiamo in faccia. La sensazione è un misto fra incredulità e paura. Si cerca una radio, o una tv. Ma in ufficio non ci sono ne l’una ne l’altra (salvo le radioline mini ipod della ragazza e del ragazzo che sono pero’ mancanti di altoparlanti). Continuiamo tutti a lavorare.
Dopo un pò, esco. Salgo in auto. Accendo la radio. Tutte le stazioni danno particolari di quanto accaduto, con livelli variabili (lo apprendero’ dopo) di esattezza. Arriva la notizia del terzo aereo schiantato sul Pentagono che sono quasi a casa. Fatale accendere la televisione. Preparo un pasto frugale poi mi rimetto sul divano, apro un pc portatile del dopoguerra e scrivo questa cosa:
LE TORRI.
Un'altra notte.
Tutto e' fermo.
Osama Bin Laden.
Occhi che hanno fotografato,
portato i pensieri
li dove non volevano andare.
Le torri.
Oh capolavoro
dell'ingegno.
Estensione di quell'orgoglio
primitivo che dovette
provare il primo indigeno
della terra,
alla prima evoluzione
della caverna.
Suoni che vanno e vagano.
Anni che passano.
La sorpresa.
L'atto di sorprendersi.
Come davanti ad un magnete,
fatto di odio,
quegli aerei,
attirati
"nelle" Torri.
Registri che saltano.
La scuola del terrore.
Mentre insieme si disintegrano
le granitiche certezze,
e i fiumi di parole,
le analisi,
i distinguo,
non possono da sole,
rassicurare piu' nulla.
Categorie desuete.
Anche quelle della logica,
Si piegano al vento
infuocato
di quelle tonnellate di
alluminio e kerosene,
moderni derivati di lance
di selce e palle dardeggianti
di grasso animale.
Spazzando via insieme,
le slides di una presentazione
di bilancio,
con l'assillo di una spesa
da fare al supermercato,
nella pausa pranzo,
giu' all'angolo.
Un coito adulterino o
un capriccio della toponomastica ?
Rivedere gli assiomi
della geometria ?
Si darà sempre
solo una retta
per congiungere 2 punti ?
Mentre resterà valido
il principio che ne vuole
infinite su di un singolo punto ?
e tutto quel sangue ?
Come sarà stato considerato
all'atto della stesura del copione ?
Un necessario, tragico corollario
ai fini della rappresentazione
simbolica.
E, paradosso,
come non pensare
che demolendo quelle torri,
cosi alte,
cosi prepotentemente
rivolte al cielo,
(come le chiamano ?
Sky-keeper ?)
si sia voluto
gridare
a chiare lettere
che no,
non e' ancora arrivato
il momento di
"assurgere" ad esso ?!
O quantomeno,
Diamine,
Che almeno non sia
consentito
farlo prima
agli "altri".
E' come un litigio
per un parcheggio,
o per una precedenza,
che e' degenerato.
NULLA SARA' PIU'
COME PRIMA.
E' stato detto.
Ma anche altre, tante,
troppe volte.
Abituarsi a pensare.
Estendere il concetto
di valore della vita,
forse liberandolo
da quell'armadio
di sicurezze
che vanamente
continuiamo a riempire,
prigionieri di schemi
pret a proter,
cosi rassicuranti,
ma inevitabilmente
"fuori-stagione".
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04/09/2008
Metre a penser
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Datemi un microfono anche a me, lo voglio ! Singolare che, forse perché a corto di veri e propri metre-a-penser, la stampa corteggi il vip di turno, vuoi che sia un cantante, attore, calciatore o velina, per strappargli un commento sulle vicende, certo non edificanti, della politica nostrana.
E’ la semplificazione della frase “nessuno che faccia il proprio lavoro, qui”. Con la quale andrebbero salutati i roboanti annunci delle fatiche letterarie di questo o quel appartenente a dette categorie. Forse che il criterio della flessibilità abbia investito, come una marea dilagante, tutto l’orizzonte dello scibile umano, e cosi ci ritroviamo con le librerie invase da testi caratterizzati più dai nomi (e cognomi) dei titoli, che non dai contenuti.
Non ho letto, ad esempio, Lettere d’amore dal frigo, di tal Ligabue Luciano. Medito di farlo, prima o poi. Prendo però amaramente atto che la Einaudi c’ha svoltato alla grande: ad oggi risulta il testo di poesia più venduto in Italia (si stimano 100,000 copie,e si che abbiamo dato i natali a personaggi come Ungaretti, Montale, Caproni).
Cosi dalla ribalta del Festival del cinema di Venezia, siamo confortati anche dalle sentenze del molleggiato, che non pago dell’investitura che lo share italico gli ha tributato, e senza alcuna riluttanza, calato com’è nella parte del profeta-a-penser, c’ha reso edotti circa le sorti del Parcheggio del Pincio, dell’Alitalia, e se fosse avanzato tempo, avrebbe forse pure avuto qualcosa a che dire in merito alla recente campagna acquisti dell’Inter.
Ora, al di là della mania di protagonismo, malcelata nei panni del telepredicatore, quello che sgomenta non è tanto chi risponde alle domande dello zelante cronista, quanto l’ostinazione con la quale quest’ultime vengono riproposte. In altri termini, se si attenessero come sembra aver fatto recentemente la ministro francese che prima dell’intervista ha messo in chiaro che non avrebbe risposto a domande circa la propria vita privata (dando, con questo una lezione di stile a coloro che connivono con i paparazzi), avremmo eminenti pareri e giudizi sull’oggetto del proprio mestiere intellettuale (volendo in questa categoria far rientrare anche i cantanti, o la parte più impegnata di essi) e dei rispettosi silenzi circa tutto il resto.
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01/09/2008
03/08/2008
01/08/2008
ECLISSI
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Insomma, oggi c’è stata questa roba qua.
Praticamente la luna, nel suo eccentrico pellegrinare, si è venuta a trovare giusto davanti al sole. Oscurandolo.
(il fenomeno, recitano le scarne didascalie, è stato visibile solo in alcune regioni della terra, come la Mongolia e, parzialmente, da Londra. Qui altre risorse)
Ecco, quando assisto a questi fenomeni non posso fare a meno di tirare un grosso sospiro di sollievo.
Considerare che a fronte della meccanica celeste siamo poca cosa, con i nostri affanni, è operazione più che salutare. E’ come ricordarsi che l’orizzonte asfittico dal quale ci lasciamo inghiottire non ce la fa proprio a trattenere la vertigine dell’infinito.
Impazzisco all’idea di cosa doveva provocare negli animi dei nostri antenati.
Sacrifici tribali, terrori incontrollati, presagi di morte e di sventure.
Poi un giorno è arrivato Galileo, ha avuto un qualche problemuccio con la chiesa, ma da allora abbiamo messo un punto alle nostre paure.
O almeno, ad alcune di esse.
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31/07/2008
Che cosa c'è ?

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Non ho forti basi storico sociologiche da studioso della musica rock. Sono un umile fruitore. Appena posso scarico mp3 a manetta. Mi sveno però adeguatamente anche per i cd, mi piace rovistare sui banchi dei negozi sfigati alla ricerca di qualche chicca semi introvabile. Complici le temperature decisamente alte, da qualche tempo prediligo musica allegra, movimentata, che si incarichi, in altre parole, di prendere deliziosamente a calci la malinconia e spruzzare un po’ di bollicine “all-around”.
Mi è capitato di imbattermi in lui, quando ho ascoltato, alla radio, la cover (in “levare”) di Tutta mia la città (sulla quale ho scritto anche qualche nota qui), e non avendolo mai ascoltato prima, sono rimasto incantato dal coraggio di riproporre sonorità “ska”, donandogli nuovo lustro, in quest’epoca infestata da house et demenzialità..
Lo ska è quella cosa che va assunta a piccole dosi. Si gioca su una scansione del tempo sincopata, e una volta capita la griglia, ci si può divertire ad incasellarci dentro anche Per Elisa di Ludwing Van. L’altro giorno ero in uno di quei megastore che vende cd a prezzi ridotti. Ho preso a 8,90 un suo cd chiamato pomposamente “The album”. Ci sono cover di Cher, c’e’ Wonderful life, e chicca delle chicche, il buon vecchio Gino Paoli che canta, in duo, la bellissima Che cosa c’è. E’ un cd di qualche anno fa, di ottima fattura, ma fresco ed ironico quanto basta.
Lui è Giuliano “the King” Palma, è in gamba, ed è supportato da una banda di delinquenti davvero bravi. |







